ROCK IN TIME - 4 Passi Nella Storia Del Rock

ROCK IN TIME

 

4 Passi Nella Storia Del Rock

A cura di Giovanni Ansaloni

di On The ROCK

CREEDENCE CLEARWATER REVIVAL - "Pendulum"

"Have You Ever Seen The Rain"

 

"Molina"

John Fogerty è la guida incontrastata del gruppo, compone tutto lui, suona le chitarre principali l’organo ed i sassofoni, canta con naturale forza e calore, accompagnato dal fratello alla chitarra ritmica (mai al proscenio, in un ruolo di mero contributo al “riempimento” del panorama sonoro senza il minimo spunto personale) e da una onesta ma solida (specialmente per quanto riguarda la batteria) sezione ritmica. Voce strepitosa, mix sonoro ben riconoscibile e notevole acume compositivo fanno quindi la differenza ed in questo “Pendulum” vi si aggiungono una produzione pulita e compatta, un suono caldo e coinvolgente con una ripresa degli strumenti efficacissimo nella sua semplicità e naturalezza. La batteria ad esempio, colpita con potenza e semplice efficacia dal barbuto “Cosmo Clifford, risuona gagliarda in tutti i suoi componenti (perfino le meccaniche), mentre incredibile è la resa dell’organo Hammond, ripreso con una qualità tra le migliori che io conosca: Fogerty lo suona in maniera semplice ed essenziale, da chitarrista, ma il suo timbro inimitabile contribuisce a rendere sublimi le due ballate “It’s Just A Thought” e “(Whish i Could) Hideaway”, nelle quali anche la voce di John stesso supera se stessa. Insieme alle tracce più semplici e commerciali come la celeberrima “Have You Ever Seen The Rain” (superclassico evergreen se ce ne è uno, passaggio d’obbligo per strimpellatori alle prime armi e pianobaristi vari) ed i compatti rock’n’roll “Hey Tonight” (nel quale le voci armonizzate e potenti di Fogerty creano un vero muro di suono) e “Molina” (divertita dal sax e da un falso stop finale, con ripresa strumentale), trovano posto nell’album brani di più ampio respiro come l’iniziale “Pagan Baby”, nella quale John urla il titolo con una grinta ed una sonorità da far accapponare la pelle, accompagnandosi col caratteristico strumming metallico e brillante reso dalla chitarra Rickembacker. Vi è una lunga coda strumentale risolta con efficaci, semplici assoli di chitarra e da alcuni urlacci del cantante negli stacchi finali da fare invidia a James Brown. Altra notevole e abbondante composizione è il Rhythm & Blues “Born To Move”, arrangiato benissimo con un riff discendente che porta a strofe piene di funky, grande musica da ballare. Anche in questo caso vi è una coda strumentale, molto più tranquilla e piuttosto minimalista, inaugurata dal basso che resta solo per alcune battute e poi viene raggiunto dall’Hammond per una jam notturna e fumosa, alla Jimmy Smith se qualcuno lo avesse presente. Suoni grandiosi, calore e “anima” a profusione. La chiusura del disco, piuttosto anacronistica, è affidata ad uno strumentale progressive-psichedelico! “Rude Awakening # 2” esordisce con una progressione di chitarra per poi perdersi in nenie tastieristiche e nastri al contrario, nella migliore tradizione dei fumatori d’erba e consumatori di L.S.D., d’altronde ben presenti al tempo in zona.

 

Mai avuto dubbi che sia questo il lavoro migliore dei Creedence Clearwater Revival, anche se ciò mi mette in minoranza: a mio giudizio vi sono maggiore qualità di suono e varietà di ispirazione rispetto al passato e un efficace allargamento della strumentazione, uniti alla classica presenza di canzoncine irresistibili e impossibili da evitare. L’ultimo loro grande disco ed il migliore, prima della rapidissima decadenza col successivo “Mardì Gras” e il definitivo scioglimento del gruppo.

Pubblicata il 21 Settembre 2017

DIRE STRAITS - "Brothers In Arms"

"Money For Nothing"

 

"Brothers In Arms"

Prodotto da Mark Knopfler con l'assistenza dell'ingegnere del suono Neil Dorfsman, il cd mostra una miscela musicale Rock, con alcune sonorità tipiche degli anni ottanta e un taglio più marcatamente mainstream rispetto ai lavori trascorsi: il mercato americano ha esigenze ed imperativi da rispettare se si vuole recitare la parte del trionfatore. Troviamo molta eterogeneità nella scrittura e nella costruzione dei pezzi, cosa questa che può piacere a tanti ma che in definitiva dispone dei mezzi per far perdere la bussola ad altrettanti fans; in ogni caso il corpo musicale si sviluppa diramandosi dal Country Rock al Blues, dal Jazz al Rock più marcato sfilando tra influenze Folk e Cajun, senza dimenticare le tematiche impegnate trattate nei testi. Ben tre canzoni sono sfacciatamente antimilitariste, "Ride Across the River", "The Man's Too Strong" e "Brothers in Arms", composte in riferimento al conflitto delle Falkland e al fenomeno dei "Lords of War" che alimentavano, e purtroppo alimentano ancora oggi, conflitti ed eccidi per i propri sporchi interessi e scopi. I Dire Straits furono affiancati da rinomati turnisti quali Jack Sonni, Tony Levin, Michael Brecker, Randy Brecker e il jazzista Omar Hakim, che registrò quasi tutte le parti di batteria presenti nella versione definitiva. Knopfler offrì ospitalità a Sting per cantare come seconda voce in "Money for Nothing": il leader dei The Police venne poi accreditato anche come co-autore del brano, visto che per i cori venne adottata la linea melodica di "Don't Stand So Close to Me". Eccedente e improduttivo citare ed analizzare ogni singola canzone, "So Far Away" è un Rock ritmato e convincente, stupenda l’atmosfera sognante di "Your Latest Trick", dove il sax fa tremolare brividi sulla cervicale e la voce del leader innesca una reazione a catena emozionale stimolante. Sulla stessa falsariga colpisce la tenerezza acustica di "Why Worry?", ottime le linee e gli arrangiamenti di "Ride Across the River" e quella chitarra elettrizzante che va in solo con la tipica timbrica celeberrima di Mark. Persuasivo il Folk di "The Man's Too Strong" con saette elettriche rafforzative dei duri concetti espressi dal testo, e per terminare la grandiosa "Brothers in Arms", 6 minuti e 59 di entusiasmanti contenuti musicali con la sei corde che non può fare a meno di scavare dentro ad ogni individuo di razionale istinto, e scusate l’ossimoro.

 

"Brothers in Arms" ha un grande pregio: contribuì alla diffusione del nuovo formato (CD) tra il pubblico di tutto il mondo, rendendolo improvvisamente familiare. Nell'arco del biennio 1985-1986, la band fu impegnata in una mega tournée di 248 concerti sold out, durante la quale prese parte al Live Aid presso lo stadio di Wembley, a Londra, il 13 luglio 1985. Considerate questo disco come meglio credete, al suo interno ci sono grandi canzoni e altre decisamente meno, ma il capolavoro fulminante ed assoluto di "Making Movies" i Dire Straits non saranno mai più in grado di ripeterlo.

Pubblicata il 12 Settembre 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati