ZOLLE - ''Infesta'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

ZOLLE

"INFESTA"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

Oggi ci spostiamo nel lodigiano per trovare gli Zolle, un Heavy Rock Guitar and Drums Duo di cui non si sa molto: alla chitarra troviamo Marcello (Morkobot) e alle percussioni Stefano e vogliono proporci il loro sound potente, Heavy, diretto e positivo. Anche negativo, a volte. La contrapposizione tra positivo e negativo la ritroviamo anche nel gioco di parole del titolo del loro terzo album “Infesta”, uscito nel maggio 2017 per Subsound Records: “in festa” e “infesta” (dal verbo infestare).

 

Kadregah” – Suoni subito potenti e massicci. Non si ha una vera e propria melodia, ma un ripetersi di accordi che si alternano, sorretti da una ritmica che in un paio di stacchi lascia un po’ straniti. Quasi due minuti e mezzo che passano in fretta.

Versum”–Inizio a pannaggio della batteria che, però, ben presto torna ad accompagnare la chitarra nella sua vera e propria schitarrata. Quando ci si addentra nel brano ci si rende conto che la batteria è la vera protagonista, mentre la chitarra accompagna. Il pezzo assume più senso nel suo essere rispetto al precedente, ma si interrompe drasticamente, all’improvviso.

Lårdo” – La chitarra finalmente si presenta con un riff vero e proprio, mentre la batteria torna al semplice accompagnamento. Interessante a metà brano il gioco dell’alternanza tra accelerando e rallentando, quasi a creare un effetto elastico.

Magnum” – Un brano un po’ più articolato, ammetto che si iniziava a sentirne il bisogno. A metà sembra che tutto sia già finito, ma subito riprende la musica, potente e massiccia. Finalmente un brano che sa reggersi in piedi da solo. Nel finale troviamo un lungo accordo dissonante, al limite del Noise.

Thorthellion” – Inizio interessante, che però ben presto diventa ripetitivo. Anche qui il brano sembra concludersi circa a metà per poi riprendere con piccole variazioni. Prima del finale c’è un periodo che si stacca dal resto del pezzo e che, per il momento, rappresenta i secondi meglio riusciti del disco.

Brasator”–La ritmica si stacca dai brani precedenti e gli accordi della chitarra risuonano più positive, quasi allegri, ma comunque leggermente dissonanti. Questo pezzo è decisamente allegro… Saranno fanatici del brasato?

Interiora”–Qui le sonorità virano verso accordi più scuri, tendenti al Doom. La batteria è energica, potente, quasi un rullo compressore. Però bisogna dirlo: davvero troppo ripetitivo.

Infuso” – La traccia più breve del disco ci riporta indietro nel tempo, un po’ anni ’60 un po’ anni ’90. La ritmica qui si affida anche agli applausi… Il resto è quanto di già detto.

UnDoom” – Dalla più breve alla più lunga, che sfiora i sei minuti. Per la prima volta in tutto il disco la testa inizia ad ondeggiare avanti e indietro. Pezzo granitico, con brevi stacchi del tutto fuori tema ma simpatici in questo contesto. Ad un certo punto però arriva la sorpresa: puro Dark Ambient! Il tempo di riprendersi e si torna alla potenza precedente. Siamo davvero al momento clou del disco, del quale si iniziava a sentire il bisogno.

 

Difficile arrivare ad una conclusione con questo album: ultimo pezzo a parte, questo disco sembra un’opera incompiuta, quasi come fosse uno di quei cd bonus strumentali nelle edizioni speciali dei dischi pubblicati dalle etichette più blasonate. I brani sembrano solo accompagnamento in molti momenti, quasi non riescono a reggersi da soli. L’inventiva c’è, ma si potrebbe fare qualcosa di più.

 

 

 

TRACKLIST

1. Kadregah

2. Versum

3. Lårdo

4. Magnum

5. Thorthellion

6. Brasator

7. Interiora

8. Infuso

9. UnDoom

 

 

 

VOTO

5,5/10

 

"Infuso"

Pubblicata il 19 Aprile 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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by Robin Bagnolati