ZERO - ''Waves of griefs. seas of regrets'' (Steel on Fire - Metal Webzine)
TITOLO

A cura di Igor Gazza

Dopo tanti anni di musica heavy-metal di tutte le fogge, i colori e le nazionalità riesco ancora a commuovermi. Ebbene sì, vi sono ancora gruppi che riescono ad attirare la mia attenzione, e non è facile, ho ascoltato metal proveniente da ogni angolo di mondo, dalla Cina all'India, Giappone, Taiwan e pure del metal Maldiviano (i "NOTHNEGAL" , ascoltare per credere). Ma... senza andare troppo lontano, nella nostra bella Italia trovo ancora chicche musicali di gruppi che mi attivano i neuroni.


Provenienti da Schio (Vicenza) mi pregio di recensire gli Zero, quattro simpatici ragazzacci che vi indico qui sotto, ognuno con le propria arma al seguito, e mamma mia come la sanno usare...


Marco Zavagnin – voce;

Jacopo Bidese – batteria;

Tommaso Corrà – chitarra;

Matteo Nardello – basso.


Con un sapiente mix di Metalcore e Djent gli Zero sfornano per la Ghost Record Label un disco di circa 39 minuti pesante e rabbioso da ascoltare senza tregua fino allo sfinimento!


"Overwhelming waves" - Il pianoforte, suadente, apre le danze, in divenire un arpeggio di chitarra, poi la batteria ed un riff chitarristico decisamente più metal danno da una sferzata di energia, l'intro si conclude così come è partito, leggiadro e sfuggente...

"Goodbye, brother sea" - Da lontano la batteria colpisce l'ascoltatore come un pugno in faccia, coadiuvato dalla voce in growl e la chitarra, i ritmi sono saltellanti e rimbalzanti, cosa propria del metalcore. Mi piacciono molto gli inserti di tastiere che spezzano il brano il quale rimane comunque molto melodico soprattutto nel ritornello, da segnalare un ottimo assolo di chitarra a metà brano.

"Before you judge" - il secondo pezzo si apre con un riff di chitarra molto suggestivo che precede la batteria, la stessa suona molto rotonda. Il cantato è vario, si passa a vari livelli di growl dal più profondo al più urlato e l'effetto è interessante, un brano potente e deciso che sul finale si apre grazie alle tastiere trattenendo in primis ed espellendo in seconda battuta l'astio di cui è composto...

"Stronger than ever" - La batteria è corposa e carica, il sottofondo delle tastiere a creare un effetto quasi evocativo, in attesa della mazzata che arriva in modo quasi repentino. Mi piace come il cantante ringhia, sovrastando gli strumenti, un brano che trasmette forza, rabbia e caparbietà.

"The way through" - Si parte con dei sinth che lasciano spazio a voce, batteria e chitarra, in una commistione esplosiva, il brano è potente e molto melodico, si può sentire in modo abbastanza conclamato l'amore di questi musicisti per il djent. Il brano è considerevolmente lungo se lo si rapporta a quelli precedenti, il risultato è molto raffinato e di gusto, una mazzata in faccia che dura circa sei minuti. Come si fa a non voler bene agli Zero?

"Waves of griefs, seas of regrets" - La title-track è cazzuta ma allo stesso tempo curata e ben bilanciata tra le parti diciamo più "aspre " e quelle più "melodiche". In questa traccia interviene, con un assolo, Enrico Wolfgang Leonardo Cavion, chitarrista del gruppo Beneath Still Water. Lo trovo un brano quadrato senza sbavature diretto e vero come del resto i pezzi ascoltati fino ad ora.

"Future debts" - La partenza è devastante, è come sfondare un padiglione auricolare. Il brano è arrembante la voce ha dei conati di death metal, la chitarra è pulita e segna il passo, batteria e basso creano un muro sonoro davvero impressionate. In questa traccia abbiamo un nuovo ospite proveniente sempre dai Beneath Still Water Fabio Greselin alla voce, il quale si esprime in clean, rompendo un po’ il continuum del disco.

"Choosing oblivion" - Ed eccoci al penultimo e più lungo capitolo dell'opera, circa 6 minuti e dieci secondi. La chitarra apre i giochi seguita dalla ben nota batteria sempre cannoneggiante, anche se qui si possono notare dei rallentamenti ed una struttura sonora ritmicamente diversa dai brani già ascoltati, in culo a chi dice che il metal core è tutto uguale, infatti il brano è strumentalmente ricco di sfumature e di virtuosismi che lo rendono esuberante, divertente e a tratti melodico specialmente nell' esecuzione del ritornello.

"Yearning shores" - Ultima cartuccia sparata dai nostri, si tratta di un pezzo tutto strumentale che esalta le doti musicali del combo vicentino, un brano che si divide in due: la prima parte più violenta e rombante la seconda con l'inserto delle tastiere diventa più morbida e nostalgica, finisce in uno sfumare...


Rimango sempre estasiato quanto sento questo tipo di prodotti che suonano bene dall'inizio alla fine senza cedimenti né cadute di stile. Il disco mi è piaciuto molto, ben gestito e strutturato, per gli amanti del genere è sicuramente un disco che dà soddisfazioni. I musicisti sanno il fatto loro e lo dimostrano dando alle stampe un disco, a mio avviso, difficile da eseguire, perché un conto è fare un album pieno di virtuosismi, senza un minimo di senso mentre un altro è forgiare un prodotto che rimane sempre nelle orecchie di chi lo ascolta con melodie e strutture sonore ficcanti dall'inizio alla fine. Bravi!!!!!



TRACKLIST

1. Overwhelming waves

2. Goodbye, brother sea

3. Before you judge

4. Stronger than ever

5. The way through

6. Waves of griefs, seas of regrets

7. Future debts

8. Choosing oblivion

9. Yearning shores



VOTO

7,5/10


BAND

"Waves of griefs, seas of regrets"

Pubblicata il 16 Maggio 2019

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