WE HAVE THE MOON - ''Till the morning comes'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

WE HAVE THE MOON

COPERTINA

"TILL THE MORNING COMES"

A cura di Igor Gazza

Nella vita di un recensore capita di ascoltare di tutto, dal metal classico al death metal, il sulfureo black metal ma anche il PARTYCORE... UAHHHAHAHAHAH. Il modo migliore per esplicare il significato di ”partycore” è con una semplice operazione matematica:


METALCORE + TECHNO/DANCE(TAMARRA) = PARTYCORE.


Orbene, il metallaro puro sicuramente avrà molti dubbi nell'approcciarsi ad un genere come questo, io devo ammettere che ho avuto delle perplessità, ma ho dovuto ricredermi: bassi a manetta, ritmo e potenza a volontà, insomma un disco che pompa da bestia.


I We Have The Moon arrivano da Bologna e in quattro fanno il lavoro di diciotto:


Makku - Screams, cleans and synth

Morse - Guitar and bkg vocals

Corey - Bass and bkg vocals

Gedd - Drums and clean vocals


Questo in recensione è il loro primo full uscito per la Rockshots Records, ed è composto da undici tracce per una durata di circa 35 minuti. Se stai continuando a leggere è perché ti interessa o perché vuoi capire quante altre stronzate scriverò, quindi andiamo a vedere le tracce una per una...


"Y.D.S.U.Y.S." - I sinth... Subito! Un bell riff di chitarra in apertura, bassi scoppiettanti che riempiono tutto, ed è solo l'inizio.

"Till the Morning Comes" - La title-track si aggancia perfettamente all’intro consentendo una soluzione di continuità, la batteria è pesante, il cantato è in scream, chitarra e basso sono sempre "infettati" dall'elettronica. Il pezzo pompa di brutto, il ritornello è in clean ultramelodico, non subire il ritmo trascinate è praticamente impossibile.

"Killer Party" - Di questo pezzo è stato fatto un simpatico videoclip, così i curiosi possono andare sul tubo a saggiare lo stile di questi ragazzi bolognesi. Sempre l'elettronica a farla da padrone, ma una cosa che in assoluto mi fa impazzire è come si possa trasporre delle sonorità tipicamente dance utilizzando strumenti tradizionali, pesantezza e tecnica al sevizio della melodia di un pezzo che rimane nel cervello. Questo brano alterna in modo consapevole schiaffoni metalcore a parti dance ultra melodiche ma assolutamente ficcanti e coinvolgenti.

"Definitely Not a Serenade" - Anche di questo brano è stato fatto un clip. Alternanza di metal ed elettronica, è questa la bibbia dei nostri eroi, i sinth si fondono con gli strumenti tradizionali; il risultato è un brano massiccio e roccioso, ma che nei suoi meandri conserva un non so che di cibernetico e danzereccio, infatti le sonorità techno in superficie rendono il brano molto particolare. La schitarrata prima del ritornello coadiuvata dal cantato pulito è a dir poco geniale, la voce tra lo scream e il growl rende il resto del brano un bomba a tutti gli effetti.

"The Score 0-3" - Pezzo tipicamente metalcore molto ficcante e diretto per i primi minuti per poi diventare molto elettronico. Come dicevamo prima i We Have The Moon riescono a trasformare ciò che è cibernetico in metallico.

"02: 00 AM Pasta Break" - Techno/trance a bomba... Sto ballando!!!

"Unreasonable" - Dopo l'intro la batteria e la chitarra sfondano le casse dello stereo, il brano è nuovamente più metalcore anche se le chitarre sono "dopate" elettronicamente. Ovviamente il ritornello è estremamente melodico, il che non fa altro che aumentare l'appeal di questo brano che risulta potente e deciso, una carezza ed un cazzotto!

"This is What We Love the Most" - Allegro andante, staffilate metalliche in cantato scream si alternano a parti più easy con un cantato in clean molto leggero, ad 1 minuto 27 il brano diventa decisamente aggressivo, pesante e quasi claustrofobico rilassandosi dopo alcune battute, un'alchimia piuttosto interessante che rende un sacco in termini di sound e potenza.

"Lovely Lights" - Inizio piuttosto catchy che avvolge l'ascoltatore, anche il titolo è simpatico, il ritmo è trascinante, a tratti stordente tra metal e dance, bellissima la parte che precede il ritornello con un sinth persistente e poi l'esplosione. La batteria mista agli ultrabeat prodotti dai sinth diventa potente e cristallina.

"A Ghost Friend of Mine" - Questo a parere mio è il brano più ispirato di tutti, infatti l'inizio è molto lineare stoppato da voce e tastiere, traspare passione ed intensità. La costruzione di questo pezzo è ben più difficile di quello che si possa pensare, per nulla votato al divertimento fine a se stesso come i precedenti, anzi direi molto profondo ed introspettivo.

"Bedtime" - Una tastiera solitaria e nostalgica che riporta il mood del brano precedente a chiusura dei giochi...


Questi ragazzi bolognesi hanno creato un disco prodotto in modo eccelso ed hanno fornito ogni traccia di un maledetto ritornello, una maledetta melodia che rimane in testa anche ore dopo aver staccato lo stereo. Questo a parer mio è positivo e credo abbiano fatto centro. Recensire questo album per me è stato puro divertimento, ho ascoltato il disco più volte, alcune con attenzione, altre saltando e ballando con le mie figlie, le sensazioni trasmesse sono sempre state positive, posso senza ombra di dubbio dire che questo disco mi ha intrigato e mi ha appassionato.


Album, questo, che i puristi del metal devono evitare, non è roba per loro in quanto troppo roboante, ma per gli amanti del metal in ogni sua forma e per gli amanti della potenza, della voglia di divertirsi magari sentendolo con gli amici e pogare fino allo sfinimento questo è il disco giusto: curato, coinvolgente e suonato dannatamente bene. Nel mondo c'è tanta robaccia portata sul palmo di una mano come se fosse la nuova verità della musica ma noi abbiamo la Luna!!! We Have The Moon!



TRACKLIST

1. Y.D.S.U.Y.S.

2. Till the Morning Comes

3. Killer Party

4. Definitely Not a Serenade

5. The Score 0-3

6. 02: 00 Am Pasta Break

7. Unreasonable

8. This is What We Love the Most

9. Lovely Lights

10. A Ghost Friend of Mine

11. Bedtime




VOTO

8/10


BAND

"Killer Party"

Pubblicata il 19 Marzo 2019

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