WALK IN DARKNESS - ''Welcome To The New World''

WALK IN DARKNESS

"WELCOME TO THE NEW WORLD"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

L’uomo ed il suo viaggio esistenziale, musiche senza tempo: una sintesi estrema di ciò che ci propongono i Walk In Darkness. Proprio le musiche, spontanee e spesso frutto di improvvisazioni, hanno portato questa band Gothic Metal ad una scelta importante, ovvero il non mostrare il proprio volto: i musicisti infatti si mostrano sempre con lunghe tuniche nere, cappucci alzati e volto non visibile, perché secondo loro questo anonimato li rende pienamente liberi di poter proporre liriche e melodie senza paletti. L’unico elemento della band a volto scoperto è la singer Nicoletta Rosellini (Kalidia). Non ci è dato sapere molto altro di questa band, ma si sa che il mistero stimola la curiosità. Ad un anno esatto dalla pubblicazione del primo album “In The Shadows Of Things” arriva “Welcome To The New World” (17 Febbraio 2018), registrato ai Virus Studio da Alessandro Guasconi. Questo album vede anche la partecipazione di due ospiti, che vi indicherò durante la recensione. Ora spazio alla musica!

 

Crossing The Final Gate” – La tastiera apre il brano con una melodia dolce e tetra allo stesso tempo. Successivamente si inseriscono basso e chitarra, mentre la batteria entra in scena solo quando si entra nel vivo, poco prima della voce di Nicoletta, affiancata dal primo ospite del disco Emiliano Pasquinelli (Tuchulcha) con il suo growl. Il brano non trascina per la potenza ritmica, ma tiene “legato” l’ascoltatore, grazie anche al bel duetto di voci, con quella della singer toscana che spicca senza però sovrastare il resto della band: ottimo lavoro in casa di registrazione. Questo pezzo non si fossilizza su un solo riff, ma presenta diversi momenti di variazione che ne migliorano l’appeal. Ottimo il lento crescendo che porta alla conclusione.

Sailing Far Away” – Questa volta sono le chitarre ad aprire con fare molto classicheggiante, insieme al violino del secondo ospite del disco: Gabriele Boschi dei Winterage. Attorno al minuto e mezzo l’atmosfera inizia a farsi più viva, con un ritmo leggermente più sostenuto ed un cantato più deciso, sorretto da una seconda voce. Dolce ed intrigante, il brano è quasi interamente acustico, infatti la batteria appare dopo ben quattro minuti e mezzo con lo strumentale elettrico che fin’ora si era palesato solo con un ottimo solo di chitarra. Una “navigazione” assolutamente ben riuscita.

Welcome To The New World” – La title track si apre con il basso e gli effetti di un temporale. Dopo una strofa molto lineare l’atmosfera si ravviva nel refrain, con un ritmo più sostenuto ed un cantato incisivo. Siamo al cospetto di continui salti tra uno stile e l’altro, tutti però ben amalgamati tra loro. Una vera perla.

Rome” – Quarto brano, quarto inizio diverso: questa volta è direttamente la voce di Nicoletta ad aprire, sorretta poi da un buon riff di chitarra ed una base basso-batteria essenziale ma veloce. Più ci si avvicina alla metà del pezzo piùl’energia aumenta per poi placarsi di colpo, lasciando spazio ad un momento di dolcezza. Bella la chitarra in sottofondo con effetto vinile. Assolutamente trascinante ed incalzante il basso nel finale.

I’m The Loneliness” – Intro di chitarra e voce molto suggestivo. Qui ritroviamo la collaborazione di Gabriele Boschi, che col suo growl dona maggior carica ad un brano già per nulla scarico di suo. Davvero bello il momento in cui le voci si sovrappongono cantando però parole diverse, creando un effetto musical. Anche qui lo strumentale varia in più punti, mantenendo alta l’attenzione.

Persephone’s Dance” – Ancora chitarre in apertura, ma stavolta distorte ed energiche: senza d’ubbio l’intro più puramente Metal del disco. Quando però entriamo nel brano l’atmosfera cambia di colpo: lo strumentale si fa essenziale, la voce di Nicoletta è dolce… Ma la calma dura poco, con lo strumentale che aumenta drasticamente d’intensità, regalando qualche stacco vagamente Prog ed il cantato che raggiunge vette mai raggiunte fino ad ora. Momenti di “poesia” e momenti di “battaglia” in un unico pezzo.

Flame On Flame” –Ritmica in tempo composto all’inizio, che verrà ripreso altre volte durante il brano. L’atmosfera si mantiene cupa per tutta la durata, nonostante le variazioni sul tema. Un brano da ascoltare e riascoltare, perché di non facile assimilazione, a tratti quasi teatrale.

A Way To The Stars” – Con questo pezzo ci avviamo alla conclusione. Introduzione che trasuda dolcezza e malinconia al contempo ma verso i due minuti si trasforma in un crescendo che porta all’esplosione del ritornello, sia dal punto di vista strumentale che vocale con Nicoletta che sfoga la sua potenza. Lo schema poi si ripete. Una degna conclusione per questo album.

 

Per comodità la band si definisce Gothic Metal, ma un genere vero e proprio è difficile attribuirglielo: ci troviamo di fronte ad un album con molteplici influenze che si inseriscono in qualsiasi momento, a dimostrazione della libertà dei musicisti. “Welcome To The New World” non ha momenti di down, perché anche la penultima traccia, nonostante la complessità d’ascolto, una volta compresa si dimostra di grande valore. Anche dal punto di vista della registrazione, l’album non presenta pecche. Dopo un buon primo album, questo rappresenta un nuovo passo avanti per i Walk In Darkness, un disco capace di farsi apprezzare anche da chi di solito storce il naso al solo sentir nominare il genere.

 

 

 

TRACKLIST

1. Crossing The Final Gate

2. Sailing Far Away

3. Welcome To The New World

4. Rome

5. I’m The Loneliness

6. Persephone’s Dance

7. Flame On Flame

8. A Way To The Stars

 

 

 

VOTO

9,5/10

 

"Welcome To The New World"

Pubblicata il 11 Febbraio 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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by Robin Bagnolati