VEREOR NOX - Self-titled album (Steel on Fire - Metal Webzine)
TITOLO

A cura di Robin Bagnolati

Dark Souls... Chi non conosce questo videogioco uscito all'inizio di questo decennio? Lo ammetto, io per primo alzo la mano: la mia cultura videoludica si limita ai titoli sportivi e poco altro, perciò il sopracitato lo conosco solo di nome. Ma, al contrario di chi scrive, c’è chi ha amato a tal punto il gioco da usarlo addirittura come base per un concept album: i Vereor Nox ci presentano il loro secondo album self-titled, uscito lo scorso 16 Maggio e anticipato dal EP “Lord of Cinder”. Se avete letto la recensione che ho scritto tempo fa relativa al loro primo album “Noli Respicere” non potete non chiedervi il motivo di un così netto cambio di tematica. Il cambio, al dire il vero, è solamente in superficie, perchè il tema di fondo resta sempre la psicologia dei personaggi chiamati in causa. Altro motivo di questo cambiamento è da ricercarsi anche nei cospicui cambi di formazione: ormai solamente la cantante Beatrice 'Fenrir' Traversin è rimasta del gruppo originale e a lei ora si affiancano Ivano 'Seath' Lo Iacono (basso) e Emiliano 'Gwyn' Bez (chitarra e cori). Successivamente, per non rimanere solo una band da studio, al trio si aggiunge Alex 'Kaathe' Corrao. Ora non voglio dilungarmi troppo, anche perchè è giusto che scopriate voi stessi come si evolve la storia narrata ascoltando il disco (risulterebbe anche ipocrita viste le mie premesse), perciò torno nel mio ambito e diamo spazio alla musica.


Within The Flames” - L'atmosfera si fa subito inquietante, con lunghi suoni che ricreano il rintocco di una campana. Il testo è recitato e si ferma prima del risvegliarsi della melodia, ariosa e quasi solare... Ben presto però si ritorna nell'oscurità e stavolta entra in scena il growl di Fenrir, insieme ad una ritmica decisamente più presente e incalzante. Arriviamo alla fine del brano con il ritorno della lenta melodia di pianoforte.

My Dear Sister” - Una cupa orchestrazione viene supportata da una ritmica veloce e trascinante. Spesso per riuscire a sentire la chitarra, nella prima parte, bisogna aprire molto bene le orecchie, a causa dei piccoli interventi registrati a basso volume. Decisamente un brano piacevole, ci si ritrova a metà senza rendersene conto... E sempre nello stesso modo ci ritroviamo in tutt’altra atmosfera, eterea e fluttuante. L'ultimo minuto riprende quel piglio di black melodico iniziale.

Born Under The Moon” - Davvero piacevole l'introduzione di pianoforte a metà tra classico e jazz che poi viene “inglobata” dallo strumentale metal, presentandosi a volte all'unisono col cantato, a volte come controcanto. Le parti delle corde e della batteria non presentano elementi particolari di distinzione, ma contribuiscono a creare un ottimo tappeto sonoro per le “voci” principali. Alla fine viene quasi la voglia di farla ripartire da capo.

The Crossbreed” - Brano molto intenso, con il cantato che riesce a trasmettere un importante dose di pathos. Il giro di accordi della chitarra si staglia su una base ritmica non continua, con momenti incessanti intervallati da altri di più calmi. Importantissimo il basso in questo brano, soprattutto nella seconda metà, nella quale riesce a ricavarsi uno spazio in primo piano di assoluto valore nella sua “semplicità”.

The Silence In The Cathedral” - Il brano più corto del disco con i suoi tre minuti scarsi. Introduzione simil acustica che presto lascia spazio alla scarica dello strumentale in distorsione e al cantato, sempre growl ovviamente. Il pezzo vola letteralmente e i due “vortici” creati dai tasti bianchi e neri restano ben piantati in testa.

Void” - Se fino ad ora i Vereor Nox vi sono sembrati “leggeri”, ora avrete pane per i vostri denti. Questo brano vira decisamente verso il black metal vero e proprio, nonostante l’inserimento di melodie in stile symphonic. Sia ben chiaro, ciò accade senza scadere nella banalità, grazie ai brevi intermezzi solistici.

Dense Of Nothingness” - Dopo una dolce introduzione sostenuta da una ritmica molto incisiva si inizia a sentire davvero una dose non indifferente di energia: sano black metal intervallato da momenti quasi da chitarra classica, salti che potrebbero spiazzare ma che invece aumentano il godimento uditivo.

Your Grave” - Eccoci giunti alla tomba di questo album, l'ultima canzone. Introduzione in stile “falò sulla spiaggia”, anche se ben presto si aggiungono altri strumenti a comporre la melodia, che riprende quella iniziale per chiudere il cerchio. Per la prima volta risulta palese senza alcun dubbio che abbiamo a che fare con una cantante e non un cantante (tanto di cappello). Questo pezzo mi ha lasciato veramente stranito, facendomi pensare alla dicitura Happy Black Metal, per la sua struttura e gli accordi quasi allegri. Vi lascio il piacere di scoprirlo, così potrete capire ciò che ho appena detto (o mandarmi bellamente a quel paese...).


Sì, lo so, all'inizio non ho citato il genere della proposta della band. L'ho fatto di proposito, perchè la dicitura Cinematic Black Metal poteva far storcere il naso a qualche purista. Spero di aver incuriosito anche i più blackster tra i blackster con questa recensione, perchè l'album in questione merita davvero un'opportunità. La band ha creato un disco vario ed intrigante, carico di atmosfera e da ascoltare con molta attenzione, possibilmente senza disturbi esterni. Ottima la prova della singer e di ogni strumentista, con particolare menzione per le parti di basso. Unica pecca la registrazione non proprio ottimale, ma la qualità della proposta fa passare in secondo piano anche questo.



TRACKLIST

1. Within The Flames

2. My Dear Sister

3. Born Under The Moon

4. The Crossbreed

5. The Silence In The Cathedral

6. Void

7. Dense Of Nothingness

8. Your Grave



VOTO

8,5/10


BAND

"My Dear Sister"

Pubblicata il 26 Maggio 2019

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by Robin Bagnolati