UNDER SIEGE - Self titled album

UNDER SIEGE

"UNDER SIEGE"

A cura di Igor Gazza,

revisione di Giulia Fordiani

Cercavo una giusta colonna sonora per scaricare la tensione lavorativa, quelle giornate terribili in cui avresti voglia di distruggere tutto, ma ovviamente non lo puoi fare. Cerchi di evadere, vorresti essere catapultato un mondo lontano, epico, dove un po' di sana violenza è l'unica cosa che conta, ed ecco la luce: gli Under Siege, band laziale e precisamente di Palestrina, un comune nei pressi di Roma.

 

La line-up prevede:

Paolo Giuliani: voce e cornamuse

Livio Calabresi: basso

Marzio Monticelli: batteria

Daniele Mosca: chitarra

Gianluca Fiorentini: chitarra e seconda voce

 

Il sound proposto è un sapiente e ricercato mix di Melodic Death e Folk Metal, con sonorità molto epiche e battagliere che ora vado ad eviscerare letteralmente, pezzo per pezzo:

 

Blàr Allt nam Bànag” - Le cornamuse ed il loro lento incedere ci danno il benvenuto nell'ascolto di questo album, un coro epico si insinua nella melodia creata dallo strumento a fiato, poi un susseguirsi di basso, chitarra e batteria condensati in un ritmo che si potrebbe definire "ruggente". La voce in growl è ben calibrata e si inserisce perfettamente nel tessuto musicale, il ritornello decisamente melodico è cantato con un tono di voce grave ma non estremo. A metà brano il rumore delle spade che cozzano e il coro spezzano un po' ed aumenta il pathos del brano, il finale con solo la cornamusa e l'arpeggio di chitarra è a dir poco evocativo.

Warrior I Am” - L'arpeggio di chitarra e la batteria che ne segue risultano davvero ficcanti e danno un senso di movimento a tutto il pezzo, i cori ed il ritornello si mantengono molto melodici ed allo stesso tempo potenti, ricordando molto i ritmi anglosassoni. L'assolo di chitarra al terzo minuto è in puro classic Heavy Metal, a seguire bello l'intermezzo voce e batteria. Il finale è quasi una preghiera.

Time For Revenge” - Incazzatissimo l'inizio del terzo brano, la pietà è finita, qualche testa salterà, è il momento della vendetta. Il riff di chitarra in sottofondo è perforante, la batteria è serrata ed il basso compatta e potenzia il sound. Pesante, ringhiante ed astiosa, questa traccia ha quasi delle sonorità Black Metal tanto è furiosa, ottimo l'assolo sul finale è come la ciliegina sulla torta, che in questo caso assomiglia di più ad una testa mozzata su un cumulo di cadaveri.

Beyond The Mountains” - I ritmi si calmano un attimo, la batteria batte forte ma non con foga, il ritmo è cadenzato e potente, la chitarra si lascia andare a sonorità molto ampie che rendono bene il pensiero di "oltre le montagne", infatti sono molto stupito di come le sonorità collimino perfettamente con il titolo del pezzo. La parte finale decisamente più ritmata sembra quasi una discesa a rotta di collo giù per la montagna, arrivano gli invasori...

Invaders” - Un bell'inizio cattivo, le chitarre sono quasi a motosega, la voce è un growl non esasperato, interessante la cavalcata di chitarra e batteria molto Thrash Metal. Si cambiano un po' le carte in tavola rispetto a quello che ho sentito fino ad ora, una discreta mazzata sui denti. Poi le due strofe finali sono davvero spettacolari, soprattutto nel modo in cui sono proposte..."Another town in flames Another pigshed chastened To our will Surrender To our steel subjugate and die - Another church's burning Another tower's falling Destruction of false gods You will endure the heathens ire" mi viene da canticchiarla...

Sotto Assedio” - Questo è l'unico brano in lingua della band, per quanto riguarda l'album in recensione. Questo pezzo spinge che è una meraviglia, anche qui il cantato non è esagerato, si riescono a capire bene le parole, nel ritornello si arriva quasi ad avere delle sonorità Power: sono rimasto quasi ammaliato per come il vocalist riesca a fare propri diversi stili musicali senza mai sfigurare. Questo brano con le sue cavalcate epiche e la struttura compositiva varia e coinvolgente riesce ad essere, secondo me, il pezzo migliore dell'album.

One To Us” - Penultimo capitolo dell'opera, che parte con le tanto adorate cornamuse per poi esplodere come il mare in tempesta. Il rimo non è frenetico ma potente e si sente, preme nelle casse dello stereo. Anche qui abbiamo un ottimo ritornello, davvero gradevole il brano, mi sembra particolarmente inspirato e nonostante i sui 6 minuti non è affatto noioso, anzi lo si ascolta tutto d'un fiato. Da notare anche l'ottimo assolo di chitarra.

Bright Star Of Midnight” - L'ultimo pezzo inizia con uno strumento il quale, scusate, io non sono in grado di definire, ma che trovo molto azzeccato. Chitarra e voci, un pezzo molto tranquillo e rilassato che lascia trasparire tanta tristezza e malinconia, ma che conserva un'epicità non indifferente, una poesia eterea, bisogna leggerne il testo per capirla fino in fono ed io l'ho fatto, beh mi sono quasi commosso...

 

Dopo aver ascoltato questi 38 intensi minuti di album devo dire "Wow". Mi aspettavo Un disco epico e roboante ma non così tanto, diversi stili musicali, diversi utilizzi della voce, ed una produzione perfetta e precisa al micron, davvero tanta roba. Le parole mi muoiono in gola o meglio sui tasti della tastiera, complimenti ragazzi un disco davvero sentito ed inteso come non mai.

 

 

 

TRACKLIST

1. Blàr Allt nam Bànag

2. Warrior I Am

3. Time For Revenge

4. Beyond The Mountains

5. Invaders

6. Sotto Assedio

7. One To Us

8. Bright Star Of Midnight

 

 

 

VOTO

8,5/10

 

"Blàr Allt nam Bànag"

Pubblicata il 13 Marzo 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati