TYRANT - ''Blues, Booze & Nothin' To Lose'' + intervista (Steel on Fire - Metal Webzine)

TYRANT

"BLUES, BOOZE & NOTHIN' TO LOSE"

A cura di Robin Bagnolati

Nati a Milano in quel del 1984, i Tyrant affondano le radici nel vasto mondo della NWOBHM. Purtroppo i primi anni '90 sanciscono lo scioglimento della band. Il bassista Fico e il chitarrista Joe, due membri fondatori, fanno ripartire il progetto nel 2000 e, col tempo, a loro si uniscono Sam (voce e armonica) e Sandrone (batteria). La lineup si completa nel 2007 con l'ingresso del secondo chitarrista Steve. Il sound della band si assesta sulla definizione Southern Metal (un po' Southern Rock, un po' Heavy Metal): per capire meglio cosa la band intende con questa definizione dobbiamo ascoltare il loro album “Blues, Booze & Nothin' To Lose”, che mi accingo a recensire.

 

Painless” - Ci si scatena fin da subito: la batteria martella con un ritmo semplice ma trascinante, le chitarre si scanetano. Si sentono le influenze Southern, soprattutto nella metrica del cantato. Sam dona maggior convinzione al pezzo con la sua voce graffiata. Circa a tre minuti e venti si resta leggermente spiazzati. Preparatevi a gasarvi con gli assoli.

Are You Talkin' (To Me)” - Introduzione ad opera del basso, che finalmente riusciamo a sentire distintamente. Viene spontaneo chiedersi “Ma se gli Iron Maiden fossero nati in Texas, suonerebbero così?”. Provare per credere.

Love Is My First Song” - Un accendino, la prima boccata di fumo... E parte un pezzo nettamente più Southern che Heavy. Non poteva mancare anche qualche piccolo innesto di armonica a bocca (strumento che, devo ammetterlo, adoro). Potremmo definire questo brano come una ballad, a confronto delle due canzoni precedenti, più tranquillo e melodico e con un bel gioco della doppia voce.

Storm Again” - Effetti quasi spaziali ci aprono la strada verso questo brano, che sembra promettere davvero tuoni e fulmini. Purtroppo però bisogna aspettare quasi due minuti per entrare nel vivo... Un vivo che non rispecchia molto le aspettative. Rimango perplesso e mi chiedo quale sia l'utilità di questo brano nel contesto di questo album... La risposta ancora latita...

Nocturnal” - Chi ha detto che Nashville è lontana? Southern Rock e Blues si fondono a meraviglia in questo brano. Il cantato di Sam passa dal graffiato al vero alla vera e propria voce roca, donando un fascino ancora maggiore. Assolutamente piacevole il momento del solo di chitarra.

Like A Motorhead” - Le chitarre in apertura non vi mandino fuori strada, perchè siamo di fronte ad un vero e proprio omaggio alla mitica band del compianto Lemmy. Trascinante, scatenata, impossibile restare impassibili al cospetto di questo pezzo, nel quale le chitarre si lanciano in schitarrate forsennate.

Wild” - Introduzione con pubblico oceanico annesso, poi si comincia col pezzo. Torniamo un po' sulle sonorità dei primi brani, che sembrano essere quelle più vere della band. Qui però il cantato resta vicino a quello del brano precedente per tutta la durata delle strofe. Armonica e chitarra si danno il cambio nello spazio dedicato agli assoli.

Midnight Dream” - Il titolo anticipa perfettamente l'atmosfera che si respira. Basta chiudere gli occhi per ritrovarsi in un classico pub americano con qualche tavolino, un biliardo, un paio di avventori appoggiati al bancone con il loro bicchiere di whisky in mano. Un Blues Rock che si smuove solo dopo tre minuti, con l'aumento di intensità dello strumentale che però non “rovina” l'atmosfera. Nella seconda metà la canzone si trasforma del perfetto brano da ascolto “on the road”: autoradio a volume molesto, braccio fuori dal finestrino e via...

You Said You Love Me” - Introduzione Country, poi il pezzo diventa assolutamente da ballare! Veloce e trascinante a tratti, più lento in altri. Ascoltate e divertitevi, non serve aggiungere altro.

Painless (reprise)” - La chiusura è affidata a questa reprise, come a chiudere il cerchio...

 

Un album coinvolgente, ma per apprezzarlo a pieno bisogna amare anche maestri come i Lynyrd Skynyrd e i Creedence Clearwater Revival. Momenti atmosferici si alternano a vere e proprie galoppate Rock ed il tributo ai Motorhead è una vera chicca. Davvero un buon lavoro.

 

 

 

TRACKLIST

1. Painless

2. Are You Talkin' (To Me)

3. Love Is My First Song

4. Storm Again

5. Nocturnal

6. Like A Motorhead

7. Wild

8. Midnight Dream

9. You Said You Love Me

10. Painless (reprise)

 

 

 

VOTO

7,5/10

 

"You Said You Love Me"

IL TEAM INTERVISTA I TYRANT

risponde Joe

 

Ciao Joe. Per cominciare ci presenti la band?

Ciao a tutti, sono Joe dei milanesi Tyrant, la band è composta da 5 elementi: Steve Fasoli alla chitarra e voce, Samuele Marchetto alla voce e armonica a bocca, Federico Beccalori in arte 'Fico' al basso, Sandrone alla batteria e io, Testori Giovanni in arte 'Joe', alla chitarra. La band è un allegro mix tra il Classic Metal e il Southern Rock... Una via di mezzo tra Motorhead e Lynyrd Skynyrd. Un bel compromesso va'.

 

Come vi siete gettati nel suonare il vostro genere? Qual è il messaggio che volete trasmettere?

Il genere al cui siamo approdati, se di genere possiamo parlare, è parte di un lungo cammino di ascolto e di cultura musicale: a noi piacciono sia l'universo Rock-Metal che quello Southern Rock e quindi abbiamo volutamente abbinato i generi, anche in virtù della potenzialità dell'armonica di Sam, che la fa da padrone in diversi nostri pezzi.

 

Come avete scelto il nome?

Ai tempi (1984 anno di nascita della band) non c'erano le possibilità di controllare i nomi delle bands in circolazione in modo simultaneo. Ascoltavo i Judas Priest e mi venne figo sentendo un loro brano pensare di chiamare Tyrant la mia band. Ora con l'avvento di internet abbiamo scoperto che di Tyrant ce ne sono almeno una trentina in giro per il mondo... ebbene noi siamo i Tyrant italici!

 

Quali sono le vostre principali influenze?

Come già detto prima Motorhead, Lynyrd Skynyrd, Ted Nugent, Blackfoot... Ma parlo a nome personale, probabilmente gli altri del gruppo risponderebbero con altrettante bands del genere.

 

Quali argomenti trattano i vostri testi? A cosa vi ispirate per scriverli?

I nostri testi non sono argomentati sulle “corna e croci” per così dire, oppure su draghi e folletti. Queste tematiche le lasciamo con stima a chi ne sa più di noi. I nostri testi parlano del quotidiano, della vita di tutti giorni, tra difficoltà e soddisfazioni, gioie e dolori... Lo specchio della vita!

 

Come nascono i vostri artwork?

Sempre e comunque in sala prove. Ragazzi, il microcosmo della sala prove è la parte fondamentale di un gruppo (si vive, si litiga, si bestemmia, si festeggia, si crea e a volte si distrugge), i momenti per stare insieme in realtà sono pochi, ma con fierezza possiamo dire che quando “il gioco si fa duro”... Beh io e gli altri quattro incominciamo a giocare!

 

Per quale motivo una persona si dovrebbe avvicinare alla vostra musica?

Naturalmente per il genere: a chi piace, per verace genuinità della proposta e per la coerenza dimostrata da questa band che è tra le depositarie del cosiddetto “Rock Underground” milanese.

 

Che consiglio dareste a una band che comincia a suonare? Quale invece ad una che si appresta ad incidere il primo album?

Il consiglio che do e che la sala prove deve diventare il luogo dove si preparano i sogni, e cioè lavorare molto e in sintonia, perché ricordatevi: per portare una band a livello accettabile, per suonare dal vivo o ad incidere ci vuole un sacco di tempo, a distruggerla ci vuole un attimo! Per quanto riguarda la sala di incisione bisogna ponderare bene dove andare a registrare: se potete fatevi consigliare da chi ha già registrato e instaurate un buon rapporto con l'operatore della sala.

 

Che cosa ne pensate della scena Rock/Metal italiana?

La scena italiana per quanto riguarda le bands e stupenda! Ci sono in giro tantissime bands valide, anzi di più... Di valore. Amo citarle, soprattutto quelle con cui abbiamo condiviso il palco: Wyvern, Scala Mercalli, Longobardeath, Heartless, FolkStone, Blinddeath, Totaldeath, Frozen Crown, Rougenoire, The Red Coil, Sakem, Ligera 73... Potrei continuare ma va bene così. Noi abbiamo sposato il motto di un titolo di una canzone di Ted Nugent e cioè “GOOD FRIENDS AND A BOTTLE OF WINE”, stare bene insieme anche con altre bands è il top! Per quanto riguarda il panorama italico dei locali e del seguito la nota si fa dolente, ma ormai abbiamo capito che siam un popolo di esterofili e non cambierà mai niente... Amen.

 

Secondo voi qual è la giusta politica per poter dare risalto alle realtà italiane nella maniera più giusta possibile?

La politica delle webzine metal è il futuro ormai dell'informazione in campo Heavy-Rock musicale, grazie alle realtà come voi che vanno a scandagliare proposte spesso underground musicali che una rivista negli anni '80 avrebbe fatto fatica ad individuare!

 

Quale lato dell'attività promozionale trovate più importante oggigiorno?

Sicuramente il veicolo webzine e internet con le sue piattaforme sono un importante veicolo per farsi conoscere tenere informati gli appassionati della band e del genere, ma anche il contatto diretto soprattutto nei concerti non è male: farsi una birra insieme ad un “fratello metallaro” dà i suoi frutti... al malto!

 

Cosa ne pensate del crowdfunding? Potrebbe diventare un nuovo metodo di sostentamento per una band?

Quella roba lì, il crowdfunding, se lo possono permettere le bands internazionali non bands come la nostra. Mi viene da ridere a pensare di chiedere soldi per registrare un cd, cosi come non andiamo a mendicare soldi a nessuno. Non concepiamo un'altra cosa che è il “pay to play”: noi suoniamo dove ci vogliono, punto e basta!

 

Progetti per il futuro?

Sicuramente suonare molti concerti e poi un sogno nel cassetto riuscire a fare un altro cd... Chissà, magari sotto contratto.

 

Per concludere, volete lasciare un saluto per i vostri fans attuali e futuri?

Un saluto lo mando a nome di tutta la band in primis a voi della webzine che siete stati gentili ad ospitarci, ai vostri utenti metallici e a tutti coloro che amano la nostra musica ed il Metal.

Pubblicata il 19 Giugno 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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by Robin Bagnolati