TRACY GRAVE - ''Sleazy Future'' + intervista (Steel on Fire - Metal Webzine)

TRACY GRAVE

"SLEAZY FUTURE"

A cura di RocketTobi,

revisione a cura di Giulia Fordiani

La curiosità di ascoltare questo nuovo album dei Tracy Grave era effettivamente tanta, vista la mole di discussioni contrastanti e non creatisi sul web dal front-man omonimo nel corso dell’uscita dell’album. Ed effettivamente in questo “Sleazy Future” come nel precedente “In The Mirror Of Soul”, ci sono momenti godibili nei quali spicca una certa stabilità, nonchè crescita del sound e nell'approccio a “nuove” sonorità, naturalmente complice anche il fatto che la nuova fatica è stata registrata in Full-Band. Cosa è quindi cambiato? Di sicuro la produzione è più chiara e curata, rispecchia in se il genere proposto, nonostante le tracce manchino (forse) leggermente di mordente a causa della poca presenza delle frequenze più basse, ma ognuno ha orecchie diverse ovviamente.

 

Il songwriting si è infine realmente evoluto? Se parliamo dell’opener “Cemetery Sin” non proprio – nonostante sia una traccia Classic Rock che nel complesso funziona, non affacciamo del tutto la faccia oltre il finestrino per prendere un po' di aria fresca. Dal min. 1.35 c’è una crescita con il sostegno di buone ritmiche e abbellimenti che man mano sfumano fino a dare sfogo all’ottimo assolo, le liriche rimangono un po' banali su una timbrica tra Axl e Bon Jovi, giuste per un brano che si fa ascoltare senza grosse pretese. In “Dirty Rain” pare invece che le cose inizino ad andare molto meglio: è una semi-ballad dallo sfondo rockeggiante più sostenuto, prende subito. Ci catapultiamo nel testo con un cantato più dosato e meno invadente. Le ottime idee rendono questo brano godibile. Parte veramente bene “Without Scars” con delle soluzioni che mettono il buon umore, un Hard Rock scoppiettante carico di melodia e nutrito di ruvidità, ancora una volta spicca il solo e la crescita sul finale che fa muovere la testa, infine fanno da sfogo delle linee vocali ancora in fase di riscaldamento. Andiamo avanti con “Dancing On The Sunset” probabilmente il miglior momento all’interno di questo Full-Length. Finalmente il cantato di Tracy trova una certa stabilità, nella chiusura del suono e nelle tonalità, perché le imprecisioni ci possono anche stare (forse) ma quando sono molto udibili e tralasciate, non nutrono di sicuro in positivo le composizioni. Ma ci troviamo all’ascolto di una traccia che spacca sin dalle prime note, che al suo interno contiene i fattori giusti sui quali probabilmente la band dovrebbe lavorare. Parliamo “semplicemente” di ottimo Hard Rock, se poi lo si vuole definire Sleaze... allora Sleaze sia. Ben suonata e altrettanto arrangiata, si propone rocciosa e potente con una dose massiccia di distorsioni, gli strumenti sono ben incastrati e tutti danno un’ottima prova personale. La scelta di inserire due ballate una dietro l’altra smorza molto l’accumulo di energia sprigionato dalla presente bomba, per quanto “Freedom Without Rules” sia ancora una delle tracce che regge l’album (trascinante nelle atmosfere e nell’approccio più ottantaniano) con la seguente “Make You Feel The Pain” si fanno passi indietro in un classico sound più banale, quasi ad ascoltare una cover dei Guns’n Roses con varie ripetizioni come il ritornello che non decolla. Si tende quindi a skippare. Andiamo oltre e scegliamo “Over The Top” con la quale si torna sui binari veloci, quelli ai quali ci hanno abituato qualche traccia precedente, un vero cannone che si lascia piacevolmente ascoltare, riprende quella vena di cambiamento e di ricerca nel songwriting, basso e pelli molto in evidenza insieme al cantato purtroppo non sempre preciso, sfoga però sul ritornello ben congegnato rimanendo maggiormente più lineare. Con “Piece Of Horizon” l’atmosfera si fa calda e piacevole, si batte il piede a tempo e in un nano secondo cantiamo anche il ritornello, bei fraseggi trascinanti e toni sempre appoggiati, arricchiti da un Tracy che si riporta vocalmente sulle tonalità che più lo valorizzano senza strafare, quelle che lo rendono più personale e non qualcun altro. Rimane un po' in disparte la conclusiva e Rockeggiante “Return (Back In My Hands)” che comunque in se rappresenta il seguito più in “relax” della track-list, cresce sempre più da metà minutaggio, fino ad esplodere verso il finale strizzandoci anche l’occhio.

 

A tratti sono i Tracy Grave e a tratti ancora non si capisce del tutto da quale parte dobbiamo girarci. Sta di fatto che in questo “Sleazy Future” è sicuramente presente una componente personale che può fare molto di più, magari valorizzando i tratti che maggiormente si staccano dalle influenze che girano e rigirano all’interno del songwriting. Consigliamo ovviamente a tutti gli amanti dell’Hard Rock di acquistare questo album!

 

 

 

TRACKLIST

1. Cemetery Sin

2. Dirty Rain

3. Without Scars

4. Dancing On The Sunset

5. Freedom Without Rules

6. Make You Feel The Pain

7. My Last Goodbye

8. Over The Top

9. Piece Of Horizon

10. Return (Back in My Hands)

 

 

 

VOTO

7/10

 

"Piece Of Horizon"

IL TEAM INTERVISTA TRACY GRAVE

 

Ciao Tracy, per cominciare ci presenti la band?

Ciao, innanzitutto grazie per lo spazio che ci avete concesso. La band, ti dirò, è composta da 5 scalmanati affamati di rock! Rispettivamente Mark (chitarra solista), Enea (chitarra ritmica), Viper (basso), John (batteria) e io, che ho dato vita al progetto, che da solista è diventata una rock band!

 

Come mai vi siete gettati nel suonare il vostro genere? Qual è il messaggio che volete trasmettere?

Fondamentalmente è una questione di sentimento, le nostre influenze ci hanno portato a questo risultato, noi ci mettiamo tutta la nostra rabbia, la nostra grinta, il nostro entusiasmo. Il genere è venuto fuori da sé. Questi siamo noi!

 

Quali sono le vostre principali influenze?

Veniamo tutti da generi molto distanti tra loro, ma riusciamo ad intrecciare i gusti l'uno dell'altro! Nelle nostre influenze ci potete trovare del punk, dell'hard rock, del blues, del funky. Ci è stato detto che abbiamo delle sonorità che variano dai Guns ai Sixx:Am, fino ad arrivare ai Faster Pussycat.

 

Quali argomenti trattano i vostri testi? A cosa vi ispirate per scriverli?

Sono principalmente storie di vita che abbiamo vissuto a cui abbiamo cercato di dare vita tramite le nostre canzoni.

 

Come nascono i vostri artwork?

La ricerca degli artwork è stata un po’ difficile, perché sai, non devi mai accontentarti! Ma alla fine abbiamo dato vita ad una cosa accattivante e francamente figa, è una questione di fantasia.

 

Per quale motivo una persona si potrebbe avvicinare alla vostra musica e per quale motivo dovrebbe acquistare il vostro disco?

Perché magari si rivede all'interno di un testo o magari perché il riff di chitarra spacca il culo! Fatto sta che basta ascoltare il disco per non farvele dimenticare mai più!

 

Che consiglio dareste a una band che comincia a suonare? Quale invece ad una che si appresta ad incidere il primo album?

Il consiglio che mi sento di dare è di non perdere mai la voglia di divertirsi e di suonare tantissimo! Per quanto riguarda l'incidere qualcosa di proprio, non abbiate paura di far conoscere agli altri la vostra musica! Credeteci sempre!

 

Cosa ne pensate della scena Rock/Metal italiana?

Beh non si può dire che non esista, perché c'è! Purtroppo sono poco valorizzate, tant'è che le maggiori band di spicco hanno molta più visibilità all'estero. Parlo esclusivamente di band, per quanto riguarda i locali mi sono già espresso in precedenza, noi rockettari siamo poco sostenuti rispetto agli altri generi.

 

Secondo voi qual è la giusta politica per poter dare risalto alle realtà italiane nella maniera più giusta possibile?

Per poter far (ri)nascere una vera e propria scena è essere professionali ed onesti in ciò che si propone musicalmente, essere coerenti con le proprie scelte, e portare avanti il proprio percorso musicale con la stessa passione con la quale si è iniziato. Senza scendere a compromessi con ciò che la moda del momento richiederebbe. Coerenza quindi da parte del musicista ma anche più professionalità da parte degli addetti al lavoro che girano intorno a chi la musica la crea, ci vorrebbe più disponibilità, da parte dei locali italiani, a dare spazio a band che propongono musica inedita e non alle solite cover band.

 

Quale lato dell'attività promozionale trovate più importante oggigiorno?

Ovviamente il contatto con i fan! Ci divertiamo spesso a fare dirette sui social (seguiteci mi raccomando), e parliamo di tutto, siamo abbastanza raggiungibili, siamo molto attivi. Il passaparola è l'arma migliore.

 

Cosa ne pensate del crowdfunding? Potrebbe diventare un nuovo metodo di sostentamento per una band?

Non ci abbiamo ancora pensato sinceramente, noi preferiamo farci strada a furia di live! Non bisogna avere 10000 euro di strumentazione a testa per poter fare un buon lavoro. Ne esistono ottimi scritti e registrati con molto meno tra le mani... Poi chi lo sa, se in futuro avremmo davvero bisogno di un aiuto dai nostri fan, vedremo cosa fare.

 

Per concludere, volete lasciare un saluto per i vostri fans attuali e futuri?

Ascoltate il disco! Vi aspettiamo tutti per cantare insieme le canzoni e per sclerare insieme! Controllate sempre i social che sono in costante aggiornamento. Ci auguriamo che il nostro lavoro sia di vostro gradimento...!

Pubblicata il 13 Settembre 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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