TRACTORS

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"IO CAMPO"

A cura di Igor Gazza

Oggi ho sbattuto letteralmente la faccia contro l'agri-metal: fautori di questo genere innovativo sono i Tractors un gruppo di Viterbo in attività dal 2013, a comporre la band sono:

 

Paolo: chitarra

Emiliano: basso e voce

Mike: chitarra

Giorgio: batteria.

 

Per dirla tutta l'agri-metal non insegna nulla dal punto di vista strettamente strumentale, ma risulta incredibilmente illuminante dal punto di vista del songwriting: dietro una maschera goliardica e scanzonata si nasconde la vera anima della band, volta alla scoperta di valori più rustici e ruspanti della nostra società, in particolare di quella agreste. Il sound è un power/heavy metal di stampo teutonico con inserti thrash che velocizzano l'architettura dei brani rendendoli più dinamici.

 

L'opera "Io Campo" si compone di 4 brani di una lunghezza varia dai 3 ai 4 minuti per un total running di circa 16 minuti circa.

Ruba Galline”: si sente subito la grinta che si sprigiona già dal primo brano, la voce è ruvida ma riesce a salire di tonalità abbastanza facilmente in perfetto stile old-school power metal, la batteria è corposa, rotonda; le chitarre taglienti. Il brano al di là della potenza conserva una buona dose di melodicità, importanti sono gli di assoli di chitarra,davvero pregevoli che rendono il brano dinamico e divertente.

Fuckin' Rebel Tractors”: duri e ruspanti, il sound è rimbalzante e spaccaossa, i coretti in apertura danno subito una connotazione power thrash al brano, così come le cavalcate di chitarra ed il ritornello. A metà brano la struttura dello stesso vira leggermente diventando meno violenta, infarcita di assoli che rendono la traccia spumeggiante, la vera anima ribelle dei Tractors!!!

Kings of Nafta”: bello poderoso l'intro del brano. Dal titolo mi vengono in mente dei giganteschi mezzi agricoli ringhianti… Il brano è più cadenzato, non c'è l'astio che trapelava nei pezzi precedenti, ma conserva comunque una buona dose di potenza. Non si possono non menzionare le chitarre che si misurano in divertentissimi assoli che rendono la traccia mai noiosa, anzi, scorre fin troppo in fretta.

Fucili a Sale”: furioso l'inizio con il vocalizzo iniziale, molto molto thrash, ma la struttura trasuda power. I cori in lingua madre rendono il brano ruspante e curioso. Davvero una chicca che ti rimane nel cervello.

 

Che dire di questo E.P.: troppo breve, passa in fretta ma rimane, nel senso che, dopo averlo ascoltato più volte, alcuni passaggi te li senti dentro e ti trovi a canticchiarli sotto la doccia senza volerlo. Suonato e prodotto in modo maniacale, quest'opera è davvero un'ottima uscita, sono fiducioso in un futuro splendido full-lenght: le premesse ci sono tutte. Avanti tutta allora!! Tutti sul trattore dell'Heavy Metal con i fucili a sale caricati al massimo!!!

 

 

 

 

 

VOTO

8/10

 

Pubblicata il 21 Luglio 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

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