THE MOTHMAN CURSE - ''The Curse'' (Steel on Fire - Metal Webzine)
TITOLO

A cura di Igor Gazza

La MASD Records di Chiara Rovesti ha abituato ormai noi recensori ad uscite sempre più incredibili, la sapiente ricerca e selezione delle band che affollano l'uderground italiano ha fatto diventare questa label, a mio avviso, un vero e proprio punto di riferimento del settore, ed oggi in questa recensione ho il piacere di analizzare l'ultima uscita dei The Mothman Curse, gruppo di Pordenone fautore di un progressive death-metal davvero stuzzicante, il disco in questione è "The Curse" secondo album per la band: questo si compone di dodici tracce al fulmicotone che tengono attaccato l'ascoltatore alle cuffie per tutti i suoi 39 minuti.


La band è così composta:

Lone Psycho: Basso

ColdFace: Batteria

M.J.: Chitarra

Rat: Chitarra e voce


Nell'album in recensione la line-up era questa, poi con l'uscita di Lone Psyco il basso è stato preso da Max Koil.


Bene, dopo queste notizie andiamo a vedere cosa ci riservano musicalmente i simpatici friulani:

"Esruceht" - L'album inizia quasi con un battito d'ali e non preannuncia nulla di buono...

"Dead Men" - ...Infatti si parte con il piede sull'acceleratore le ritmiche sono spaccaossa e la voce è profonda e gutturale; mi piace questa sorta di rabbia atavica che la band impiega nell'esecuzione di questo brano che definire diretto e potente è un eufemismo.

"Panik Attack" - Il mood è sincopato, in divenire, la batteria pesta forte e la chitarra risponde colpo su colpo, con dei riff azzeccati, il brano è corto ma efficace. Si entra subito nel nelle linee della band, la voce è rabbiosa ed anche nelle parti in clean è sempre ben dosata.

"Only a Number" - Il terzo brano inizia con un tamburellare quasi marziale della batteria ed a seguire la chitarra, la voce è in clean che poi sfocia in growl non esageratamente estremo, i ritmi sono piuttosto rilassati, non si ha fretta di distruggere le orecchie dell'ascoltatore. Anche il ritornello è ficcante, sul finire aumenta la cadenza e il pezzo si appesantisce man mano.

"Shut Your Mouth" - Batteria pesante e riffone di chitarra, i ritmi sono subito alti e si va dritto al punto, un pezzo di due minuti tiratissimi che sembra un mattone in faccia. "Chiudi la bocca" dicono loro, mai fai attenzione anche ai tuoi padiglioni auricolari, devastante.

"Otherside of the Mirror" - Da questo pezzo è stato tratto un ottimo video visibile sul tubo che i curiosi magari prima di procurarsi l'album possono andare a vedere, si parte leggeri con la chitarra poi la batteria batte come un bombardiere. La voce è feroce, i ritmi si impennano e chi ascolta non può fare a meno di battere il tempo, decisamente interessante anche il ritornello.

"I'm Not a Hero" - Il basso fa gli onori di casa, e poi si parte con il devasto una parte di cantato in clean ed una parte in growl che agiscono in simbiosi, le chitarre sono taglienti e molto ruvide. Rabbia e potenza al servizio dei The Mothman Curse per questo pezzo.

"Memento Mori" - I ritmi si rilassano, la voce è un clean molto triste a simboleggiare forse la decadenza, il che rende tutto quanto mai estatico e pieno di pathos. Pian piano i ritmi si alzano, il brano è piuttosto lungo per lo standard attuale, quasi 5 minuti, il che permette ai nostri di produrre una canzone più strutturata ed intensa e quasi passionale, e quando sul finire la voce growl prende il sopravvento si percepisce tutta la rabbia di cui questi ragazzi sono in grado di produrre.

"Vengeance" - Meraviglioso l'inizio: cazzuto e rabbioso come dev'essere il death-metal, quello vero. I ritmi non sono esagerati ma aumentano a dismisura solo sul finale, il che lo rende un pezzo granitico.

"No Title" per la serie non si molla un cazzo, continuiamo con questa ennesima sfuriata, il suono potente e deciso esce dalle casse dello stereo e davvero annichilisce l'ascoltatore. In alcuni passaggi si sente una corda di chitarra tirata, come uno schiocco, questo effetto è molto particolare e rende molto bene nel continuum del pezzo.

"The Exorcism" - Quest'ultima traccia suona compatta fino allo sfinimento, ritmi veloci e tambureggianti, il basso compatta e lega tutto la voce è ringhiante, chitarre filanti tirate fino allo stremo il risultato e una pioggia di fuoco sensazionale.

"The Curse" - Ultimo e più lungo capitolo dell'opera che fin dall'inizio mostra una faccia particolare del combo friulano, ovvero la coscienza di poter esprimere il proprio astio non solo con la potenza e la velocità ma anche con pezzi come questi lenti e pesanti dove la batteria sembra enorme e le chitarre sono lente ed avvolgenti, si viene a creare così un muro sonoro impressionante.


Come ho detto prima riguardo alla MASD, devo confermare la produzione di altissimo livello, esecuzione dei brani sempre esemplare. Avrete compreso che il disco mi è piaciuto molto, non tanto per la rabbia esecutiva quanto per la voglia forse di dare alle stampe qualcosa di diverso che non sia sempre il solito death-metal ultra scontato, ma qualcosa che urti veramente nel profondo, che scombussoli l'ascoltatore. Avanti cosi!



TRACKLIST

1. Esruceht

2. Dead Men

3. Panik Attack

4. Only a Number

5. Shut Your Mouth

6. Otherside of the Mirror

7. I'm Not a Hero

8. Memento Mori

9. Vengeance

10. No Title

11. The Exorcism

12. The Curse



VOTO

8/10


CD

"Otherside of the Mirror"

Pubblicata il 9 Luglio 2019

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