TENEBRAE - ''My Next Dawn''

TENEBRAE

"MY NEXT DAWN"

A cura di Matteo Perazzoni

Una delle più grandi problematiche all’interno del panorama Underground è la poca attenzione verso le proposte che non sono state all’epoca sponsorizzate abbastanza, vuoi per scelta, vuoi per negligenza... per tanti fattori che se dovessimo analizzare farei nottata. Questa problematica affligge tutto un “filone” di artisti, band, musicisti. Si potrebbero citare svariati esempi, come nel caso degli Strange Here o de I Compagni di Baal, che oltre ad essere accomunati dal genere che suonano, sono stati anche ingiustamente poco considerati. Questa è pressappoco la storia che investe anche la band di cui vi andrò a parlare: i Tenebrae. Band che viene fondata nel 2005, e che affronta negli anni svariate sfide, come ad esempio quella di iniziare da subito con due concept album che, però, non hanno riscosso molto successo, causa forse la lingua in italiano; nonostante ciò, i Tenebrae hanno dapprima forgiato un sound molto personale, intimo, introspettivo. Un mix di generi propriamente reinterpretati, passando dal Doom, al Progressive Rock, all’Ambient. Tutte queste sperimentazioni si sono addirittura evolute e rafforzate nel disco che vado a recensire, cioè ”My Next Dawn”, un concept anche questo, ispirato dai testi e dalla storia di Antonella Bruzzone. Infatti tutto ciò ha dato vita a questo nuovo sforzo artistico che racchiude in un sound compatto, ben curato, una nuova evoluzione... I Tenebrae sono riusciti a creare un genere che per loro è facile da definire, ossia l’Atmospheric Metal. La band composta da Marco Arizzi “May” (chitarre), Fabrizio Garofalo (basso), Paolo Ferrarese “Pablo” (voce), Fulvio Parisi (tastiere) e da Massimiliano Zerega (batteria) rilascia un album composto da dieci brani. Un album che necessita di vari ascolti prima di essere apprezzato in pieno.

 

Questo particolare viaggio sonoro inizia con l’onirica “Dreamt Apocalypse”, una strumentale che ha il compito di introdurre “Black Drape”, brano nel quale i nostri sfoggiano sin dalle prime note il sound che li caratterizza, ottenuto da atmosfere spettrali ed arrangiamenti curati. Si possono avvertire vari cambi di situazioni e di sonorità, che servono a spezzare anche la monotonia di un genere che potrebbe essere il Doom metal più classico. Segue l’aggressiva e travolgente “Careless”, che seppur non abbia picchi clamorosi è un brano di transizione che ci accompagna ancora nel percorso avvolgente dei Tenebrae, sino ad arrivare a “Grey”, brano tranquillo senza troppe pretese, caratterizzato da una buona mistione di atmosfere ed armonie di facile ascolto. Ritornano invece le sonorità aggressive e travolgenti, seppur sempre molto atmosferiche, con la potente “The Fallen Ones”, improntata musicalmente parlando su un largo uso di archi, tastiere e synth. Procede sulla stessa altezza d’onda “The Greatest Failure”, anche se quest’ultima potrebbe risultare di più facile ascolto, avendo comunque una struttura lineare. Non mancano in ogni caso certe divagazioni progressive, in una misura equilibrata. Delicata, e sussurrata è invece “Behind”, che risulta essere una sorta di ballad, che si evolve in un mid-tempo strumentale. Il brano prende corpo con tutto il resto degli strumenti che si amalgamano e creano un sound più riconducibile a quello già ascoltato in precedenza, in brani come “Grey”. Come “Behind” c’è la più tranquilla e posata “Lilian (Changing Shades)”, ovvero la vera e propria ballad del disco, che personalmente ritengo più ricercata e sofisticata della canzone precedente. Un vero e proprio gioiello di raffinatezza e ricercatezza musicale, che sfocia in un sound deciso, ma onirico e compatto. Arriva il momento della title-track, un brano che riprende il sound più aggressivo ed atmosferico dei Tenebrae: “My Next Dawn” racchiude nei suoi intrecci musicali molta esperienza, molta sperimentazione in senso di ricercatezza sonora, vi è quasi incastonata la preziosità di gruppi come i Tenebrae, che rimangono nell’ombra ma che risplendono di luce propria. L’album purtroppo si conclude, anche se avrei voluto durasse di più, con l’emotiva “As the Waves (Always Recede)” nella quale la band si lascia quasi trasportare verso la fine inevitabile di codesto concept. Perchè anche le avventure più trascinanti hanno una fine.

 

Purtroppo questi non sono album facilmente comprensibili a primo impatto poiché nascono da reinterpretazioni e da difficili ricerche anche musicali. Oramai tanta gente suona questo genere, ma i Tenebrae hanno una marcia in più: sono Italiani, ed hanno alle spalle 3 album molto interessanti. Date loro una possibilità.

 

 

TRACKLIST

01) Dreamt Apocalypse

02) Black Drape

03) Careless

04) Grey

05) The Fallen Ones

06) The Greatest Failure

07) Behind

08) Lilian (Changing Shades)

09) My Next Dawn

10) As The Waves (Always Recede)

 

 

VOTO

8,5/10

 

Pubblicata il 08 Agosto 2017

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