SYNAPTIC COLLAPSE - ''Quantum Multiverse''

SYNAPTIC COLLAPSE

"QUANTUM MULTIVERSE"

A cura di Igor Gazza,

revisione di Giulia Fordiani

I Synaptic Collapse sono un gruppo prog-metal strumentale di Aosta. Nascono a metà del 2008 da un'idea di Lorenzo Barbera (Batteria) e Andrea Minieri (Basso). Con l'arrivo dei due chitarristi Matteo Marguerettaz e Andrea Sinisi si viene a formare il nucleo stabile della band. Il sound del gruppo ha influenze variegate che vanno dal Metal, al Jazz sino alla musica classica, ma ha come obiettivo comune la ricerca di una sintesi tra le ritmiche complesse dei Blotted Science e i riff potenti e ipnotici dei Meshuggah. A partire dal 2009 i Synaptic Collapse iniziano a comporre pezzi originali e ad esibirsi dal vivo partecipando a diverse manifestazioni locali ma esibendosi anche in diversi festival del nord Italia. Nel 2011 registrano presso il Dissonant Studio di Aosta il loro primo EP "Quantum Multiverse", composto da cinque brani originali. Nel 2014 lasciano la band il bassista Andrea Minieri e il chitarrista Matteo Marguerettaz e il gruppo si prende qualche anno di pausa. Nel 2017 la band si ricompone con l’arrivo del chitarrista Carlo Albero Lupo e del bassista Maurizio Amato. Ad inizio 2017 riprende l’attività live, il gruppo ha in programma molteplici date tra Italia, Francia e Svizzera, oltre alla composizione di nuovi brani in vista di un futuro secondo album in studio.

 

I Synaptic Collapse sono:

Lorenzo Barbera - Batteria

Maurizio Amato - Basso

Andrea Sinisi - Chitarra

Carlo Alberto Lupo - Chitarra

 

Innanzi tutto chiedo perdono a chi ha scritto la bio della band: l'ho riportata "pari-pari", inventare non è nel mio stile ed arzigogolare neppure, soprattutto copiarne parti e far finta che siano mie, non mi da soddisfazione e mi sembra una presa in giro per chi legge. Scusate lo sfogo.

 

Diamo fuoco alle polveri e iniziamo subito ad eviscerare questo EP, che promette di essere davvero interessante.

13.7 Billion Years Ago”: si parte con una sorta di suono cibernetico che si mischia alla chitarra ed in seguito ad una bella batteria poderosa, il ritmo è incalzante e caratterizzato da notevoli e repentine oscillazioni, come se fosse un elastico. Il basso pesa e si fa sentire, compattando il sound della band. Al minuto 2:38 si parte con un lungo assolo, dura quasi un minuto, che seziona letteralmente il pezzo, infatti diventa decisamente meno sinusoidale ma più aggressivo e potente. Da seganlare al minuto 4:22 un assolo di basso che segna un altro step del pezzo che diventa più morbido.

Dawn Of Continuum”: cadenzato l'inizio di questo secondo brano, un riff di chitarra che rimane impresso nel cervello man mano che procede, tante e diverse le evoluzioni chitarristiche che vengono proposte. Un brano molto ben strutturato e composito dove vari stili musicali si miscelano, la batteria cannoneggia sempre e comunque. Al minuto 3 un bellissimo e distortissimo assolo di chitarra che come un ferro incandescente segna questo secondo capitolo dell'opera. Molto curioso il finale con degli start e stop davvero divertenti.

M-Theory”: un noise di chitarra che come il mare in tempesta si espande cresce ad ogni secondo fino a diventare dirompente, basso e batteria assecondano le chitarre diventando un tutt'uno, cattivo, incalzante e quasi magnetico. Questo brano trasporta l'ascoltatore in una dimensione parallela. Se ascoltato in cuffia e con il favore dell'oscurità lo si riesce ad apprezzare in modo significativo, infatti bisogna cogliere tutte le varie sfaccettature che il pezzo elargisce con generosità.

Asymmetrical Contraction”: si ritorna ad un ritmo più rimbalzante, saltellante, la batteria batte compatta e decisa, anche le chitarre sono più "roche ", meno graffianti, tutto a rendere il sound più ovattato. Il brano è più veloce degli altri ed il basso si sente forte e chiaro. Il finale del brano è quasi un mantra che ipnotizza e conduce al penultimo pezzo.

Final Thermodynamic State”: questo è il brano più lungo dell' EP, poco più di sette minuti che diventano davvero intensi, tanto è strutturato e coinvolgente, infatti non si riesce a smettere di ascoltarlo, le melodie rimangono impresse nella testa. Il lavoro dietro le pelli è davvero mastodontico a seguito dei continui cambi ritmo, le chitarre duellano e si incrociano in modo a volte pericoloso. Man mano che la traccia procede diventa sempre più difficile stargli dietro tanti sono gli arabeschi ed i cambi di sonorità.

Adimentional Singularity_Oscyllating Universe”: come è iniziato l'EP finisce, con delle fredde sonorità sintetiche.

 

Dire che questi ragazzi sono bravi è a dir poco umiliante, la consapevolezza nell'uso dei loro strumenti e la maestria con la quale li usano è disarmante. Il disco è prodotto bene, pulito e lineare. Mi piace molto come si sentono tutti gli attori principali, ergo gli strumenti, ognuno dei quali conserva la propria nicchia e si esprime al massimo.

 

Questo EP mi è piaciuto? Rispondo"NI". Mi è piaciuto perchè è suonato con trasparenza, linearità e perizia, nulla è a caso e tutto è gestito in modo maniacale. Non mi è piaciuto in quanto l'ho trovato un disco molto freddo, glaciale, dal quale non escono né passione nè calore ma solo tecnica fine a se stessa. A livello incoscio è un disco che passa e che va ma ci si dimentica in fretta di lui. Secondo me la musica deve essere cuore e mente; se un disco esprime passione ed intensità lo si sente subito ed ha un'altro valore... Anche se gli interpreti sono più scarsi.

 

 

 

TRACKLIST

1. 13.7 Billion Years Ago

2. Dawn Of Continuum

3. M-Theory

4. Asymmetrical Contraction

5. Final Thermodynamic State

6. Adimentional Singularity_Oscyllating Universe

 

 

 

VOTO

6,5/10

 

"13.7 Billion Years Ago"

Pubblicata il 6 Gennaio 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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