SLABBER - ''Colostrum''

SLABBER

"COLOSTRUM"

A cura di Andrea Veronesi,

revisione di Giulia Fordiani

Fresco di pubblicazione, questo "Colostrum" costituisce l' esordio discografico dei milanesi Slabber, combo nato dalle ceneri dei Rapid Fire ed attivo dal 2015. La formazione meneghina è composta da Francesco Valerio al basso, Marco Maffina alla batteria, Marco Poliani alla chitarra e cori e Alessandro Bottin alla voce.

 

La breve intro "Vagito", in tema con la copertina dell'album che ritrae un neonato ancora attaccato al cordone ombelicale, ci trasporta subito nel vivo e ruvido mondo degli Slabber che rompono gli indugi con "Riot Day": subito un mid tempo Heavy Metal, cadenzato con una gran base ritmica sulla quale si staglia l'ugola graffiante di Alessandro Bottin , dotato di un timbro personale e non scontato sempre riconoscibile. Notevoli inserti di chitarra sia verso la metà che sul finale. Si prosegue ed è ancora guerra sia nelle tematiche che nel sound dei nostri: la succesiva "Blood in the Nation" spinge subito sull'acceleratore, ancora una volta la linea vocale diventa un valore aggiunto, influenze thrash e speed escono dirompenti confezionando una traccia sicuramente esplosiva in sede live. Proprio quando cominciamo inquadrare verso quali lidi si spingono gli Slabber parte un intro strumentale di pianoforte che ci fa credere di trovarci di fronte ad una ballad, ma niente di più sbagliato perchè "Dust" irrompe come un macigno, confermando ancora una volta le capacità di questi ragazzi, che hanno il potere di raccogliere insieme le influenze derivanti da influenze eterogenee facendole proprie e rielaborandole in maniera del tutto personale. "Black Skin" rappresenta un breve passaggio che ci trasporta verso la successiva "Unmoved", con la quale arriviamo al giro di boa: si parla di religione con la consueta furia sonora e vocale, il ritornello quadrato e potente vi contagerà. La strumentale "Hybrid" sintetizza nel suo stesso titolo le sue caratteristiche... No, non c'è nessuno nella stanza insieme a voi, chi potrebbe aver cambiato disco? La risposta è molto più semplice: la vena compositiva di questi ragazzi è veramente inesauribile, per cui ecco fare capolino inserti progressivi a spiazzare tutti un 'altra volta! Ritorniamo dove ci eravamo lasciati con "Violent Man", uno degli episodi meglio riusciti dell'intera produzione. Molto efficaci sia la strofa che il ritornello, ma intendiamoci un altro cantante non potrebbe renderle allo stesso modo. Insomma, avete presente l'attitudine di Paul Di'Anno nei primi due lavori degli Iron Maiden? Ecco, non si tratta di prendere la nota più alta o più bassa, o di avere una voce melodica e gradevole, ma di essere cattivi al punto giusto e qui ancora una volta Alessandro Bottin rende l'idea. Siete pronti per "Connection to Nowhere"? Probabilmente l'autentica perla di questo "Colostrum", in più punti ho avuto un deja vù e la ritmica mi ha riportato alle scorribande chitarristiche dei Running Wild, ma il ritornello risulta molto più attuale e moderno, l' intro e l'outro di chitarra sono un tocco di gran classe. Con "Lacking Light" proseguiamo senza cambiare le coordinate stilistiche, anche se qualche tempo dispari rende la composizione più fresca. Appena il tempo di prendere fiato ed ecco che "Killer Worm", caratterizzata da un bridge molto particolare, restituisce vigore alla produzione. Sul finale la tempesta sonora lascia spazio al pianto del neonato che aveva aperto il disco.

 

La proposta musicale degli Slabber è un Heavy Metal che si tinge di classico, senza dimenticare il Thrash, il Power e una punta di Progressive qua e là, ma con uno sguardo ben aperto sui giorni nostri. Praticamente dentro a questo lavoro c'è tutto il background musicale dei componenti della band e anche se qua e là si avvertono alcuni inevitabili rimandi, l'intera produzione risulta molto personale, fresca ed efficace. Sia il titolo che l'immagine di copertina di questo album non sono casuali, poichè gli Slabber rappresentano una nuova nascita e il loro "Colostrum" rappresenta il nettare con cui potranno costruirsi un futuro importante.

 

 

 

 

TRACKLIST

1. Vagito

2. Riot Day

3. Blood In The Nation

4. Dust

5. Black Skin

6. Unmoved

7. Hybrid

8. Violent Man

9. Connection To Nowhere

10. Lacking Light

11. Killer Worm

 

 

 

VOTO

7,5/10

 

Pubblicata il 26 Settembre 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati