SILENZIO PROFONDO - Self Titled

SILENZIO PROFONDO

"SILENZIO PROFONDO"

A cura di Matteo Perazzoni,

revisione di Giulia Fordiani

Di nuovo benvenuti ai lettori di Steel on Fire! Eh il Metal Italiano... tanti girano le spalle di fronte al metallo italiano. Ma non italiano perchè un gruppo italiano decide di fare una roba propria. Intendo proprio del metallo cantato in Italiano. Con una spruzzata di Hard Rock e Progressive qui e là. Stiamo parlando dei Silenzio Profondo, band della zona di Mantova, che vede i Natali nel 2006 circa. La band composta da Maurizio Serafini alla Voce, Gianluca Molinari e Manuel Rizzolo alle chitarre, Tommaso Bianconi al basso ed infine Alessandro Davolio alla Batteria, rilascia per l'etichetta Andromeda Relix il full length intitolato proprio “Silenzio Profondo”.

 

Musicalmente parlando si tratta di un Heavy Metal dalle basi solidissime con influenze Hard e Progressive Rock in mezzo. Una bomba, si può dire, sonora. La qualità del disco è molto buona, nel senso di produzione, quindi si apprezza ogni strumento al 100% delle sue capacità e caratteristiche. L'album contiene ben otto brani, per un totale di 47 minuti di musica. Ma ragazzi, i testi... che testi! I testi sono la componente essenziale di questo lavoro. Ogni brano è musicalmente molto trascinante, ma i testi sono fondamentali perchè quando si fa del Metal italiano è facile scadere in banalità. Invece no, i Silenzio Profondo hanno questa grande caratteristica. Brani buoni e testi ottimi.

 

Si parte con la rockeggiante "Senzanima", brano dalle tipiche sonorità Hard’n’Heavy. Su un buon strumentale si erge quindi grintoso il cantato, che riesce sin da subito a trascinarci in un vortice di potenza, con stile. Ottima la sezione ritmica e le chitarre sono curate benissimo. Soli al fulmicotone e sound aggressivo.

La seconda traccia è la più riflessiva "A Stretto Contatto", la quale si distingue dalla precedente traccia poichè ha un songwriting più complesso, anche se rimane la forza d'impatto. Un brano nel quale si sentono molte influenze di Sabbathiana memoria; tuttavia la capacità del gruppo è disarmante nel saper creare atmosfere proprie, mai sentite in altre occasioni. Il brano si presenta come un Hard’n’Heavy spinto, e la tematica del testo è perfettamente inerente alla strumentale. Musicalmente parlando, eccezionali le sezioni ritmiche e molto curate le chitarre. Cantato grintoso e travolgente che ben si amalgama con il resto. Brano tra i miei preferiti del disco!

Arriva roboante come un carroarmato "Terzo Millennio", un brano che riporta gli antichi fasti della New Wave of British Heavy Metal, quindi un brano tipicamente Heavy, classico e ruffiano il giusto. Qui i nostri si lanciano in una cavalcata travolgente. La parte più bella del brano è sicuramente la sezione sincopata tra chitarre, basso e batteria; infatti si sviluppa un curioso gioco di ritmi, che fungono da preludio all'assolo di chitarra vero e proprio. Un brano dal sapore Progressive Rock, per certi versi. Se dovessi dire un genere preciso: Progressive Heavy Rock...dicitura antica per una musica che però è nuova.

Con "Fragile" tocchiamo livelli altissimi. L'introduzione dal sapore Doom, con queste chitarre così atmosferiche e con una sezione ritmica minimale ed efficace, ci faranno volare con l'immaginazione. Il brano si trasforma in una ballad malinconica, dal testo riflessivo e centrato sulla tematica della morte. Il ritornello vi entrerà in testa, non c'è via di fuga, perchè è talmente ben costruito che non saprei come definirlo precisamente. I brani di questo album sono disarmanti, dopo il secondo ritornello c'è una sezione bellissima...Dove i nostri riprendono il tema armonioso e triste della strofa e ci creano un breakdown sopra. Roba da far impazzire. Parte un assolo veramente molto interessante, con diverse progressioni nel quale vengono utilizzate molte tecniche diverse...si spazia dall'Hard Rock al neoclassico. Il brano termina con un riff molto Doom, che ci accompagna sino alla fine del pezzo.

Di tutt'altro genere è la più tirata e pestata "Jack Daniel's", un brano dal sapore Hard Rock con vaghe influenze Hard’n’Blues. Il testo parla di una sbronza colossale che ti porta per mondi onirici, in pratica. Una tematica Rock, ed un riffing più Rock del testo ci accompagneranno per tutta la durata del brano. Un ritornello iconico ed un cantato grintoso sono i punti cardini di codesto brano. Anche qua un paio di assoli molto belli, non c'è che dire, ma il bello è proprio il ritornello che ti fa cantare a squarciagola.

Arriviamo al sesto brano, ovvero "Fuga Dalla Morte". C'è da dire che sinora non c'è stato un punto basso in questo disco. E nemmeno ora ci sarà. Perchè quest'altro brano è molto convincente! Trattasi di un bell'Hard Rock tirato, con un testo aggressivo, costruito su una serie di riffing violenti dal sapore Hard’n’Blues anche qui. Tuttavia il brano cambia e prende la forma di un Doom molto personale, che i nostri reinterpretano senza tramutare il vero significato del genere. In questa parte il testo è recitato, e quindi rende l'idea di una sorta di "anatema" tirato addosso all'umanità. Musicalmente ineccepibile!

Siamo arrivati a "Donna Senza Testa", brano dal sapore orientaleggiante, e quindi dalle sonorità tra il Doom Metal ed un Heavy Metal classico non troppo pestato. Brano che potrebbe essere benissimo tra quelli più intriganti del disco! Si sviluppa diventando una sorta di ballad, che però evolve ancora in una specie di Hard Rock. La band si diverte ad alternare sensazioni, a sperimentare sonorità. Un ragionamento quasi Progressive per un brano che vive di vita propria. Un bel solo di basso, accompagnato da un arpeggio, funge da preludio ad una sezione più lenta ma serrata. Vi sarà anche un solo di chitarra più articolato degli assoli precedenti, costruito su una ritmica intrigante. Assolutamente livelli altissimi, senza tanti giri di parole!

Termina l'album con il brano che dà il nome al disco e al gruppo, "Silenzio Profondo". Più si avanti con l'ascolto più vorremmo non finisse mai... Ed i nostri lo fanno con grande stile. Il brano è un Progressive Metal, e per questo soggetto a diverse reinterpretazioni. A me piace molto il fatto che ci siano tantissime variazioni, seppur legate benissimo tra di loro. Il cantato è il principale attore di questo brano, e si sorregge su una base solidissima. In questo brano si possono avvertire tutte le sensazioni provate pocanzi...Dalla ricerca musicale, alla potenza, alla grinta al saper amalgamare evidenti influenze Hard’n’Heavy con una personalissima visione del Progressive Rock. Si passa attraverso assoli neoclassici e lirici per giungere a sfuriate Hard Rock. Se vi piace questo genere musicale, i Silenzio Profondo saranno il vostro amore ed il vostro tormento per molto tempo.

 

In definitiva ho da dire solo questo: basta con i pregiudizi sul Metal cantato in Italiano. Qui abbiamo la riprova definitiva che un gruppo Italiano può fare Metal cantando nella propria lingua madre e farlo ottimamente. Il mio più grande augurio ai ragazzi dei Silenzio Profondo!

 

 

 

TRACKLIST

1. Senzanima

2. A Stretto Contatto

3. Terzo Millennio

4. Fragile

5. Jack Daniel's

6. Fuga Dalla Morte

7. Donna Senza testa

8. Silenzio Profondo

 

 

 

VOTO

9,5/10

 

"A Stretto Contatto"

Pubblicata il 13 Febbraio 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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