SEPOLCRAL - ''Reborn-VI'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

SEPOLCRAL

"REBORN-VI"

A cura di Viktor Navorski

Iniziamo in un modo strano. Allora, se pur vedete un voto non sufficiente, sappiate che ciò è dovuto al fatto che sto recensendo la sola metà di quello che è uno split tra, appunto, i Sepolcral e gli Antagonism. Non mi par giusto dare una valutazione piena vista la situazione. Pensando ai soli Sepolcral, darei un 6,5 che molto probabilmente salirebbe ulteriormente, valutando l'altra metà.

 

Questa è però la mia scelta, quindi ora parliamo del qui presente "Reborn-VI" che, per dover di cronaca, vi informo che è stato dato alle stampe nel 2015 dall'italiana (così come entrambe le band) SG Records. I Sepolcral vengono dalla provincia di Udine e ci sbattono in faccia il loro Death Metal che, a orecchio mio, si trova per molti versi a metà strada tra moderno ed old school Death Metal. Si sente subito che non abbiamo a che fare con dei novellini: i ragazzi sono attivi infatti dal '93 e con l'iniziale "Angerlust" ci svegliano a suon di anfibiate sulle gengive! In poco più di tre minuti lasciano l'ascoltatore decisamente senza fiato: questo a parer mio è infatti il miglior pezzo tra questi. In alcuni momenti non possono non venire in mente gli Slayer, vuoi per certe scelte ritmiche, vuoi per alcuni frangenti in cui la voce è più urlata. Si prosegue poi con "Plague", brano dall'approccio sicuramente più sul Death moderno. Il sound si dimostra molto potente, con dei segmenti di voce pulita ed effettata, che non stona assolutamente. Avrei optato per un pelo di volume in più per il basso, che in certi frangenti sembra scomparire. Se pur bello, questo brano a parer mio prende un po' meno dell'apripista. Continuiamo con lo strumentale "Charon", che dura un soffio in più del minuto e che, mi dispiace dirlo, non lascia nulla... Si continua poi con un brano di Death ancora più moderno, ovvero "Media Induced Coma". Brano compatto che in parte si divide tra i primi due brani come incrocio di ritmiche di chitarra, mentre per il resto aggiunge ritmiche spezzate con tappeti di tastiera decisamente dal gusto moderno. Da notare che qui il basso si sente bene, con il suo suono tondo e bello potente. Arriviamo alla fine con il brano più articolato e, volendo, anche quello che appare strizzare un occhio ad un Death Metal più tecnico. "Stench" come i suoi predecessori è un brano che picchia e di sicuro è articolato, ma un terzo del brano (l'ultimo terzo) è praticamente come un outro, ma attaccato al brano che, se pur terminando con una sfumatura, personalmente lo sento spegnersi. Anche perché non v'è distacco tra le due parti e personalmente lo percepisco così, come se affossasse un po' il brano. Rispetto comunque le scelte della band, che dimostra a prescindere di avere le idee abbastanza chiare sulla propria direzione musicale.

 

 

 

TRACKLIST

1. Angerlust

2. Plague

3. Charon

4. Media Induced Coma

5. Stench

 

 

 

VOTO

5/10

 

"Plague"

Pubblicata il 6 Settembre 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati