SENTIENT - Self Titled Demo

SENTIENT

"SENTIENT (demo)"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

Piemonte, anno 2015: il chitarrista e cantante Benito Stavolone crea la propria band, i Sentient, con l’intento di unire Melodic Death e Thrash Metal. Tranquilli, non mi sono rimbecillito di colpo: il plurale è esatto, perché dopo poco tempo a Benito si uniscono Andrea Giovene (batteria) e Gianmarco Sciortino (chitarra, successivamente sostituito da Gabriele Giusto). Dopo un anno, e dopo la pubblicazione del primo singolo “Spectres In The Fog”, entra in organico anche il bassista Lorenzo Amari. Con la lineup al completo nell’Aprile 2017 viene rilasciato il singolo “Inhale The Existence”, che anticipa la demo di cinque tracce uscita il Settembre successivo, incentrato su tematiche come la mitologia dell’Estremo Oriente e le fragilità umane, che ora scopriremo.

 

Inhale The Existence” – Tastiere in apertura: l’atmosfera che si crea è perfetta per l’entrata in scena della band in sede live. Ben presto però si va dritti al sodo. Growl aggressivo ma non convincente in ogni momento e le chitarre che prendono ben presto il sopravvento sul resto. Batteria veloce fino allo stacco che troviamo prima dei quattro minuti, dove tutto rallenta. Arriva il solo principale della chitarra e il brano si avvia verso la chiusura. Nota di merito: il basso si ode chiaramente per quasi tutto il brano.

Wisdom Of Apathy”–Si apre la canzone e ci si scontra contro un vero muro. Presto però tutto rallenta, anche se non di molto. La melodia di base è piuttosto orecchiabile e abbastanza semplice, mentre la batteria procede inesorabile col suo ritmo costante e pesante, coadiuvata dal basso. In certi momenti cantato e batteria sembrano prendere strade diverse, ritrovandosi poco dopo. Attorno ai tre minuti si appesantisce tutto lo strumentale, donando maggior potenza fino alla conclusione.

Descend From Heaven” – La chitarra apre, l’intero strumentale sfonda. Attorno al minuto il cantato ancora si discosta dalla metrica base, tornando presto nella norma. Bello lo stacco del basso che fa ripartire la parte violenta del brano. Quando inizia un lungo periodo più atmosferico troviamo per la prima volta una voce clean che recita una piccola porzione del testo. Finale a suon di assoli e virtuosismi.

The Ancient Desire” – Introduzione lenta, affidata alle chitarre. Sembra di essere di fronte ad un brano più leggero, ma ben presto ci si rende conto che si tratta del contrario, perché l’energia e la violenza spuntano fuori anche qui. Il pezzo vive sull’alternanza tra le due “anime” della melodia. Il registro cambia completamente prima dei quattro minuti, appesantendo ulteriormente la sezione ritmica prima del solo delle chitarre.

Spectres In The Fog“ –Siamo di fronte al pezzo più potente del disco, quello in grado di scatenare immediatamente il pogo. Per la prima volta appare anche distintamente la componente Melodic, prima che di colpo, a metà, la canzone si trasformi quasi in una ballad… Giusto il tempo di un assolo di chitarra, perché presto si ritorna a sonorità e ritmi più sostenuti, fino ad un finale travolgente.

 

Le idee alla band non mancano, ciò che manca invece è ancora un po’ di esperienza: la demo non è esente da pecche, come il cantato che non sempre convince nella metrica e la registrazione delle chitarre, che risuonano troppo confusionarie in alcuni punti. Per il resto i brani sono interessanti e lasciano presagire una buona riuscita per un futuro eventuale full-lenght.

 

 

 

TRACKLIST

1. Inhale The Existence

2. Wisdom Of Apathy

3. Descend From Heaven

4. The Ancient Desire

5. Spectres In The Fog

 

 

 

VOTO

6,5/10

 

"Inhale The Existence"

Pubblicata il 24 Marzo 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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by Robin Bagnolati