SANKTA KRUCO - ''Glacialis'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

SANKTA KRUCO

COPERTINA

"GLACIALIS"

A cura di Robin Bagnolati

Bentrovati amici, oggi sono qua a scrivervi di un album uscito lo scorso anno per Ghost Label Record e del quale si sa ben poco. I Sankta Kruco sono una band doom/black metal composta da tre elementi: Sal Kruco (chitarra e voce), Isaak Kruco (basso) e JB Kruco (batteria). Leggendo con attenzione quanto scritto nel digipack del disco posso sbilanciarmi dicendo che si tratta di una band italiana, anche se non ci sono indicazioni chiare. I testi delle canzoni sono principalmente in aramaico e altre lingue arcane. Curiosi? Io sì, perciò procediamo...


Foresta Nigra” - I lenti rintocchi di una campana, la chitarra in lontananza sempre più vicina. I suoni sono pesanti e quasi opprimenti, ma si resta sorpresi quando arriva l'entrata del cantato, con un clean quasi recitato. Tanto per non farci mancare nulla ecco un po' di growl e urla corali. A metà brano tutto si calma, restano chitarra e una voce lontana con un forte riverbero, alle quali si uniscono basso e batteria molto leggeri. Il finale torna su sonorità più oppressive e il cantato riprende la linea iniziale.

Sulfuran” - Parte il secondo brano e l'atmosfera si fa subito molto inquietante, come se stessimo ascoltando la colonna sonora di un film thriller/horror. La sensazione è quella di avere un enorme peso che tenta di schiacciarci, opprimendo anche qualsiasi resistenza psicologica. Zero tecnicismi, ma un grande lavoro sulla componente atmosferica, alla quale contribuisce anche l'utilizzo di una lenta parte “orchestrale”.

Ultio Matris Tetris” - La lenta melodia di chitarra iniziale lascia il posto ad uno dei momenti più energici trovati finora, con una sezione ritmica più decisa. La voce entra quasi a metà brano ed è un cantato quasi declamato, molto teatrale, a parte i brevi momenti di growl. Brano davvero molto interessante.

Glacialis” - Eccoci alla title track del disco e di nuovo la chitarra ci accoglie con una melodia oscura. La componente predominante in questo pezzo è quella doom e il black vero e proprio praticamente scompare lasciando posto ad un'influenza più atmospheric. Una vera gemma strumentale.

Elemiah” - Introduzione che lascia piuttosto)h straniti, perchè il suono dello scorrere dell'acqua si accompagna ad un riff di chitarra quasi pop, percezione che si modifica non appena entrano in scena anche gli altri strumenti e gli accordi assumono un'impronta differente. Per buona parte del brano lo strumentale funge da mero accompagnamento del cantato, restando principalmente sulla parte ritmica, discostandosi solamente nei momenti in cui il cantato si ferma e nel finale, dove diventa quasi trascinante,

Vlad, the Lord of Bran” - Introduzione oscura e pesante e anche il cantato non si discosta da ciò, entrando in scena lento, dando l'impressione di rischiare di “cadere su se stesso”. Spero che questa frase possa farvi capire la sensazione che sto provando. Sembra di trovarsi in un vortice e di venire risucchiati nelle profondità... Vien davvero voglia di far ripartire la traccia dal principio.

Mother of the Last Lycan” - Titolo molto suggestivo e anche il brano si presenta accattivante già dalle prime note. Questo è il brano più breve del disco ma forse uno dei più intensi. Provare per credere.

Serpenton/Oblio (Outro)” - Siamo giunti alla conclusione ufficiale del disco e riparte l'altalena tra momenti energici e altri dove è l'atmosfera l'ingrediente principale. Questo pezzo va assolutamente ascoltato ad occhi chiusi, perchè è in grado di trasportarci in un'altra dimensione. Occhi chiusi e mente sgombra per goderne a pieno. La lenta conclusione ci porta ad un piacevole rilassamento e ad una conclusione coi fiocchi.

Ultio Matris Terris Orchestral” - Un piccolo extra: questa bonus track altro non è che una versione orchestrale della terza traccia.


Ammetto una certa perplessità iniziale, non sapevo cosa aspettarmi da questo lavoro così “misterioso”, ma amo buttarmi in queste situazioni e anche stavolta sono stato ampiamente ripagato. Certo, la produzione non è top ma comunque piuttosto buona, il contenuto del disco non presenta il minimo calo di tensione e impedisce all'ascoltatore di staccarsi. Le prime due tracce non traggano in inganno, perchè possono essere considerate una sorta di riscaldamento, per arrivare al meglio in condizioni ottimali. Mi permetto però di fare un appunto: il disco sarebbe perfetto nel suo vero essere, cioè fino all'outro dell'ottava traccia e la bonus track risulta davvero di troppo, superflua.



TRACKLIST

1. Foresta Nigra

2. Sulfuran

3. Ultio Matris Tetris

4. Glacialis

5. Elemiah

6. Vlad, the Lord of Bran

7. Mother of the Last Lycan

8. Serpenton/Oblio (Outro)

Bonus Track

9. Ultio Matris Terris Orchestral




VOTO

8,5/10


BAND

"Foresta Nigra"

Pubblicata il 25 Marzo 2019

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12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati