PARRIS HYDE - ''Undercover 1'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

PARRIS HYDE

ARTWORK

"UNDERCOVER 1"

A cura di Andrea Veronesi,

revisione di Giulia Fordiani

In attesa del nuovo lavoro Parris Hyde dà alle stampe questo EP dal titolo "Undercover 1" composto da quattro cover, un brano inedito ed un estratto video del brano "2nd2no1" preso dal precedente "Mors Tua,Vita Mea" uscito nel 2016.

Il frontman Parris Hyde parte con un progetto solista e dopo una lunga carriera in diverse band, mette in piedi l'omonimo gruppo composto da: Parris Hyde alla voce, Paul Crow alla chitarra, Max Dean al basso e Karl Teskio alla batteria. La band ha all'attivo un EP datato 2013 dal titolo "I Killed My Wife With A Knife" datato 2013 e il sopracitato primo album. Il genere proposto affonda saldamente le proprie radici nell'heavy metal classico degli anni '80, strizzando l'occhio ai grandi del genere ma avvalendosi di arrangiamenti e sonorità moderni e contemporanei. Spesso i riferimenti horror della band contaminano la scrittura, tanto da aver portato i Parris Hyde ad essere inseriti in diverse compilation del brivido.

 

Apriamo le danze con la prima cover "Living Next Door To Alice", ed ecco che esce l'anima scanzonata della band che prende un brano dei britannici Smokie e ci riporta nelle atmosfere degli anni '70 di quei brani disco dance che ci catapultano su una pista da ballo, tra Abba e Boney M. Attenzione però, le chitarre sono cattive e gli arrangiamenti mai scontati, per fortuna non siamo di fronte a un karaoke freddo e sterile, ma qui esce la personalità del combo meneghino. Ebbene sì, ho sempre pensato che sia una pazzia coverizzare in versione hard rock o metal un tormentone come "Bad Romance" di Lady Gaga, per quanto questa si definisca metallara e dimenticando le performance con i Four Horsemen, il pezzo originale non incontra il mio gusto, ma diciamo che questa reinterpretazione riesce nel difficile intento di farmela digerire, certamente non era semplice farla propria. Si passa ad omaggiare Rob Zombie con “House Of 1000 Corpses”, la versione rimane fedele all’originale quasi a tributare il visionario artista statunitense. Il brano ha una struttura già di per sé molto personale che non si presta a stravolgimenti particolari, tecnicamente suonato in maniera perfetta. Si prosegue con la meravigliosa “Lost Reflection” dei Crimson Glory, magistralmente resa dalla prestazione di Hyde, veramente ispirata, che tributa uno dei suoi cantanti preferiti, permettendoci di rispolverare un’ autentica perla del 1986. Anche in questo caso viene trattata con un rispetto reverenziale dovuto, nella parte più cattiva il timbro di Hyde rimane distante dall’originale dal punto di vista interpretativo, fornendo carattere alla composizione. In tutto il pezzo ho piacevolmente sentito più volte emergere a tratti il timbro di Geoff Tate. Arriva direttamente dalle sessioni di registrazione di “Mors Tua, Vita Mea” l’inedito “No Place To Call Home”. Introdotto da un arpeggio pulito di chitarra che innesca un low time cadenzato dal sapore hard rock vintage, ma opportunamente reso contemporaneo dalle sonorità certamente moderne: ottima traccia. Si chiude con il video di “2nd2no1”, brano dal riffing dirompente con una sezione ritmica che si muove tra lo speed e il power, il riferimento è sicuramente ai grandi nomi della prima decade degli anni ’80, il video rimane coerentemente legato agli stessi modelli di quel periodo.

 

Generalmente non mi piacciono i Cd di cover e oltre tutto, a meno che non si tratti di lavori particolarmente succosi, non sono nemmeno un fan dei formati EP, poiché più che l'antipasto di un lavoro futuro, li vedo sempre come un'entità incompleta, sto parlando ovviamente di un mio gusto personale. Detto questo, mi sono ritrovato per le mani questo lavoro composto da un inedito, il video di un brano del passato e 4 cover, per cui già c’erano tutti i presupposti per farmi storcere il naso.

 

Non conoscevo il gruppo in questione, ma devo dire che è stata una piacevole scoperta. I brani coverizzati sanno miscelare il rispetto per le loro versioni originali, con la giusta dose di personalità della band, l’inedito è comunque molto interessante e seppur sia più apprezzabile dai defender di vecchia data come me (perché dire vecchi pare brutto), non mancherà di incuriosire gli appassionati di generi classici appartenenti a generazioni più giovani, perché durante tutto l’EP l’impressione è che le idee non manchino.

 

Il brano “2nd2no1”, da cui è tratto il video ufficiale, merita una menzione a parte perché dal punto di vista musicale è veramente vincente fin dall’attacco delle prime note, una composizione diretta con assoli di chitarra efficaci e un ritmo esplosivo.

 

 

 

TRACKLIST

1. Living Next Door To Alice

2. Bad Romance

3. House Of 1000 Corpses

4. Lost Reflection

5. No Place To Call Home

6. 2nd2no1 (video version)

 

 

 

VOTO

7/10

 

BAND

"2nd2no1"

Pubblicata il 9 Gennaio 2019

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