ORDER OV RIVEN CATHEDRALS - ''Göbekli Tepe'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

ORDER OV RIVEN CATHEDRALS

"GÖBEKLI TEPE"

A cura di Igor Gazza

revisione di Giulia Fordiani

Ciao Lettori, dopo un bel mese di ferie ci si rivede!!! Quest'oggi vi voglio recensire un bel prodotto italiano: il secondo full-lenght degli Order Ov Riven Cathedrals, un gruppo oscuro e senza immagini poiché per scelta non hanno foto che li ritrae in pose plastiche, ma solo musica violenta e devastante. La loro proposta è un Death Metal molto tecnico condita con un uso sapiente dell'elettronica.

 

La band è composta da due membri soltanto:

12: deus ex macchina di tutto compresi testi orchestrazioni e strumenti;

En Sabah Nur: linee vocali.

 

Il duo si avvale poi di Inverted Star, un collaboratore esterno che si è occupa di alcuni assoli e linee di bass,o e soprattutto del compianto Ralph Santolla (Deicide, Obituary, Death, Iced Earth e molti altri)

 

"Order Ov Riven Cathedrals striscia nell'ombra di un passato negato e analizza gli enigmi più oscuri della storia, concludendo che l'umanità non è sola. Altri esseri hanno popolato la Terra in passato, e questo è destinato ad accadere di nuovo." (copiato dalla bio, mi piaceva...).

 

"Heretica Speedlight 299.792458" - Intro solo synth

"Worship Ov Abduction" - Si parte in modo direi roboante, la voce è cavernosa e pesante, la batteria è velocissima, sembra una mitragliatrice di grosso calibro, in sottofondo le orchestrazioni si sentono e mitigano la violenza della composizione, a spot si posso percepire delle gocce di elettronica che affila il pezzo e lo rende sempre accattivante. A circa tre minuti una pausa quasi evocativa ma che in realtà serve solo a caricare ancora di più il brano e a lasciare spazio ad un buon assolo di chitarra. Potente e deciso, quasi prepotente, i sei minuti di durata passano in un susseguirsi di bombardamenti sonori e riff taglienti... Cominciamo bene.

"Adoration Ov The Spherical Trigonometry" - Anche il secondo capitolo dell'opera non scherza ed è letteralmente una mazzata. Il brano è più frenetico, quasi "bipolare" e ha dei momenti di violenza assoluta frammentati da momenti di violenza brutale. Caro lettore non puoi capirlo se non ascolti il pezzo, qui e là ci sono degli assoli di chitarra e basso. Le orchestrazioni sono molto timide ma ci sono, anche se a far da padrone sono le ritmiche feroci di 12 e la rabbia gutturale di En Sabah Nur.

"Wrath Of A Photon God" - Il terzo brano nasce con dei tocchi di elettronica e sfocia in una bomba atomica che però al contrario dei suoi predecessori conserva una melodicità, il pezzo è maestoso ed epico; il lavoro chitarristico è mostruoso, la batteria spicca in modo sensazionale. In questo pezzo l'uso dell'elettronica e dei synth è più massiccio e non passa inosservati agli amanti delle contaminazioni come me. A tre minuti circa, ecco la ciliegina sulla torta, non si può dire che questo brano non abbia toccato il cuore... E le orecchie.

"From Neptune Towards Assyria" - La partenza è nuovamente molto orchestrale, ampia, sinuosa e sbatte nelle orecchie dell'ascoltatore come uno tsunami. La chitarra è rovente e fende il muro sonoro della batteria e dei synth come una lama nel burro, mi piace molto l'accostamento di queste sonorità a tratti melliflue contrapposte alla rabbia sonora di chitarra e batteria, la voce è sempre profonda e piena d'astio. Un brano che conserva nel ritornello una buona dose melodica ed a quattro minuti e venti un bell'assolo di chitarra.

"Glorification Ov The Divine Fallout" - L’acceleratore è piantato al massimo possibile, un pezzo che inquieta, con le sue pause elettroniche quasi cibernetiche che fanno da contraltare agli schiaffoni death metal, questo Glorification ov è molto particolare, strutturato in modo maniacale e decisamente vario e mai scontato.

"Revelation Ov A Neutron Swarm" - Si parte con un cantato femminile che mi sa di canto di un sirena: ammaliante ma letale, infatti il brano prima ti accarezza e poi ti stronca, anche se devo dire che non è velocissimo come i precedenti, sempre brutale ma è meno rabbioso, e conserva un non so che di affascinante che riesce a conquistare l'ascoltatore. I suoi 5 minuti passano velocissimi, avresti voglia di riascoltarlo quasi subito.

"The Fury's Algorithm" - L'ottavo capitolo dell'album parte con un'ottima orchestrazione epica che si scontra con la violenza e la rabbia di batteria e chitarra che infuriano senza sosta per tutto il pezzo, la voce è più cavernosa che mai, a fare capolino ogni tanto è il basso, che compatta il suono e lo rende granitico.

"Invocation Ov The Kavod" - Penultima traccia aperta dai synth che improvvisamente cambiano pelle, la batteria e la chitarra strappano il velo di torpore. Il brano diventa uno schiacciasassi sui due minuti e cinquanta, il connubio tra metal ed elettronica ha il suo massimo protraendosi fino quasi sui quattro minuti e trenta e questo rende il pezzo assolutamente stupefacente.

"29.9792458 - Hymns To Complete Disintegration" - L'album si chiude come si è aperto, con dei synth e delle narrazioni in un sottofondo nostalgico e angosciante, la voce femminile saluta l'ascoltatore in una mescolanza di suoni quasi metallici... Poi la fine.

 

Cazzo, è la prima volta chi mi capita di recensire un prodotto come questo, l’intelligenza compositiva supera ogni limite, l'alchimia tra l'uso dell’elettronica e gli strumenti per così dire "classici" mi rende basito. Un disco non facile da ascoltare né da raccontare, poiché tante sono le sfaccettature e le cornici compositive che vi sono in ogni singola traccia. Poi la produzione è fenomenale, il disco viaggia preciso e non da segni di cedimento, tutto è talmente preciso da lasciare quasi interdetti.

 

Gli amanti del death metal più classico storceranno il naso dopo l'ascolto di questo disco in quanto sono molti gli orpelli e le manipolazioni dei brani, non possiamo definirlo un album di death metal "duro e puro" perchè non lo è! Io me lo sono gustato tutto, più e più volte perchè non è dopo un primo ascolto superficiale che questo album viene fuori ma bisogna attendere dopo il terzo od il quarto e poi con un'adatta forma mentis si riesce finalmente a cogliere tutto quello che viene proposto.

 

 

 

TRACKLIST

1. Heretica Speedlight 299.792458

2. Worship Ov Abduction

3. Adoration Ov The Spherical Trigonometry

4. Wrath Of A Photon God

5. From Neptune Towards Assyria

6. Glorification Ov The Divine Fallout

7. Revelation Ov A Neutron Swarm

8. The Fury's Algorithm

9. Invocation OvTthe Kavod

10. 29.9792458 - Hymns To Complete Disintegration

 

 

 

VOTO

9/10

 

"The Fury's Algorithm"

Pubblicata il 27 Settembre 2018

ORDER OV RIVEN CATHEDRALS

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