NOFUCK - ''Walls Of Flesh''

NOFUCK

"WALLS OF FLESH"

A cura di Igor Gazza

 

I Nofuck sono una bella realtà nostrana, precisamente la band proviene da Roma, ed è composta da:

 

Emilio Sonno – Basso;

Davide Poddesu – Batteria;

David Pennesi – Chitarra;

Roberto Incelli – Chitarra;

Stefano Poddesu – Voce.

 

Walls Of Flesh” è il secondo album della band, uscito il 5 Aprile per la MurdHer Rec. e registrato al 16th Cellar Studio da Stefano Morabito, una garanzia!

 

Fautori di un potente Thrash/Death metal, questo album consta in 10 tracce per un total running di circa 40 minuti.

Walls Of Flesh”: il primo brano inizia subito con un grugnito e con un ritmo spaccaossa, tanto per far capire che non si scherza. Batteria decisamente spessa, le chitarre sono taglienti, i vocalizzi sono tra il growl e lo scream. Per tornare al ritmo si passa con disinvoltura dalla furia omicida a dei passaggi più "acustici", questo ad indicare la bravura del combo capitolino, che a circa 2:40 si esprime con un bell’assolo di chitarra. Davvero nulla da dire come prima cartuccia.

Empire”: il noise di chitarra seguito una un bel colpo di batteria ci proietta nel secondo pezzo. Non c'è scampo, le cavalcate di chitarra e batteria la fanno da padrone, a far duetto con il potente Stefano Poddesu c'è una voce decadente che modifica l'atmosfera della prima parte del pezzo, mentre la seconda è caratterizzata da un muro sonoro non secondo a nessuno... Bel colpo ragazzi.

Panther”: l'inizio è più Thrash ed il nome del pezzo ricorda molto l'omonima band americana. Il brano ha anche una buona dose melodica oltre che ad un ritmo, direi trascinante, che lo rende molto godibile; si possono apprezzare le parti strumentali sempre molto strutturate e cariche si rabbia.

99”: Urca! La potenza è nulla senza controllo come si citava in una nota pubblicità, ma qui il controllo c'è, infatti il brano spinge parecchio e dalle casse è dirompente. Voce, batteria e chitarre fanno corpo unico, interessanti sono anche i cori in stile Thrash. Accelerate e rallentamenti rendono il brano meno monolitico e più dinamico.

Soul To Forge”: dopo alcune frasi narrate si parte di slancio. Il brano ha un ottimo stile: cattivo ma a tratti meno spigoloso dei pezzi precedenti, una tramatura un pelo più melodica e con delle accelerate alternate a dei rallentamenti, un po' sullo stile del pezzo precedente.

Psychopig”: si parte in crescendo con batteria e chitarra che pian piano si espandono… Arriviamo così al brano più lungo dell'opera, circa 6 minuti: il ritmo è lento nonostante il lavoro dietro alle pelli sia mastodontico, la voce è mix di sofferenza e rancore le chitarre sono travolgenti, infatti a metà circa del brano tutto esplode. Un pezzo davvero eccezionale che qualitativamente sovrasta tutti gli altri... Il mio preferito.

Disseminate”: molto rimbalzante e rotondo, un brano divertente che non avrebbe sfigurato in un bel singolo, infatti si ascolta molto facilmente, senza pretese, lineare e facile, che sa un po' di già sentito soprattutto per quel che riguarda il ritornello.

Zombie Love”: 2:47 minuti per questo pezzo che francamente ci può stare... ma anche no, nel senso che mi sembra molto un riempitivo, veloce, potente ma non aggiunge nulla e non toglie nulla all'opera. L'avrei visto come una bonus track, troppo simile a pezzi sentiti risentiti e strasentiti con un titolo direi un po' Thrash... ma non metal.

Time To Close”: dopo due brani francamente mediocri arriviamo al penultimo pezzo. Qui il discorso è sicuramente più particolare, si entra nell'intimo del songwritter, infatti si sente che il pezzo è cantato con passione ed intensità, infatti sebbene quasi tutto il disco sia cantato in modo ineccepibile ma molto "freddo", qui traspare quasi del sentimento, addirittura delicatezza.

Hot Hell California”: divertente il titolo dell'ultimo brano dell'album, molto easy listening, pesante e veloce con una batteria che pesta come un ossesso. Ben strutturato, si nota anche una certa mutevolezza del pezzo, infatti risulta alla fine molto dinamico e con dei bei cambi di tempo. Buona la fine dell'album.

 

Che dire in conclusione: l'album è senza dubbio ben fatto, suona decisamente bene, potente e pulito, la band capitolina tratta i propri strumenti con perizia. Questi ragazzi sono davvero molto bravi. Quello che pagano secondo me è il fatto di non osare, provare qualche sentiero inesplorato: il problema è che si rischia di rimanere invischiati in quella massa di band, seppur brave, ma che alla fine della fiera sono tutte cloni. I brani "Psychopig" e "Time To Close" in parte hanno calmierato la situazione e forse potrebbero essere usati come capisaldi per una prossima uscita... Io sono fiducioso.

 

 

 

TRACKLIST

1. Walls of Flesh

2. Empire

3. Panther

4. 99

5. Soul to Forge

6. Psychopig

7. Disseminate

8. Zombie Love

9. Time to Close

10. Hot Hell California

 

 

 

VOTO

7,5/10

 

"Walls Of Flesh"

Pubblicata il 14 Dicembre 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

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