NOESIS

NOESIS

"NOCTIS VISIO"

A cura di Robin Bagnolati

Ciao a tutti. Oggi parliamo di una band di cui si sa abbastanza poco. Noesis è una one-man band che arriva (sembrerebbe) dalle terre della Basilicata e che si propone all'ascolto con il suo Atmospheric Black Metal che si ispira a band come Lustre e Summoning, riuscendo a catturare forti emozioni come band del calibro di Woods Of Desolation e Agalloch. Questo disco si intitola “Noctis Visio” ed ė stato distribuito da Masked Dead Records nell’ormai classico formato mini CD, con una tiratura di sole 25 copie. Bandcamp ci permette di ascoltarlo e ora iniziamo ad esaminarlo.

 

Si inizia con la title track “Noctis Visio” e ci trasporta immediatamente in un universo parallelo, con la semplice melodia delle tastiere e qualche effetto sonoro tipico della notte. Chitarra, basso e batteria restano in secondo piano, ma sono comunque ben distinguibili l'uno dall’altro. Quando le tastiere spariscono la melodia passa in mano a chitarra e basso, con un bel gioco di intrecci, il tutto sorretto da una buona base della batteria. Un brano strumentale che scorre piacevolmente.“Zephyrus” è la seconda traccia: il rumore della pioggia ci accoglie aprendo la strada ad una chitarra simile acustica. Le tastiere si inseriscono prima come tappeto per la chitarra, poi diventa protagonista. Le melodie sono dolci, con l’intensità di tuoni e pioggia ad aumentare gradualmenteil coinvolgimento emotivo nel brano.“Limina Insaniae” si presenta a noi con un piglio più elettronico, dove la ritmica risulta più ovattata. L’ingresso della chitarra ci riporta più verso il contesto del disco, con un solo che sa di Heavy Metal, e la batteria ad incalzare. Di colpo tutto si rafforza, compare il cantato in growl, i riff sono più incisivi ma non graffianti e ci ritroviamo in pieno Atmospheric Black. Infine arriviamo all’ultima e più lunga (oltre 8 minuti) canzone del disco, “Last Prayer of a Sad Spirit”: le tastiere ci introducono in un’atmosfera quasi da musica chill out, fino all’ingresso degli altri strumenti che assecondano la melodia rendendola però più graffiante. Ad un certo punto la chitarra inizia a variare la melodia e una lontana voce fa capolino, come fosse registrata da un altoparlante. Di colpo tutto si placa, torna la tastiera in evidenza con la chitarra lenta e distorta. Procedendo verso la fine si ripresenta lo schema iniziale, non risultando però monotono, grazie al solo di chitarra che ci si presenta all’improvviso.

 

Che dire: siamo di fronte ad un album in grado di rapire l’ascoltatore. Noesis è in grado di creare melodie che affascinano giocando con maestria con tutti gli strumenti, cantato compreso, che viene usato pochissimo e dove serve per l’economia dei disco. Un album quasi interamente strumentale che trasporta in una dimensione a parte e da ascoltare assolutamente con le cuffie, per godere a pieno di ogni singolo particolare.

 

 

 

VOTO

8,5/10

 

Pubblicata il 20 Ottobre 2016

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12 Ottobre 2016

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