NOCTURNAL STREAMS

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"LEADEN"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

Il progetto Nocturnal Streams vede la luce nel 2010, creato come one-man-band da Drake Thrim in quel di Latina, con lo scopo di comporre musica propria orientata tra Doom, Death e Black Metal. Ma è nel 2015 che avviene la svolta con l’ampliamento della lineup grazie all’ingresso di Dubnòs (già membro di Korrigans e Crank the South), che porta alla registrazione, tra dicembre 2015 e gennaio 2016, del primo EP autoprodotto della band “Leaden”, composto da tre inediti e una cover ed accompagnato da un tetro artwork curato da Leopoldo Russo Ceccotti. Pubblicato nel Maggio 2016, nel Settembre successivo la band sigla un accordo con Maculata Anima Rec per il supporto alla distribuzione del disco.

 

Il primo brano di Leaden” è “Wolves’ Rain”: introduzione dal sapore molto classico suonata sui tasti bianchi e neri, una melodia che viene sostenuta dall’ingresso in scena di “batteria”, chitarra e basso: il ritmo è lento e la melodia leggermente malinconica non si discosta di molto. Ogni strumento gode di importanza, cosa messa in risalto da uno spezzone in cui è il basso ad essere il protagonista assoluto. Atmosfera cupa e al limite dell’horror per questo strumentale ben congegnato. Segue “Shine Of Life”: questa volta ad aprire sono direttamente le sonorità Metal, un Black Doom in cui appare il cantato, un growl convinto e convincente, anche se a tratti piuttosto effettato. Melodia e ritmica viaggiano a braccetto nella più totale lentezza, salvo accelerare improvvisamente in alcuni momenti che sembrano risentire anche di lontane influenze Symphonic. “Shade Of Life” è il brano più lungo del disco, sforando i 5 minuti, ma scorre liscio e non annoia per tutta la sua durata, fino alla conclusione affidata alle tastiere. Il terzo ed ultimo inedito della band si intitola “Cult Of Mortification”: anche qui si inizia con lente note di chitarra che lasciano ben presto il posto alla prima vera sfuriata del disco, con una ritmica più sostenuta ed un growl più incazzato. Dopo il minuto si ritorna ad un’atmosfera più intima e pacata. Il successivo ritorno alle sonorità più estreme tiene viva l’alternanza fra i vari momenti, mantenendo vivo l’interesse dell’ascoltatore. La quarta ed ultima traccia del disco è “Eternal”, cover di un brano dei Paradise Lost (album “Gothic” del 1991): la canzone è resa piuttosto fedelmente, rendendole il giusto omaggio senza stravolgere la creazione della band d’Oltre Manica.

 

Questa opera prima denota già una certa maturità di base, lasciando all’ascoltatore la certezza che la band non ha lasciato nulla al caso durante la stesura dei brani e durante la registrazione. Questo EP è un continuo crescendo, dall’opener strumentale “Wolves’ Rain” a “Cult Of Mortification”, il tutto impreziosito dalla perla della cover finale. “Leaden” è un lavoro che sicuramente merita apprezzamento e l’attenzione di un pubblico importante.

 

 

 

 

 

VOTO

8,5/10

 

Pubblicata il 17 Giugno 2017

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by Robin Bagnolati