NEXUS - ''The Taint'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

NEXUS

"THE TAINT"

A cura di Igor Gazza,

revisione di Giulia Fordiani

I Nexus sono una band industrial gothic rock formata alla fine del 2009 dal cantante/chitarrista e compositore Vlad Voicu e dal bassista Tony Di Marzio, in seguito il tastierista Lorenzo “Il Diverso” Mastracci è stato reclutato per completare la line-up principale della band.

 

Pubblicato l’EP “Death Of Art” i Nexus hanno effettuato diverse date in Inghilterra per promuovere la loro release autoprodotta. Nel 2016, dopo aver lavorato al nuovo materiale per il debut album con il produttore Gianmarco Bellumori, i turnisti Diego Aureli e Daniele Di Gasbarro entrano a far parte della band rispettivamente come chitarrista e batterista per le esibizioni live.

 

Attualmente la band è così composta:

Vlad Voicu – Voce, Chitarra, programming

Tony Di Marzio – Basso

Il Diverso – Tastiere, programming

Guest live:

Diego Aureli – Chitarra

Daniele Di Gasbarro – Batteria

 

Possiamo iniziare ora a parlare del disco in modo più specifico andando, come mio solito, ad analizzare ogni singola traccia, buona lettura.

 

"Solitude" - L'apertura è molto elettronica, un dark-wave decisamente ispirato, la voce è profonda, i riff di chitarra sono graffianti e di sicura presa, la drum machine a parer mio è ben settata e infatti suona molto bene e sembra una batteria tradizionale (da sottolineare che la band si avvale di un batterista in carne ed ossa solo nelle esibizioni live), il brano è ben strutturato, resta nel cervello e trovo che sia particolarmente azzeccato anche il ritornello.

"Cancer" - Si parte con la chitarra corroborata da tocchi sottili di sinth che smuovono il pezzo, la dose di elettronica è comunque massiccia. Un brano triste e passionale che trasuda la vera anima dei Nexus.

"Funeral Pyre" - Questo è uno dei miei brani preferiti perchè racchiude in se l'eleganza del dark/goth elettronico e la potenza del Hard-Rock/Metal, ritmo elevato e chitarre ruggenti, ritornello melodico ed il giochino è fatto. A parte gli scherzi, questo è un pezzo che rende davvero bene a livello di sonorità e potenza grazie alla sapiente combinazione dei due stili musicali.

"Crimson Wine" - L'inizio di questo quarto capitolo è davvero interessante, molto elettronico, la voce è meno profonda ma molto più decisa e rabbiosa, il ritornello è sempre easy listening, tra una schitarrata e l'altra ci sono delle pause elettroniche che ne movimentano l'andamento, a tre minuti e venti secondi un bell'assolo di chitarra.

"Stillborn" - La chirarra ci accoglie al quinto step dell'album, si percepisce sempre il tappeto di sinth a supporto degli strumenti convenzionali quasi come fosse un collante. Un pezzo, questo, suadente e malinconico che però a mio parere stenta un po' a partire.

"N.B.N" - Una trama che richiama l'horror, una sonorità cupa ed oscura fluttua dalle casse dello stereo ascoltando il sesto brano, la chitarra graffia e si ritrae come le unghie di un felino, il sinth e le tastiere sono presenti ed impreziosiscono la canzone.

"Scrying Mirror" - L'inizio è quasi techno, poi sento comparire la chitarra e mi tranquillizzo, anche se mantiene dei tratti somatici molto "allegri" è un brano che nel complesso mi piace un sacco, è molto vario e soprattutto il sinth espande il suono in modo sensazionale mentre la chitarra graffia, cazzo se graffia!

"Close Your Eyes" - Penultimo capitolo, il pezzo spinge bene già dall'inizio è risulta molto più metal del resto degli altri brani già trattati, si sentono anche delle corpose linee di basso. Una traccia questa decisamente particolare che cambia un po' le carte in tavola e che quindi si discosta del solito trend dell'album.

"To Silence Your Demons" - Rimaniamo in linea con il pezzo precedente molto più metal, meno sinth, risulato più che soddisfacente, bello l'assolo di chitarra al minuto due e trenta. Questo è un brano roccioso, aggressivo e che scalda il cuore, peccato sia l'ultimo del disco...

 

Non mi nascondo dietro ad un dito, chi di voi ha già letto le mie recensioni sa come la penso, non sono e non sarò mai un purista dell'Heavy Metal, anzi più contaminazioni ci sono sono più godo. Apprezzo il genio e l’intraprendenza di una band ed in questo caso non posso che essere felice e soddisfatto del risultato di questa band abbruzzese. Ovviamente non si può tralasciare il lavoro maniacale fatto in studio ed in sede di registrazione.

 

Un disco che assolutamente non consiglio ai puristi del metal perchè lo troveranno eccessivamente artefatto, non esiste una batteria vera e i sinth sono davvero prepotenti, ma è un disco che darà immense soddisfazione a chi vuole ascoltare qualcosa di diverso. Immergetevi con me in queste oscure vibrazioni.

 

 

 

TRACKLIST

1. Solitude

2. Cancer

3. Funeral Pyre

4. Crimson Wine

5. Stillborn

6. N.B.N

7. Scrying Mirror

8. Close Your Eyes

9. To Silence Your Demons

 

 

 

VOTO

8/10

 

"Scrying Mirror"

Pubblicata il 11 Ottobre 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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by Robin Bagnolati