NECROSPELL - ''Awakening of Tyrants'' (Steel on Fire - Matal Webzine)
TITOLO

A cura di Cris Walls

Non date troppo credito alle promesse pubblicitarie delle varie compagnie aeree circa la velocità e la puntualità delle rotte. Non ne troverete, infatti, nessuna in grado di coprire gli 8000 km che separano l’Italia e la Florida (Tampa) ed i tremila che ci dividono dalla Svezia (Goteborg e Stoccolma) in soli trenta minuti come, invece, sono stati sufficienti ai nostrani Necrospell per annullare le suddette distanze. Sì, perché in virtù del loro primo album, intitolato “Awakening of Tyrants”, questi ragazzi calabresi hanno avvicinato le due principali scuole del death metal, quella americana ed appunto quella scandinava, attraverso un percorso netto di otto brani composti con egual cuore e raziocinio ed eseguiti in maniera impeccabile. Il quintetto che, per la precisione proviene da Cosenza, annovera i chitarristi Ferenc N e Andrea G, Jason al basso, Attilio Hc alla batteria e Nuclearchgoat alla voce.


Non capita spesso di poter ascoltare un debutto di questa portata. “Awakening of Tyrants” è uno straordinario insieme di riff micidiali, ritmiche spiazzanti, vocals rabbiose e penetranti come lame affilate. La violenza non è mai fine a se stessa, né scade nel parossismo, ma è sempre controllata ed abilmente contrapposta al suo alter ego armonico, al fine di creare ambienti musicali cangianti che dall'arcano orrore mutano in linee espressive lancinanti. La ferina somiglianza con i primi Morbid Angel, alcune spirali venefiche dei Deicide, l’aura maligna dei Nocturnus e l’eleganza melodica dei maestri scandinavi, costituiscono lo stilobate sul quale si ergono le invalicabili colonne di questo monumento sonoro.


L’incipit del disco è lasciato ad una breve ma inquietante introduzione accompagnata da un organo monastico, rumori e lontani dialoghi “declamatori”, abbattuta poi dai colpi d’accetta della superba seconda traccia, “As darkness fall”, un fragoroso bombardamento che si risolve con un coro che si stampa da subito in mente, un bridge chitarristico che sembra uscito direttamente dalla mente di Kerry King. La terza canzone, un’altra perla, “Under a Diyng Frozen Sun”, rivaleggia disinvolta con i Mostrosity ed i Dissection, erigendo un muro del suono di proporzioni ciclopiche e palesando un’abilità tecnica davvero commendevole. Le sorprese sono ben lungi dall’esaurimento scorte. Infatti, il quarto brano “Restless Hate” si candida prepotentemente come highlight dell’intero lavoro grazie alla fusione esemplare di thrash e death metal che, attualmente, a pochi altri riesce così bene. Il growl dilaniante ed il riffing in stile extreme progressive shuldineriano, sorretto da un telaio ritmico in titanio, conferiscono a questa canzone i crismi del piccolo capolavoro. Servito il poker d’assi, è ora il turno della quinta traccia, “Submission” , grazie alla quale veniamo catapultati nell’arena degli Slayer, tra chitarre sanguinolente, voci polverose e purulente, e le frustate della batteria che si colloca esattamente a metà strada fra gli insegnamenti di Dave Lombardo e le “pedalate” di Pete Sandoval. L’esaltazione continua con il sesto brano ”Kiss of Death”, esempio pienamente riuscito del tentativo di citare il modello scandinavo, riformulandone gli aspetti melodici e riequilibrando le misure del “chitarrismo” ottantiano. “Necronomicon Gate” è il penultimo colpo di questo infinito armamentario di death metal intelligente, tecnico e credibile. L’eco dei Morbid Angel torna a farsi sentire, mitigata dal “controcanto” in stile thrash (per certi versi, mi hanno fatto pensare anche agli Annihilator d’annata…) ed ancora una volta i Necrospell centrano il bersaglio. L’epilogo dell’album viene affidato alla title track, una scalata epica ed intensa che rade al suolo tante velleitarie manie vichinghe che sembrano diventate più una moda che una necessità. Un’incessante e furibonda gragnola di botte ben assestate e perpetrate secondo il manuale del perfetto picchiatore, scientifico ed infallibile.


I Necrospell vincono su tutta la linea perché non hanno punti deboli. La loro proposta convince tanto è genuina, vissuta ancor prima che suonata. Fanno musica intensa, logica, lontana dalle mode, destinata a guidare e non ad essere guidata. È la dimostrazione che anche una piccola (grande!) etichetta, un debut album ed una band underground, riescono a fare meglio ben più di osannate e supportate bands che vivacchiano, avviluppandosi nel passato, con una fottuta paura della loro stessa ombra, e che mascherano un vuoto creativo con iperboli tecniche o riproposizioni di schemi privi di ispirazione e stantii. Prendano e portino a casa la lezione che i Necrospell gli impartiscono con il loro “Awakening of Tyrants”, in parole povere, uno dei migliori dischi usciti di recente di questo inflazionato e discusso genere.



TRACKLIST

1. Intro

2. As Darkness Falls

3. Under A Dying Frozen Sun

4. Restless Hate

5. Submission

6. Kiss Of Death

7. Necronomicon Gate

8. Awakening Of Tyrants



VOTO

8,5/10


CD

"Kiss of Death"

Pubblicata il 17 Giugno 2019

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