NECROFILI - ''Immaculate Preconception'' (Steel on Fire - Metal Webzine)
TITOLO

A cura di Robin Bagnolati

Quasi tre lustri di esperienza, due album e altre uscite minori, ottimi riscontri e alcuni cambi di lineup... Questa, a grandi linee, la storia della band death metal laziale Necrofili. Oggi sono alle prese con il loro ultimo EP autoprodotto, uscito lo scorso 19 Aprile, intitolato “Immaculate Preconception”. Questo lavoro è composto da cinque brani inediti, dove death e thrash old school si fondono, con testi che trattano di angoscia e sgomento dell'uomo davanti alla propria coscienza e ai grandi temi del mondo.


A Lullaby for Reason” - Introduzione strumentale, dal sapore acustico, dolce e cupa allo stesso tempo. L'unico “testo” che possiamo trovare solo alcune parole di Giordano Bruno, che ci introducono nel tema di questo lavoro.

Infaithcted” - L'atmosfera della precedente intro viene letteralmente spazzata via dalla carica e dalla violenza di questo pezzo. Il cantato si presenta con uno screaming particolare ma d'impatto, i riff di chitarra sono piuttosto accattivanti. Non mancano anche stacchi interessanti nella sezione ritmica. Quattro minuti e mezzo che passano in un lampo.

Campo de' fiori” - La band si cimenta con il cantato in italiano e ci fa tornare con la mente all'apertura: il brano infatti riprende il personaggio di Giordano Bruno (arso vivo proprio nella famosa piazza romana dalla Chiesa Cattolica), collegando di conseguenza gli antichi pregiudizi a ciò che anche oggi appare davanti ai nostri occhi. Questo pezzo non ci sovrasta per potenza come il precedente ma gode di una certa pesantezza quasi doom. Il testo è molto comprensibile nonostante il cantato estremo, anche se lo stile personale del cantante non sembra adattarsi troppo bene ad una lingua diversa da quella inglese. Un brano per nulla scontato, con parti di chitarra che sul momento potrebbero sembrare fuori contesto e che invece alla fine risultano perfette così.

The Shapeless Thing” - Torniamo al classico inglese e passiamo ad un nuovo argomento: la depressione. L'inizio è decisamente melodico, ma ben presto tutto cambia e si arriva quasi a sfociare nel black metal nella strofa. Il ritornello invece ritorna su tempo e ritmica più “normali” per il genere della band. Ben strutturato il lungo solo di chitarra, che fa staccare un po' dall'inerzia del pezzo e riattiva l'attenzione. Il solo torna anche per la conclusione.

Army of the Reaper” - Lo zoccolo duro della band è formato dal cantate e chitarrista Carlo Pelliccia e dal batterista Marco Dalmasso: i due musicisti collaborano da diversi anni prima della nascita dei Necrofili e questo brano vuole essere una sorta di omaggio a quel periodo, con sonorità a tratti più morbide e un testo formato dai titoli delle canzoni di quella prima band. Il riff iniziale è a cavallo tra heavy e doom e tende ad incattivirsi col passare dei secondi. Per la prima volta ci troviamo di fronte al cantato clean nella strofa. Ammetto che sono rimasto un po' perplesso ascoltando questo pezzo, perchè non è ben chiaro dove la band si stia dirigendo.


Tutto sommato questo EP è un lavoro molto interessante, con una proposta musicale di livello condita da un artwork riuscitissimo. Grande merito alla band anche per la produzione di questo disco, perchè non si direbbe affatto che è stato registrato dalla band stessa all'interno della sua sala prove. Il nuovo album è già in lavorazione, noi restiamo in attesa.



LINEUP

Carlo Pelliccia – Voce e chitarra

Alessandro Fusacchia – Chitarra

Gianluca Marchionni – Basso

Marco Dalmasso – Batteria



TRACKLIST

1. A Lullaby for Reason

2. Infaithcted

3. Campo de' fiori

4. The Shapeless Thing

5. Army of the Reaper



VOTO

8/10


CD

"Infaithcted"

Pubblicata il 9 Giugno 2019

PER SOSTENERCI

REVIEWS: redazione@steelonfire.it

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati