MR. JACK - ''The Deep Side Of The Lake''

MR. JACK

"THE DEEP SIDE OF THE LAKE"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

Cantante, musicista, vocal coach, produttore discografico e compositore: Mr. Jack può essere definito un artista a tutto tondo. Nell’ambiente già dalla tenera età di 14 anni, il musicista campano nella sua carriera può vantare un elevato numero di collaborazioni, non solo in ambito Rock/Metal. Quello che prenderemo in esame oggi è il suo ultimo progetto, dedicato a musiche che potrebbero essere usate come colonne sonore di film horror. Nel 2017 Mr. Jack firma con Maculata Anima Rec per il suo secondo album horror “The Deep Side Of The Lake”, che segue “Dark Possession” del 2016. Il 31 Ottobre 2017 è uscito il terzo capitolo del progetto, il singolo “Beyond The Door”, coprodotto da Maculata Anima Rec e Vanikiya Record e che il 16 Novembre 2017 è uscito in vinile per The Triad Rec. Ma ora torniamo al secondo full-lenght, quasi interamente strumentale…

 

Demon’s Prayer” – Una campana, pioggia, suoni spettrali e voci demoniache in sottofondo. Un vecchio grammofono in lontananza rilascia una melodia. Sembra di trovarsi davanti ad un brano Noise, fino a quando non appare leggera la melodia di un carillon prima e, più lontana e per pochi secondi, un violino. Difficile trovare un nesso logico che tiene insieme il brano, ma di certo l’inquietudine che ne scaturisce non è indifferente.

Eternal” – Il brano più lungo del disco inizia con una forte influenza elettronica, che sfrutta l’effetto stereo per confondere l’ascoltatore. Presto si unisce il suono di un temporale violento, seguito da una vera e propria ritmica, anche questa palesemente creata a computer. La sorpresa arriva ai due minuti e mezzo, quando entra in scena in maniera prorompente un coro, potente e deciso, insieme al suono di campane a festa. Si respira un’atmosfera positiva. Chiudendo gli occhi sembra quasi di trovarsi in una scena conclusiva di un film, con il protagonista sopravvissuto che fugge in macchina, sotto un enorme temporale, e ripercorre mentalmente tutto l’orrore lasciato alle spalle. Il finale ci riporta in ambiti molto più tetri… forse il lieto fine non era così felice. Bel brano, molto ben strutturato, ma forse dieci minuti rischiano di essere un po’ troppi.

Hades” – Introduzione in stile Symphonic, con un coro piuttosto etereo che ci porta a momenti dove la musica e la tensione crescono pari passo. Il suono di strumenti ad arco mantiene alta la tensione. Viene da chiedersi come mai questo sia l’unico brano non segnato come strumentale, nonostante non abbia nemmeno un coro in sottofondo e goda di una discreta orchestrazione. Domande a parte, il brano colpisce, ma sembra più adatto ad un giallo del brivido alla Hitchcock piuttosto che ad un film horror.

MadHouse” – Il titolo è eloquente e la follia si respira già dai primi secondi del pezzo: voci di folli di sovrappongono ad una melodia elettronica ripetuta sapientemente. La seconda metà vede il drastico diradarsi delle voci ed un incupirsi della base.

The Lake” – Suoni cupi, le onde di un mare mosso e suoni elettronici si accolgono. Potrebbe quasi sembrare un brano allegro, da disco anni ’80, ma l’ingresso della tastiera cambia le carte in tavola, rendendo più inquietante il tutto. C’è da rimanere perplessi perché di horror si percepisce molto poco.

Infernal Dreams” – Di nuovo pioggia. Un rumore di catene e un lamento sommesso… Quando entrano in scena i suoni elettronici rimane solo la pioggia. Questo incubo viaggia a cavallo tra l’Inferno dantesco e Matrix. La voce infantile distorta e il carillon finali fanno rabbrividire. Intrigante.

Funeral Of Death” – Sempre pioggia (sembra di stare a Chicago durante le riprese di E.R. – Medici in prima linea), una marcia funebre ci apre la strada per questo nuovo viaggio. Di colpo sembra di ritrovarsi in una tempesta di spettri che ci sfiorano le orecchie. Da metà brano possiamo godere di un momento in cui lo strumentale si impadronisce prepotentemente della scena, ma solo per pochi secondi. Attaccatevi alla sedia alla fine, ve lo consiglio.

Deep Nightmare” – Un lontano coro fa da base ad un accordo di chitarra ripetuto. La prima impressione è quella di essere in un vecchio horror in costume, di quelli che veramente sapevano mettere in moto l’immaginazione degli spettatori. Purtroppo però il brano è troppo lungo e statico e si rischia di voler passar oltre prima del finale, il vero momento clou del brano.

Evil Spirit” – I toni si alzano un po’, con suoni bassi registrati a volume decisamente più alto. Un brano apparentemente senza infamia e senza lode… Ma provate a spegnere la luce dopo averlo ascoltato, se ci riuscite…

Valery’s Song” –La scena si volge davanti al camino mentre fuori, stranamente, piove. Una lenta melodia si protrae con un lunghissimo e lentissimo crescendo, sorretta da una ritmica abbastanza svelta. Verso la fine ritorna il camino e il brano si trascina al termine. A differenza del pezzo precedente questo sì che risulta senza infamia e senza lode.

The Mouth Of Madness” – Quelli che sembrano suoni delle spade laser di Star Wars si trasformano ben presto in lamenti strazianti. Dopo un tuono possiamo udire un coro maschile distorto, quasi monacale, che si contrappone ad accordi dal sapore demoniaco. Verso i 3 minuti si aggiungono altri elementi dalle sonorità più aperte, positive, creando ulteriore contrasto con quanto stavamo già ascoltando. Se non percepisci la follia in questo brano significa che, forse, un po’ folle lo sei anche tu.

Devil’s Atmosphere” – Abbiamo iniziato con un demone, ora chiudiamo l’album con il Diavolo. L’atmosfera iniziale è sommessa, i volumi molto più bassi. Al coro maschile in sottofondo si unisce una voce femminile. Come l’album è iniziato, così finisce: campane e pioggia.

 

Definire questo album è davvero una missione quali impossibile, anche perché i brani prendono direzioni diverse, da quelli adatti a vecchi horror in costume ad altri che risalterebbero come colonna sonora di un thriller futuristico. Mr. Jack ha dato sfogo alla sua fantasia creando qualcosa a cavallo tra Noise e Dark Ambient, dove la voce umana è ridotta ai minimi termini e usata come uno strumento. C’è qualità, ma non è un album per tutti: serve mente aperta e predisposizione a certe sonorità per poter ascoltare il disco ed apprezzarlo. Questo “punto più profondo del lago” è già di per se un ottimo lavoro, ma probabilmente ci sono altri punti più profondi ancora da scoprire.

 

 

 

TRACKLIST

1. Demon’s Prayer

2. Eternal

3. Hades

4. MadHouse

5. The Lake

6. Infernal Dreams

7. Funeral Of Death

8. Deep Nightmare

9. Evil Spirit

10. Valery’s Song

11. The Mouth Of Madness

12. Devil’s Atmosphere

 

 

 

VOTO

7/10

 

video teaser

Pubblicata il 9 Dicembre 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati