MISANTROPHIA - ''Memento Mori'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

MISANTROPHIA

"MEMENTO MORI"

A cura di Igor Gazza,

revisione di Giulia Fordiani

Che bello l'Heavy Metal, che bello fare il recensore per una testata Heavy Metal! Ieri hai avuto da fare con dell'oscuro Black Metal, domani ci dai con il Grindcore, prossimamente arriva del power? Qui è tutta una sorpresa perchè il mondo poliformico dell'Heavy Metal è tutta una splendida e succosa sorpresa e noi che lo amiamo e rispettiamo siamo voraci di novità. Il nostro è un desiderio quasi atavico, morboso ed avvolgente.

 

Ti infili le cuffie e fai partire il primo pezzo....RAP!!!! CAZZO... hanno sbagliato??? No no... Caro Igor, oggi ti devi misurare con il Rapmetal/Crossover/Nu-metal dei Misantrophia... Speriamo di esserne in grado!!!

 

"I Misantrophia sono un gruppo originario della Val Camonica composto da cinque elementi. Nasce quindinel 2015 il loro progetto, con lo scopo di unire le diverse esperienze su campi musicali differenti, al fine di creare un unico stile, amalgamando i principi di più generi. Quello che ne deriva è un prodotto fluido ma allo stesso tempo di impatto, contraddistinto da influenze che vanno dal Rap al Punk Hardcore, allo Stoner, al new metal, uniti ad uno show dinamico che rispecchia l'energia delle canzoni." Per sapere qualcosa in più è rimanere aggiornati su questo gruppo vi lascio il link. https://www.facebook.com/MisantrophiaRapcore.

 

Membri del gruppo:

Matteo "NDG" Truppa (voce);

Vitali "Mats" Matsetski (voce);

Matteo "TK" Turla (chitarra-voce);

Eugenio "Geu" Franceschinelli (basso);

Raffaele "Chef" Bettineschi (Batteria).

 

Ora, riprendo un minimo di serietà e con la giusta perizia e senso critico mi accingo a raccontarvi questo sorprendente album dei Misantrophia dal titolo “Memento Mori”. Il suddetto consta in nove tracce:

 

MC” - Il pezzo inizia bello rimbalzante con un divertente riff di chitarra, la voce in lingua italiana. Assistiamo ad un forsennato dualismo tra un cantato tipicamente Rap ed un growl scream tipico del death'n’roll, che sorprendentemente si integrano molto bene e si compensano rendendo il pezzo potente e rotondo anche nelle parti cantate e non rappate, dove il brano diventa piuttosto melodico e non troppo scontato.

Walk The Line” - Un buon mix tra cantato italiano ed inglese, il pezzo è divertente e sempre impattante, il cantato rap sempre in primo piano, il ritornello è violentemente urlato nelle mie orecchie. Chitarra, basso e batteria sono settate per rendere al massimo con questo tipo di sonorità, anche il growl dà buona presenza di se. Un pezzo corto ma inteso che mi ha anche fatto battere il ditino sul mouse mentre scrivo la recensione.

Duk3 Nuk3m” - Intro di basso, che a me piace un sacco, riff di chitarra sotterrato dalla voce, il brano è un divenire, parte in sordina ma poi spacca, trita e macina diventando davvero potente e diretto durante il ritornello, per contro ci sento un po' un Caparezza metallizzato (se ho bestemmiato ditelo...).

Dalai Lame” - Che titolo fantastico ed originale! Qui l'impatto è diverso, la dose metallica è più massiccia e consistente, il basso e la batteria sono compatti, la chitarra si esprime nel primo assolo dell'album, che tra l'altro è anche piuttosto ficcante soprattutto perchè è in una posizione nevralgica del pezzo. Ne approvo anche la struttura, a mio parere più elaborata.

La Regina” - Quinto brano di questo album, che fino ad ora mi sta dando delle sensazioni. L'apertura è tipicamente metal classico, con un riff di chitarra "trattenuto" pronto ad esplodere, la voce è quasi narrata, la batteria e quasi marziale... Poi il devasto, nel senso che è era partita davvero bene poi... Non mi piace, man mano che avanza perde tutte le aspettative che avevo su questo brano, che poffarbacco non si riprende più se non nel finale dove riprende leggermente quota.

Black Dahlia” - Parte con un arpeggio di chitarra molto introspettivo, le voci growl e il rap si sovrappongono creando delle belle strutture, addirittura le linee vocali diventano tre infatti nel ritornello, c'è anche del cantato "normale" un bel pezzo, particolare, più articolato molto più vicino all’hardcore nostrano, con degli sprazzi Nu-Metal. Nulla da dire sugli strumenti, la chitarra suona precisa e la batteria è tempestosa, a tratti fragorosa ed il basso rende il sound compatto.

The Falling Man” - Ottima la schitarrata iniziale con la batteria che arriva in un secondo momento, il brano parte davvero rampante, colpo di basso e parte la voce un'ottima commistione tra i vari stili cantori, il ritornello è melodico e rende benissimo, direi siamo al cospetto di uno dei brani più azzeccati dell'intero disco, un pezzo che non concede tregua, rabbioso ed intenso, potente e melodico.

For U” - L'inizio è quanto mai bizzarro, per un brano che dura poco più di due minuti, ed anche il testo mi piace un sacco, per quanto sia "banale" ma è simpaticamente crudo, vediamola come una piccola bomba atomica nello sconquasso sonoro di questo album.

Kashmir Deum” - Eccoci arrivati quindi all'ultima traccia di questo album, la più lunga (circa sei minuti e mezzo), l'inizio è Hardcore/punkeggiante, bella ruvida e con tanti cambi di tempo, fino ai due minuti e quarantatré, poi si ferma tutta, lasciando solo la chitarra leggera accompagnata dalla batteria. Le parole sono cantate con un misto di nostalgia/preghiera e tristezza e rabbia, infatti man mano che avanzano i secondi l'intensità aumenta fino a portarsi ai livelli precedenti tanto da dare alla luce un finale scoppiettante e gagliardo.

 

Signore e signori, è stata dura, ma questa è un'ottima dimostrazione di quanto bene sappiano fare questi ragazzi, i quali non hanno alcuna remora a proporre un genere particolare, sì perchè qui il metallaro classico, o presunto tale, storce il naso. Ed invece ascoltando la bravura e la perizia di questa band si riescono a percepirenuovi orizzonti per la musica metal, la coesistenza di vari stili musicali che insieme non stonano affatto, anzi si integrano e si potenziano l'un l'altro. Da umile ed ignorante recensore sono soddisfatto di come questo disco suona e sinceramente mi diverte ascoltarlo, sia per la "semplicità d'uso" sia per la carica che queste sonorità danno a livello vibrazionale.

 

 

 

TRACKLIST

1. MC

2. Walk The Line

3. Duk3 Nuk3m

4. Dalai Lame

5. La Regina

6. Black Dahlia

7. The Falling Man

8. For U

9. Kashmir Deum

 

 

 

VOTO

7,5/10

 

"Duk3 Nuk3m"

Pubblicata il 4 Giugno 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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