METATRONE - ''Eucharismetal''

METATRONE

"EUCHARISMETAL"

A cura di Matteo Perazzoni

 

Salve a tutti, amici e lettori di Steel on Fire. Dopo aver recensito vari album di gruppi Doom Metal, mi è stato chiesto di recensire una band che suona un genere che non ascolto più da tanto tempo, che però non ha mai perso il suo reale fascino, se suonato in un certo modo. Sto parlando del Progressive Power Metal, genere musicale che nasce dalla fusione degli stilemi classici del Progressive, quindi tecnica e virtuosismo, con la velocità e la melodia del Power. Questo blend di sonorità può essere interpretato a seconda della band che lo suona, e quindi andiamo subito a parlare dei Metatrone. Un gruppo che più o meno tutti quelli che hanno approfondito un po’ la propria cultura musicale nell'underground hanno incontrato; si tratta di una band che ha un bel po’ di seguito, anche grazie al fatto che si contraddistingue per alcune caratteristiche. È una band Cristiana, di fatti in molti testi si percepisce la loro Fede in Dio, e conseguentemente il tastierista (che canta pure in growl) è un Frate. La band composta da Jo Lombardo alla voce, Stefano "Ghigas" Calvagno alla chitarra e voce, Frate Davide Bruno alla tastiera e growl, Dino Fiorenza al basso e Salvo "T-Metal" Grasso alla batteria, ha ben tre album passati alle spalle. Ma noi parliamo dell'ultimo della loro discografia, intitolato "Eucharismetal"

 

Iniziamo subito a parlare della prima traccia "Alef Dalet Mem", che subito ci porterà nel sound a cavallo tra Prog e Power dei nostri. Tra riffs e tastiere predominanti, si erge un cantato pulito e potente. La sezione ritmica dietro le quinte riesce a dare groove e potenza ad un brano al fulmicotone, nel quale un sapiente utilizzo della tecnica è la caratteristica principale. Il primo brano si presenta come un buon compromesso tra il pop ed il Prog/Power, cosa interessante poichè rende l'ascolto meno impegnativo. Andiamo diretti verso "Molokai", secondo brano di stampo più classico. Qui un possente cantato in growl si alterna ad un cantato in pulito, che si ergono su un riffing decisamente curato. Caratterizzato da un ritornello interessante e da un testo biblicamente importante, questo brano è più travolgente del precedente. "Beware The Sailor" è la terza traccia, e siamo già immersi in questo viaggio musicale religioso e non solo. Trattasi di brano aggressivo, melodico e caratterizzato da un buon riffing tagliente, e da un songwriting particolareggiato, nel quale i nostri non fanno prigionieri. Nel brano si alternano tastiere e chitarre elettriche in un mix letale, sul quale anche il cantato si erge epico e potente. Sulla stessa scia avremo "Wheat And Weeds", quarta traccia più improntata verso il Progressive Metal. Sebbene abbiamo davanti un buon disco Power Metal, in questo brano emerge la voglia di sperimentare con sonorità più easy-listening, più atmosferiche e trascinanti. Grazie ad un ottimo lavoro di doppia cassa, ed una batteria morbosa ed onnipresente, questo quarto brano acquisisce una potenza devastante. Un buon valore aggiunto sono le tastiere sempre predominanti, ed un basso che svolge anche un ottimo lavoro solista. Con spirito rinnovato andiamo verso "Latest News From Light", brano meno aggressivo rispetto ai precedenti, ma comunque travolgente e ben curato nel riffing e nei ritornelli. Anche qui avremo un cantato che si erge maestoso sulla strumentale e diverse sperimentazioni Prog a livello musicale. Un particolare punto a favore per questo album è la scelta di un sound trascinante qualitativamente interessante. Sesta traccia e siamo quasi a metà album con "In Spirit And Truth", canzone ritmata e meno impegnativa rispetto alle precedenti. Una ballad costruita su un mid-tempo di facile ascolto, nella quale si percepiscono le abilità dei musicisti, e non solo la volontà di creare un brano più appetibile un po’ per chiunque si voglia avvicinare al genere musicale da loro interpretato. Sempre grande utilizzo di tastiere a profusione, riffing Heavy Metal e soli virtuosi al 100%, sia di basso che di chitarra. Cantato in growl e clean interessante, che ci accompagna per tutta la song. "Mozart's Nightmare" è introdotta da un arpeggio di tastiera neoclassico della miglior specie, ed a seguire si sviluppa un assolo di chitarra sempre sullo stile neoclassico. Su una sezione ritmica sempre presente, si sviluppa un buona strumentale che ci accompagna per tutto il brano. Tra tastiere e chitarre sparate a duemila, i nostri si lanciano in una corsa armoniosa e melodica. Buoni anche gli interventi del basso, che ogni tanto compare e lascia un suo tocco indelebile. La traccia che paradossalmente mi piace di più sinora, è questa strumentale qui. "Keep Running" è l'ottava traccia, e sembra essere più tranquilla... ma anche no: si ricomincia col riffing brutale e deciso di sempre. Tastiere a non finire e sezioni ritmiche onnipresenti, sulle quali si sviluppa un cantato travolgente sempre potente e ricco di pathos. Anche in questo brano avremo diverse sperimentazioni Prog ed un assolo di chitarra e tastiera tra i più ispirati di tutto il disco. Altro brano preferito, dopo la precedente traccia. Torniamo sulle tracce italiane con "Salva L'Anima", ormai nona traccia, caratterizzata da un bel attacco aggressivo. Musicalmente parlando in linea con le tracce precedenti, a livello lirico invece i nostri fanno una critica attuale ai comportamenti sociali di oggi. Ovviamente virtuosismi a non finire, tastiere ovunque e si corre verso la gloria eterna del Power Metal più melodico e tecnico di sempre. Prosegue sullo stesso filone "Una Parte Di Me", la traccia numero dieci di questo disco che ormai volge quasi al termine. Più Prog e meno Power, ma tanta cattiveria anche in questa traccia. Niente di particolare dal punto di vista musicale, ma un testo molto arrabbiato e pieno di speranza nonostante tutto. Pure qui assoli come se non ci fosse un domani e tastiere che ci trasportano in luoghi fantastici, e corse senza possibilità di ritorno... Corrono i nostri e lo fanno con grande stile, alternando momenti più tranquilli e ricercati, a vere e proprie sfuriate senza tregua. Breakdown violento e growl e si riparte con le tastiere neoclassiche. Siamo arrivati all'undicesima traccia, melodica ed armoniosa all'apparenza, "Regina Coeli", introdotta da un canto soave e leggero. Poi l'entrata di sezione ritmica e chitarre, e si pesta come non ci fosse un domani. Quello che ci sembra un canto da chiesa, viene stravolto in una furiosa canzone Prog-Power. Cosa interessante è quel coro in sottofondo che fa molto cerimonia della domenica, che ogni tanto riemerge fuori. Anche se il brano è particolarmente movimentato, ha perso un po’ dell'aggressività tipica dei brani precedenti. La dodicesima traccia è praticamente la prima, ma in Italiano. Quindi passiamo all'ultimo brano intitolato "Lascia Che Sia", che dall'introduzione si presenta nel classico stile Metatrone fino ad ora già ascoltato. La tematica trattata è più personale ed intima anche se permeata da un certo velo religioso. Musicalmente parlando avremo anche qui tastiere imperanti e chitarroni potentissimi, sorretti da una sezione ritmica semplice e diretta, che vi demolirà definitivamente.

 

Siamo giunti al termine, e dopo svariati ascolti sia in cuffia, sia su impianto posso dire che questo disco è consigliato a chi ama certe sonorità potenti, agli amanti della qualità audio maniacale e soprattutto ai fan del Power/Prog Metal. Disco che prepotentemente entra di diritto tra i migliori dei Metatrone, a mani basse.

 

 

 

TRACKLIST

1. Alef Dalet Mem

2. Molokai

3. Beware The Sailor

4. Wheat And Weeds

5. Latest News From Light

6. In Spirit And Truth

7. Mozart's Nightmare

8. Keep Running

9. Salva L'Anima

10. Una Parte Di Me

11. Regina Coeli

12. Alef Dalet Mem (Italian Version)

13. Lascia Che Sia

 

 

 

VOTO

7,5/10

 

"Molokai"

Pubblicata il 21 Dicembre 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati