MATALEÒN - ''Metamorfosi''

MATALEÒN

"METAMORFOSI"

A cura di RocketTobi

C’è voluto più di un ascolto per parlare di questo lavoro “Metamorfosi”, ma non per la sua difficile presa anzi proprio tutt’altro, ma perché capita di raro di “sgranare” i timpani quando ci si affaccia ad una notevole maturità musicale. Oltre a viaggiare su un songwriting veramente ben strutturato, tutti i brani (10) godono di un sound ben bilanciato: tutto infatti è perfettamente al proprio posto, e la ciliegina sulla torta sta nella scelta di usare la lingua italiana nel cantato che abbraccia interamente il sound rendendolo estremamente diretto. Compaiono inoltre noti “Special Guest” (Paolo Fresu, Mario Zucca, Max Zanotti e Simone Rossetti Bazzaro ai violini), la riuscita quindi è sicura.

 

Le tracce scorrono veloci (complice anche un minuttaggio non troppo eccessivo – scelta per chi scrive e ascolta molto apprezzata) lasciando un segno nei testi e nelle “immagini” descritte: ci si ritrova subito a compiere un viaggio nella nostra anima, toccando momenti molto intimi ma anche caratterizzati da un forte impatto emotivo (e sonoro). La partenza decisa di “John Locke” è subito intenta a non lasciare scampo ad incertezze, un Rock deciso caratterizzato da degli agganci Alternative Metal, “fermati” solo da momenti più melodici che mettono in evidenza l’ottima vocalità di Tommaso Di Blasi, ruvido e deciso ma anche profondo e sensibile. Segue “Milano e Dintorni”, traccia melodica ricca di phatos che punta molto su un ritornello di facile presa, ma la sorpresa arriva verso la fine, su un’apertura nella quale la sezione ritmica da il meglio di se, precisa e mai banale, a tratti quasi Progressive, si riaggancia poi inaspettatamente al ritornello fino alla conclusione. Altro brano da citare è “Blue” probabilmente uno dei momenti più alti e intensi di questo lavoro: impossibile non farsi trascinare dal testo e dalla voce di Tommaso, che ricama ogni nota e parola riuscendo a farci immaginare il viaggio creato da un intenso lavoro strumentale. I brividi si scatenano con i violini di Simone Rossetti Bazzaro seguiti da un assolo fantastico che si apre in “contro voce”, accompagnando tutto il finale. Con “Castello di Carte” i Mataleòn fanno emergere il loro lato più Heavy Metal dimostrando di saper prendere (bene) alla sprovvista, riuscendo ad accontentare anche i timpani più esigenti: ritmiche serrate, cambi di tempo e accelerazioni “speed” tengono alta l’attenzione regalando momenti di ottima e genuina tecnica. C’è spazio anche per degli inserti sul filo quasi del Thrash, con l’uso di un doppio pedale veramente scatenato.

 

I Mataleòn sono così: Una band che indubbiamente ha un bagaglio notevole di esperienza, e tracce come “Downtown” (feat. Paolo Fresu), “Lady in Rock”, o “Elliot” non fanno altro che confermare il valore artistico di questi musicisti, che sanno perfettamente muoversi in un territorio per loro mai banale, sempre ricco di nuove aperture mentali che poi racchiudono nella loro ottima musica piena di personalità e tanta passione.

 

 

 

TRACKLIST

1. Metamorfosi

2. John Locke

3. Milano E Dintorni

4. Carrie

5. Blue

6. Elliot

7. Lady In Rock

8. Castello Di Carte

9. Downtown

10. Uroboros

 

 

 

VOTO

8/10

 

"Carrie"

Pubblicata il 26 Novembre 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

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