MALAMORTE - ''Hell For All'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

MALAMORTE

COPERTINA

"HELL FOR ALL"

A cura di Edoardo Napoli,

revisione di Giulia Fordiani

Malamorte è il side project di Alex Nunziati (Lord Vampyr, Cain, Nailed God, Shadowsreign, Sepolcrum, ex VII Arcano, ex Theatres des Vampires) e si palesa alle orecchie dello scrivente con questo lavoro "Hell For All", una mescolanza di reminiscenze black metal old school mista alla classe dell'heavy metal seminale degli anni '80. Si sentono echi di Paralex, Hell, Overdrive, Celtic Frost, Darkthrone e Mayhem. Il tutto è colorato da una produzione old school che, per quanto strizzi l'occhio alle ultime tre decadi, risulta nitida ed avvolgente. L'artwork si rivela essere di pregevole fattura, con mio plauso a chi ha ideato il concept realizzandolo con cotanta maestria e perizia.

 

Andiamo ad analizzare il prodotto nella sua interezza. L'intro "Advent", per quanto evocativa, presenta alcune imperfezioni di natura timbrica: l'atmosfera risulta piuttosto centrale ed artefatta, mancando un po' quella componente ambientale che potrebbe dare un tocco meno sintetico al susseguirsi di effetti sonori. Le danze si aprono con "Antichrist", curioso midtempo dalle tinte noir heavy/thrash, tanto incalzanti quanto evocative. A seguire "Warriors from Hell", dalle tinte power contaminate di Mercyful Fate d'annata, con un refrain che non si stacca dal cervello. Dopo l'interessante "Holy or Unholy", l'arpeggio romantico di "Mother" spacca il disco e regala un sinistro feeling romantico-maniacale intervallato da riffing alla Dissection. "Hell For All", title track, ci ricorda i Ghost in certi attimi, con l'imperversare di un ritmo militare e armonizzazioni che più british non si può. Ma non lasciatevi ingannare, c'è una sfuriata speed che vi spaccherà i timpani e un gioco di cambi di tempo più che azzeccato. "Son" invece è un midtempo dove a farla da padrone sono intricatissimi (fin troppo, al limite del robotico) fill di batteria accompagnati da un maligno riffing di matrice King Diamond. "The Worshipers of Evil" è invece un esempio di come si possano mescolare sapientemente thrash tecnico americano alle sonorità NWOBHM tipiche dei Satan. "Satan's Slave" ci porta in sentieri cerulei (solo all'apparenza). Cori, organi, profumo di colibano e candele alla Abysmal Grief ci gelano il sangue. La conclusiva "God is Nothing" proviene da takes differenti. Con buona probabilità (mancando i riferimenti) si tratta di un episodio realizzato ad hoc e mi scuso con l'autore per la mia mancanza di informazioni. Fatto sta che è un modo più che bello per chiudere un lavoro ben oltre la discrezione, che merita l'attenzione dell'ascoltatore abituato alla commistura di generi fra di loro apparentemente antitetici.

 

 

 

TRACKLIST

1. Advent

2. Antichrist

3. Warriors of Hell

4. Holy or Unholy

5. Mother

6. Hell for All

7. Son

8. The Worshipers of Evil

9. Satan's Slave

10. God Is Nothing

 

 

 

VOTO

7,5/10

 

BAND

"Antichrist"

Pubblicata il 14 Febbraio 2019

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