LUCA TURILLI RHAPSODY

LUCA TURILLI'S RHAPSODY

"ASCENDING TO INFINITY"

A cura di Michele Puma

Nel 2011, dopo lo split (consensuale) con i Rhapsody of Fire (band di cui era fondatore insieme al tastierista Alex Staropoli) il virtuoso chitarista/compositore Luca Turilli torna sulle scene con un nuovo progetto molto ambizioso denominato Luca Turilli's Rhapsody, staccandosi così definitivamente dal progetto dove tutto ebbe inizio, ovvero i carissimi Rhapsody (Of Fire) e assieme ad alcuni ex membri fondò una nuova band dove riusci a trovare nuova verve artistica che negli anni a venire gli diede la possibilità di sfornare album di qualità eccelsa.

 

Passiamo dunque ad analizzare pezzo per pezzo questo primo album dei Rhapsody targato Luca Turilli del 2012. Il platter parte con l'intro “Quantum X” che fa notare fin da subito all'ascoltatore un impatto diverso dalle precedenti elaborazioni, sembra di assistere ad un trailer cinematografico con alcune percussioni elettroniche che rimandano ai lavori solistici di Luca Turilli oltre alle tipiche sonorità canoniche dei Rhapsody, passando così al primo brano ufficiale, ovvero "Ascending To Infinity": l'album parte subito forte, il brano rimembra vagamente i primi Rhapsody ma questa volta alla sezione vocale non c'è più Fabio Lione ma bensì l'attuale cantante dei Trick Or Treat, Alessandro Conti, che subito si fa notare con le sue acutissime e stupende linee vocali che rimembrano vagamente Michael Kiske (Helloween- Unisonic – Place Vendome), infatti il brano fa un grande salto di qualità, ritornello veramente epico e sognante, un sound veramente variegato, ottimi cambio tempo e come non mai un Luca Turilli in grande spolvero, sia con la chitarra che nella sezione keyboard.

 

“One pure fate

True love devoured by hate

Her last pain

Dark trace of pulsing shade”

 

La successiva “Dante's Inferno” si presenta come merita, maestosa, ricca di cori lirici (in lingua italiana) che, in maniera intuitiva rimembrano i canti gregoriani, parti solistiche veramente da brividi così come il pezzo in se: un brano veramente meritevole ed epico. Passiamo invece alla mitologica “Excalibur”, dove il pezzo inizia e subito fa tornare in mente certe sonorità di quei Rhapsody dei primi tre album (Legendary Tales, SOEL, Dawn a Victory) con tanto di menestrelli medievali, 8 minuti a spiegare ai posteri cosa significa “metal sinfonico”! Aperta in stile medievale, con parti cantate sia in lingua italiana che in latino, cori lirici, insomma qualcosa da ascoltare in rigoroso silenzio ed adorazione se avete amato i Rhapsody in tutto per tutto, uno dei migliori pezzi di questo “debut”, una vera perla. Continuando la tracklist incontriamo la particolare “Tormento e passione”: questo pezzo è cantato interamente in italiano da Alessandro Conti accompagnato da una graziosa voce femminile, formando un duetto veramente ben assortito e trasmettendo poeticità in tutti i pori, misto ad una romanticità che rende il brano di per se unico ed atmosferico. Brano molto sperimentale ma ben riuscito. Da un brano romantico passiamo direttamente ad uno classicamente symphonic power, ovvero il primo singolo dell'album “Dark Fate Of Atlantis”: su di esso non c'è molto da dire, classico ritornello che ti prende abbastanza, incursioni elettroniche che si fondono con le linee di chitarra fanno rimembrare come non mai in tutto il plattter i lavori solistici di Luca dell'epoca Dreamquest. Diversamente il brano successivo “Luna” è un brano molto slow e soft, dotato di un contesto sognante e romantico, infatti si tratta di una cover di Alessandro Safina (un tenore con all'attivo anche una partecipazione a Sanremo), che originariamente non ha nulla a che vedere con il mondo metal ma, in questa versione Turilli ha irrobustito il sound aggiungendo quegli effetti in più da rendere il brano ancora più magniloquente. "Clash Of The Titans" (secondo singolo promozionale) invece torna con i suoi consueti lidi metallici: questo brano è il tipico pezzo antecedente alla suite finale dell'album, buon brano ma non totalmente convincente, infatti questo brano incastonato nella tracklist è il punto stilistico più basso ma non di certo in negativo. Il pezzo non sfigura affatto ma non aggiunge valore ad un album già di altissima qualità.

 

“Holy inner revelation

And new testament unfolds

Carved in me the power of your word

The vision and the illusion

The force of hate and love“

 

E finalmente si passa all'ultimo brano dell'album, “Of Michael The Archangel And Lucifer's Fall”, un brano

mastodontico, un tipico pezzo conclusivo per un tipico album Symphonic metal, metrica che supera i 16 minuti, impegnativa all'ascolto per la tanta mole di “roba” che porta in sé, le tante atmosfere, le solenni parti strumentali, insomma un altro pezzo che mi sono trovato ad ascoltare stranito per la tanta ispirazione nella composizione veramente ad altissimi livelli. Un ritornello veramente epico e maestoso che tributa la figura del trionfante e magniloquente arcangelo Michele e dell'angelo caduto Lucifero, una delle migliori suite finali fino ad ora ascoltate con tanto di cori in latino. Un finale veramente denso e degno di un album che sfiora quasi la perfezione.

 

Ascending to infinity” è un album che mischia sapientemente le classiche sonorità dei Rhapsody con quelli dei lavori solistici di Luca Turilli, formando un sound facilmente riconoscibile ma al tempo stesso diverso, lasciando alle spalle la pesante eredità provocata dallo split traendo una nuova fonte di ispirazione, fondamentale per un compositore come Luca Turilli, ormai tra i più importanti e riconosciuti in europa se non nel mondo, autentico orgoglio italiano.

 

 

 

 

 

VOTO

9/10

 

Pubblicata il 30 Marzo 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

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