LAST RITES - ''Unholy Puppets''

LAST RITES

"UNHOLY PUPPETS"

A cura di Andrea Veronesi,

revisione di Giulia Fordiani

Terzo album dal titolo "Unholy Puppets", pubblicato per Beyond Prod./Black Tears, dai savonesi Last Rites, band Thrash dalle venature Death che vanta una storia ventennale alle spalle, che li ha visti calcare importanti palcoscenici insieme a band di tutto rispetto sia italiane che internazionali. Nel 2004 vengono inserite tra le 10 band Thrash italiane più importanti di sempre. La line up vede Dave alla voce e chitarra, Bomber all'altra ascia, Fens al basso e Laccio alla batteria. Detto questo, quando mi accingo a recensire un gruppo che ascolto per la prima volta, salvo le informazioni fondamentali, come la tracklist, l'artwork di copertina , la line-up e la provenienza, cerco sempre di leggerne la storia e il curriculum vitae a posteriori, questo perchè quello che importa è la musica che ho in mano in questo disco e niente deve influenzarmi, il tempo di infilare le cuffie e schiacciare play e si parte...

 

Il vociare interrotto dal rumore di elicotteri, colpi di mitragliatrici e di mortaio ci buttano a muso duro dentro "Children Of War". È subito chiara la preparazione tecnica dei nostri, anche se pur definendosi Thrash band le influenze sono tali da renderli più assimilabili a band di Death classico; l'approccio vocale è molto simile a quello del compianto Chuck Schuldiner. L' opener è già di per sè una hit: batteria a mille, con chitarre che inanaellano una serie di riff potentissimi al fulmicotone senza mai perdere di vista la precisione, ben resa anche da un ottimo mixaggio, caratteristica indispensabile per questo genere. Con la successiva "Humanburger", rimaniamo fedeli alla linea, verso metà brano chitarra solista sugli scudi, mentre Dave continua a sferzare l'aria con la sua voce rabbiosa. Naturalmente abbiamo già capito che non ci saranno tregue in questo lavoro, anche se "Human Crashtest" possiamo considerarla un'eccezione: la ritmica infatti si avvicina a più riprese ad un mid tempo, sul finale la parte strumentale che ci accompagna alla conclusione del brano è magnifica. Si apre con un riff che vi rimarrà impresso “Waterwall”, per lasciare il posto al consueto muro di chitarre sapientemente sorretto da basso e batteria. Con la stessa rapidità con cui si succedono le tracce avanziamo, sempre che siate pronti, perchè "i morti camminano sulla terra, l'uomo striscia tra le ombre...": cosi recitano le prime strofe di "The Walking Dead", gli zombie sono tra noi in quello che risulta un'altro degli episodi più efficaci e meglio riusciti di questo "Unholy Puppets". Le tematiche profondamente cupe ed opprimenti affrontate dalla combo ligure, si riflettono nelle loro sonorità prive di ogni tipo di compromesso anche in "Infected Mind", riferendosi alla mente delle masse soggiogate e controllate attraverso i media, il brano è estremamente compatto e diretto. Come detto tutto questo lavoro si muove su un binario ben preciso, mantenendo una certa linearità, come spesso accade in produzioni di livello. A risaltare sono proprio i brani più eterogenei che si staccano, seppur di poco, dall'intero processo compositivo come accade per "Realm Of Illusion", di fatto uno tra i brani più melodici dell'intero album. Le successive "Forgotten" e "Soul Reaper" non aggiungono nulla di nuovo e ci accompagnano alla chiusura affidata all'interessante "God's Slave", che racconta la schiavitù del genere umano soggiogato da Dei extraterrestri discesi sulla terra per dominarci. Musicalmente ci ritroviamo di fronte alla consueta perizia tecnica, gran solo di chitarra in chiusura.

 

Mi sono sentito un pò come l'uomo decapitato di fronte al distributore automatico di teste, ritratto in copertina, quando ho cominciato ad ascoltare questo "Unholy Puppets" e sapete perchè? Per un semplice motivo: ho pensato a quale testa "mettermi", per giudicare questo lavoro dei Last Rites. Potevo scegliere se usare quella dell'appassionato di generi più classici e melodici, oppure quella del recensore freddo, preciso ed impassibile che deve giudicare il livello di un lavoro ascrivibile ad un genere che mantiene caratteristiche care al Thrash, ma con una forte componente Death, dove la D maiuscola non è casuale! Dopo essermi fatto mangiare almeno tre o quattro monete... ho dovuto optare per la testa del recensore! Questo album è suonato, mixato e prodotto tecnicamente molto bene, le influenze dei due generi sono ben amalgamate, evidenziando una maturità notevole che pone i Last Rites al giusto posto che gli compete nella scena estrema del nostro stivale. Da encomiare la sezione ritmica della band. La strada intrapresa è quella di un sound compatto e deciso che traspare in tutto il platter, si tratta di una scelta coerente con lo stile, ma alla luce delle capacità dei musicisti coinvolti, se saranno capaci di osare di più in fase compositiva, come dimostrato in alcuni episodi di "Unholy Puppets", allora potranno raccogliere il successo che meritano... anche oltre i nostri confini.

 

 

 

 

TRACKLIST

1. Children of War

2. Humanburger

3. Human Crashtest

4. Waterwall

5. The Walking Dead

6. Infected Mind

7. Realm of Illusion

8. Forgotten

9. Soul Reaper

10. God's Slave

 

 

 

VOTO

7/10

 

Pubblicata il 05 Ottobre 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

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