KALEDON - ''Carnagus (Emperor Of The Darkness)'' (Steel on Fire - Metal Webzine)
TITOLO

A cura di Andrea Veronesi

Nome storico del panorama Heavy/power nazionale, i romani Kaledon rappresentano un concentrato di coerenza e di potente epicità che regge il confronto con le più blasonate band del genere. Il gruppo nasce nel 1998 da un progetto del chitarrista Alex Mele e dopo i primi 4 demo, partoriscono diverse opere ispirate sia dalla fervente penna dello stesso Mele che dall’universo immaginario fantasy, popolato di mostri alati, cavalieri e paesaggi incantati di altri tempi. Dopo diversi cambi di line up, abbastanza comprensibili vista la longeva attività della band che muove i suoi primi passi nel periodo d’oro per il movimento metal nazionale, giungono alla pubblicazione nel 2017 di questo "Carnagus (Emperor of The Darkness)", edito per Sleazy Rider Records. Oltre ad Alex Mele alla chitarra, che fa il paio con Tommy Nemesio e che insieme al bassista Paolo Lezziroli costituiscono tre dei componenti originari del progetto, completano la band Michele Guaitoli alla voce, Paolo Campitelli alle tastiere e Manuele Di Ascenzo alla batteria.


Apriamo le danze con “Tenebrae Venture Sunt”, un’epica overture che ci prepara all’esplosiva “The Beginning of the Night”, la quale irrompe potentissima con una ritmica compatta sostenuta dal tappeto martellante di Manuele Di Ascenzo alla batteria, un pezzo power con pregevoli inserti dal sapore progressivo verso la parte centrale nella quale si inserisce l’assolo di tastiera. Ottimo anche il cantato di Michele Guaitoli: se il buongiorno si vede dal mattino, sarà un grande album! Passiamo a “Eyes Without Life” e se pensate di avere già ascoltato in precedenza la perla di questo lavoro dei Kaledon, non correte troppo, credo che qui vi farete una bella collana di perle! Mentre percepite ancora un lontano clangore di spade, attacca una ritmica potente sulla quale si stagliano cori epici e la tastiera imbastisce un tappeto sonoro scambiandosi botta e risposta con la chitarra solista. Le ritmiche ricordano per sonorità gli esordi delle più blasonate power metal band germaniche. Con “The Evil Witch”, trascuriamo per un attimo la sezione ritmica che, di fatto, costituisce un trademark dei Kaledon, ma soffermiamoci sullo splendido riff di apertura del brano e sulla prova della chitarra solista. Da notare l’impeccabile Michele Guaitoli, certamente una delle migliori ugole del genere: tecnico, preciso e dotato di un proprio timbro, che non scimmiotta nessuno! Passiamo oltre con “Dark Reality”, quattro minuti scarsi con sonorità dai tratti più oscuri ed inquietanti dove è la tastiera a caratterizzare una traccia più diretta e lineare che dà respiro alla composizione, ma lo toglie subito dopo grazie alle atmosfere create. “The Two Bailouts” è di fatto il primo mid tempo dal sapore più heavy, dove ancora una volta la cura dell’impianto ritmico prende il sopravvento e il sound si fa più articolato, le linee vocali di Guaitoli si fondono alla perfezione in un crescendo epico con un refrain che vi si stamperà a fuoco in testa. Ma non è ancora finita, ancora il tempo per un arpeggio onirico che lancia la cavalcata finale infarcita di riff di helloweeniana memoria. Avanziamo ancora con “Trapped On The Throne”, ascoltate i primi 40 secondi e rimarrete già esterrefatti dalla qualità di questo lavoro, la linea iniziale che rimane sotto al brano fa il paio con le parti della tastiera costruendo un brano semplicemente fantastico, con aperture a cori di ampio respiro che rendono melodica una traccia aggressiva e potente, il finale è forse ancor più impressionante dell’apertura. Con “Telepathic Messages” ci spingiamo su altri territori, nei quali addirittura fa capolino qualche parte cantata in growl che ben si sposa con l’aggressività e la potenza dell’intera composizione. Ci avviciniamo al finale con “Evil Beheaded” che segue le stesse coordinate, tre minuti di solido power con cori come da copione e con i tom della batteria che prendono fuoco. Come buona norma ci aspettavamo una chiusura degna di nota ed ecco “The End of The Undead” che con il suo incedere maestoso denota una cura incredibile per la composizione, oltre che per le indubbie qualità tecniche dei musicisti, capaci di intrecciare tempi e ritmiche mai troppo scontate e di costruire una traccia articolata e coinvolgente.


Fin dall’inizio abbiamo parlato della coerenza dei Kaledon che con questo “Carnagus (Emperor Of The Darkness)” non fanno che confermare questa caratteristica, rimanendo fedeli a questo filone narrativo e musicale. In un mercato cosi saturo come quello Epic/Heavy/Power, questo lavoro non aggiunge elementi innovativi che facciano gridare al miracolo, ma di fatto rappresenta una delle migliori uscite che hanno deliziato i miei padiglioni auricolari negli ultimi anni, e non solo, di qua dalle Alpi!


Poco importa se credete o no ai draghi, ai cavalieri che combattano orde di non morti o alle principesse da salvare, qui c’è tanta ciccia da mettere alla brace, ci sono ragazzi che con i loro strumenti combattono battaglie in mondi incantati, mettendo la loro tecnica strumentale al servizio di un genere che amano profondamente, con risultati veramente incredibili. Se amate questo genere, siete di fronte ad un album da avere nella vostra collezione e, se non lo amate, questa è l’occasione per cominciare a farlo.




TRACKLIST

1. Tenebrae Venture sunt

2. The Beginning Of The Night

3. Eyes Without Life

4. The Evil Witch

5. Dark Reality

6. The Two Bailouts

7. Trapped On The Throne

8. Telepathic Messages

9. Evil Beheaded

10. The End of The Undead



VOTO

9/10


BAND

"The evil witch"

Pubblicata il 23 Aprile 2019

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