JUNKIE DILDOZ - ''Fuck You We Rock''

JUNKIE DILDOZ

"FUCK YOU WE ROCK"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

Cari amici, oggi esamineremo un EP di qualche anno fa, più precisamente del 2012, di una band toscana nata nel 2008 e dedita ad uno Steet/Sleaze Metal assolutamente esplicito ed irriverente: l’EP si intitola “Fuck You We Rock” ed i ragazzacci in questione sono i Junkie Dildoz. Si tratta della seconda release della band, che segue il primo album “Welcome To The Porn Nation”. Oltre ai due dischi, la band ha lanciato anche un paio di singoli, in attesa di un nuovo album, calcando anche palchi importanti insieme a band del calibro di Whitesnake, Hardcore Superstar e Speed Stroke. Da ricordare anche il festival organizzato dai Junkie Dildoz, che prende il nome da questo EP. Oggi la band è formata da Tommy Blazer alla voce, Brian “Heavy” Ancillotti alla batteria, Davide Puliti al chitarra e cori e Daniele Petri a basso e cori, ma al tempo del disco la sezione delle corde era ben diversa e vedeva Phil Snakebite alla chitarra e Eric Sandiego al basso.

 

Passiamo alla musica con il primo dei cinque brani, la title track “Fuck You We Rock”: la strada ci viene aperta da un bel giro di basso, prima dell’ingresso in scena di chitarra, batteria e dell’urlo di Tommy, il cui graffiato dona quel tocco in più. Non si assistono a momenti di pausa in questo brano, trascinante in ogni suo aspetto. A metà canzone parte il lungo solo di chitarra che porta all’ultimo ritornello e al nuovo urlo del singer, che chiude come ha cominciato. Il secondo brano è “I’m A Gun”: stavolta ad accoglierci troviamo basso e batteria, con la chitarra che entra quasi subito in scena. Già attorno al primo minuto troviamo un primo solo di chitarra, decisamente Rock’n’Roll, anche se il brano tende a essere percepito leggermente meno carico del precedente, ma non per questo meno trascinante. Cosa da non trascurare, si possono sentire parole piuttosto esplicite che anche chi non mastica l’inglese potrà capire alla perfezione. La chiusura è affidata alle sirene della polizia che aprono anche l’ultimo inedito “If I Have Enough Time”, dalle sonorità decisamente più serie rispetto ai precedenti. Si può percepire un’atmosfera quasi ansiosa. I cori nel ritornello vengono usati nel modo giusto, anche se non risultano perfettamente intonati. Un brano che stacca decisamente, donando un briciolo di varietà in più al lavoro della band. Ora arrivano gli ultimi due brani, nuove versioni di canzoni inserite nel primo album: la prima è “You Wring My Heart Apart”, con la chitarra che inizia dolcemente, così come il cantato, con l’essenziale profondità donata dal basso. Questa ballad è stata appesantita un po’ nelle sonorità, non perdendo però la sua vena malinconica. Il solo di chitarra qui parte quando le altre canzoni sono già in chiusura, contribuendo ad aumentare la dose di adrenalina in un lungo ed incalzante finale. Chiudiamo con “Sometimes She Dies”: basso protagonista solitario dei primi secondi, prima di un ingresso cadenzato del resto dello strumentale. Meno trascinante dei brani precedenti, questo brano può però vantare il miglior inserimento dei cori di tutto l’EP, che risultano ben centrati ed intonati e, di conseguenza, meno invadenti. La batteria si concede qualche variazione di ritmica in più nella seconda metà, prima del finale con cambio di tonalità.

 

Se c’è una qualità che alla band non manca di certo è il carisma, che traspare soprattutto nella figura del cantante e che in sede live si percepisce in maniera molto più accentuata. I brani non sono lunghi, il che non guasta, e non si possono udire grosse pecche, a parte un paio di cori rivedibili. I Junkie Dildoz hanno sicuramente ancora molto da dire e noi rimaniamo in attesa di un nuovo album.

 

 

 

 

VOTO

8,5/10

 

Pubblicata il 24 Agosto 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati