INSANIA.11 - ''Di Sangue E Di Luce''

INSANIA.11

"DI SANGUE E DI LUCE"

A cura di Robin Bagnolati

Potendo osservare il digipack di “Di Sangue E Di Luce”, primo EP dei lombardi Insania.11, non si direbbe che si tratta di un album interamente autoprodotto. Avete capito bene, la band ha curato ogni minimo dettaglio di questa release, uscita nel gennaio 2017 in edizione limitata di 200 copie dopo l’uscita digitale del settembre 2016. Gli Insania.11 sono uno studio-project nato nel 2008 dalle ceneri degli Insania, scioltisi 11 anni prima. Dopo un primo tentativo di ricreare la storica formazione a tre, sul finire del 2014 il batterista Sigfrido lascia la band, non dopo aver contribuito alla stesura della maggior parte della sezione ritmica, registrata in MIDI. La band ora è formata da Samaang (voce e chitarra) ed Ethrum (chitarra) e il loro EP altro non è che un concept album: una storia cruda ed intensa che però potrebbe essere sintetizzata nel classico “chi troppo vuole, nulla stringe”.

 

Passiamo ora alla musica con “Uroboros”: suoni spettrali aprono le danze, facendo venire qualche brivido. Quando si entra nel vivo del brano è chiaro il genere della proposta: un metal a cavallo tra Thrash e Death piuttosto tecnico. La sezione ritmica è assolutamente degna di nota, mai banale o scontata, mentre il cantato in growl non convince troppo, perché, nonostante quella che appare come una buona impostazione, il testo in italiano molto spesso non è comprensibile e lo si capisce solamente con il testo davanti, testo nel quale il protagonista arriva all’automutilazione per arrivare allo stato di pura luce. Le chitarre svolgono egregiamente il loro lavoro, facendo letteralmente volare il tempo. La seconda traccia è “Metamorfosi”: niente introduzione, ma direttamente le chitarre ci trascinano nel vivo. Il cantato questa volta è più comprensibile e viene sorretto da un muro sonoro in continuo mutamento. Poco oltre la metà del brano la voce passa ad una specie di clean parlato per qualche secondo, prima di lasciare spazio ad un momento strumentale formato da una ripetizione di tre riff distinti da parte delle chitarre e della ritmica, talmente diversi da riuscire a coesistere senza creare fastidiose dissonanze. Eccoci quindi al giro di boa con “Nosferat (Aspettando l’Alba)”: dopo aver tentato di sterminare l’umanità a seguito della sua trasformazione, il protagonista del concept viene catturato, crocefisso ed eviscerato. Non gli resta che attendere l’alba senza poterla vedere, visto che i corvi gli hanno tolto gli occhi. Immagini crude e dirette, proprio come la musica degli Insania11. La prima parte del brano ci si presenta quasi Prog, senza sfuriate strumentali. Ben presto la “batteria” alzerà il ritmo, ritornando successivamente al punto di partenza. Brano davvero particolare, per il quale bisogna prepararsi con la mente aperta e sgombra da altri pensieri, in modo da poterlo assimilare al meglio. Un mattone che colpisce lo stomaco e si insinua nella carne e non ne esce più. Per la serie “la terra dà sempre buoni frutti” ecco che con la quarta canzone entrano in scena gli immancabili zombie, rivitalizzati dal sangue e dalla luce del protagonista. “I Morti” ci regala un muro sonoro sin dalle prime note. Il riff delle chitarre tende a risultare un po’ ripetitivo, variando leggermente metrica o accordo di tanto in tanto. Ancora una volta la sezione ritmica si dimostra un elemento assolutamente principale, dando al brano quella carica estrema che le sei corde in questo caso non riescono a creare a pieno. Il cantato di tanto in tanto abbandona il growl puro, aumentando il dinamismo del brano. Il brano conclusivo, nonché il più lungo del disco, è “B nAural (I Figli Del Quinto Sole)”, che apparentemente potrebbe sembrare fuori contesto, parlando di sacrifici umani sulla falsariga di quelli dei Maya. Questa volta ad accoglierci sono prima dei suoni elettronici, seguiti da una delle due chitarre molto poco distorta. Ancora una volta lo strumentale è tutt’altro che prevedibile nella metrica e nella melodia. La lunghezza di questo brano (sfiora i nove minuti) consente alla band di inserire anche un paio di brevi momenti di pseudo tranquillità e di melodia.

 

Una vera sorpresa questo “Di Sangue E Di Luce”: gli Insania.11 hanno interamente autoprodotto questo EP confezionando davvero un ottimo lavoro. Concept azzeccato, una proposta musicale non banale e registrata assolutamente bene. Solo la sezione ritmica risulta fredda, ma il fattore MIDI non aiuta affatto. Degno di nota anche l’artwork e la grafica di tutto il digipack, creato con grande cura dei dettagli. Un album di valore, che non annoia e che fa letteralmente volare i suoi quasi trenta minuti di durata. La band sta già lavorando ad un nuovo album: è lecito aspettarsi un grande disco!

 

 

 

 

TRACKLIST

1. Uroboros

2. Metamorfosi

3. Nosferat (Aspettando l'Alba)

4. I Morti

5. B nAural (I Figli Del Quinto Sole)

 

 

 

VOTO

9/10

 

Pubblicata il 19 Ottobre 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati