HYPOGEUM - ''Mávros Vomós''

HYPOGEUM

"MÁVROS VOMÓS"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

Agalloch, Alcest, Woods Of Desolation, Ne Obliviscaris, Luigi Pirandello, Gabriele D’Annunzio… Nomi a caso? Assolutamente no: queste band e questi scrittori sono solamente alcune delle fonti d’ispirazione del polistrumentista e cantante bellunese Emiliano Bez, deus ex machina del progetto Hypogeum. Il progetto nasce negli ultimi mesi del 2016 con l'obiettivo di proporre un Post Black Metal con influenze che spaziano dal Drone/Drone Doom Metal, Noise Drone Metal, Atmospheric Black Metal, musica Dark Ambient, Musica Sperimentale/Prog e Jazz. Hypogeum è una one-man band, ma si avvale delle importanti collaborazioni di Mattia Fistarol (Dite), al cantato clean, e di Dario Scussel (X-filia) che ha co-arrangiato le ritmiche. L’EP d’esordio si intitola “Mávros Vomós” e uscirà ai primi di Ottobre 2017 inizialmente solo in formato digitale.

 

Ma ora passiamo alla musica con l’opener “Prelude Of An Insane Real Story”: suoni lontani e distorti arrivano da lontano, aumentando gradualmente d’intensità. La chitarra si inserisce con una melodia lenta e frammentata, interrotta da voci registrate attraverso un telefono a dir poco inquietanti. Dopo le voci inizia la ritmica, lenta e sporadica, mentre la chitarra riesce a dare un seguito uniforme alla melodia precedente. Ascoltando questo strumentale si esce dal tempo, ritrovandosi a fine brano chiedendosi se veramente sono passati oltre tre minuti. Il secondo brano è “Ashes”, il primo dei due cantati: melodia di chitarra quasi solare, positiva, con una seconda chitarra suonata come un mandolino. Poco prima del minuto tutto cambia, con una ritmica spinta ad alta velocità e uno scream aggressivo. Bello osservare l’importanza rivestita dal basso in questo brano. Il cantato clean ci arriva in doppia voce, dando un senso di etereo al momento. “Endlessflight” è il brano più lungo dell’EP ed il secondo cantato: introduzione a cavallo tra Ambient e Atmospheric Black, dove uno scroscio di pioggia interrompe la dolce melodia. Il cantato è ancora convincente, mentre lo strumentale è meno incalzante rispetto al brano precedente. Le influenze Prog/Jazz si fanno sentire eccome, così come la chitarra spagnoleggiante (a chi li conosce verranno sicuramente in mente gli australiani Kallidad). Il pezzo che con ti aspetti in un album come questo. Forse solamente il finale “stona”, risultando allungato un po’ troppo. “A Funeral For The Humanity” chiude l’EP: uno strumentale di meno di due minuti con una lenta melodia di chitarra e dalla ritmica assente, il tutto contornato da effetti sonori elettronici. Un brano che chiude in cerchio aperto con l’opener.

 

Con la sua campagna di promozione Emiliano Bez ha creato un alone di mistero attorno al nascente progetto Hypogeum, cosa che ha fatto nascere una certa curiosità. L’attesa, però, non è stata vana: l’EP scorre senza intoppi e trasporta l’ascoltatore in un universo senza tempo, dove tre minuti sembrano passare in pochi secondi, con la prima traccia, e dove mancano totalmente punti di riferimento (“Endlessflight”). Se questa è la partenza non resta che aspettare il resto del tragitto.

 

 

 

 

TRACKLIST

1. Prelude Of An Insane Real Story

2. Ashes

3. Endlessflight

4. A Funeral For The Humanity

 

 

 

 

VOTO

9/10

 

Pubblicata il 19 Settembre 2017

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by Robin Bagnolati