HYPERSONIC

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"EXISTENTIA"

A cura di Andrea Veronesi

Uscito il 13 maggio 2016, per Revalve Records, "Existentia" è il secondo album all'attivo per gli italiani Hypersonic. La band vede alle chitarre Emanuele Gangemi, al basso Francesco Caruso, al piano e tastiere Dario Caruso, alla batteria e voce maschile Salvo Grasso e alla voce Alessia Rapisarda. Diversi gli ospiti che compiono all'interno del lavoro: Michele Luppi ( Secret Sphere, Whitesnake, ex-Vision Divine, Killing Touch), Tommy Reinxeed Johansson (Reinxeed,Golden Ressurrection), Jo Lombardo (Metatrone, Ancestral), Roberta Pappalardo (Black Rose), Don Davide Bruno (Metatrone), Stefano Calvagno (Metatrone), Dino Fiorenza (Metatrone). Partiamo dallo splendido artwork di copertina, ad opera di Massimiliano Mendolia (Cloud Construction Design) che ritrae un’eterea donna, inpersonificazione dell’esistenza di ognuno di noi: tra le mani tiene due sfere, nella destra un globo di luce intorno al quale volano delle colombe, nella sinistra invece regge un globo scuro sul quale volano dei corvi, luce ed oscurità, bene e male, vita e morte. Comunque si interpreti l’opera, sono tutti aspetti che fanno parte dell’esistenza dell’uomo e dell’universo, descritti nei 70 minuti di questo concept.

 

Gli Hypersonic propongono un Power metal sinfonico di spessore, immediatamente riconoscibile fin dall’intro strumentale che apre la strada all’opener “The First Sound of Life (Principium)”, il primo suono della vita quello del soffio da cui tutto comincia: il pezzo mette subito in evidenza le capacità compositive dei nostri, ritmica potente, tastiere sempre presenti, ma non invadenti. Ottima la linea del basso e il cantato di Alessia Rapisarda ad aggiungere quell’aspetto melodico che sarà il tratto distintivo dell’intero lavoro: il risultato è notevole. Si prosegue con “The eyes of the wolf” che, pur mantenendo gli inserti sinfonici, è costruita su una struttura più vicina al power classico: pezzo sicuramente più diretto dove compaiono i primi due ospiti Stefano Calvagno e un Michele Luppi, come sempre in gran spolvero, che offre una prova magnifica. La traccia successiva ci fa capire che ci troviamo di fronte ad un lavoro con uno standard qualitativo molto alto: “As an Angel” ci trasporta nella dimensione evanescente degli angeli, con un riff potente di chitarra e il cantato melodico. Lo stile denota influenze vicine ai Nightwish, ma probabilmente anche ai Kamelot; tutta la band offre una gran prova delle proprie capacità esecutive. Introdotta dall’onnipresente tastiera parte “Blind Sins”: a duettare con Alessia Rapisarda questa volta è Jo Lombardo ed ancora una volta la formula del dialogo tra voce maschile e femminile risulta vincente. Encomiabile il lavoro dietro le pelli di Salvo Grasso: una garanzia. Quasi ad illustrare l’immagine di copertina di questo “Existentia”, in “Living in The Light” descrivono la luce del globo sostenuto nella mano destra della figura femminile, quella ricerca continua di una guida che spesso si traduce nella presenza di Dio, ribadendo la propria origine di Christian Metal Band, quella corrente di cui si fecero portavoce gente del calibro dei redivivi Stryper per intenderci! Anche in questo caso partecipano come ospiti Dino Fiorenza e Tommy Reinxeed Johansson. Il brano appoggia su una convincente sezione ritmica, verso la metà un intramezzo progressive e spazio a un duello di assoli tra basso, tastiera e chitarra, che potrei definire in un solo modo: spettacolare! Una dolce melodia di pianoforte ci prepara alla ballad “Embrace Me”, dove troviamo come ospite Roberta Pappalardo: qui si parla della forza e della potenza dell’amore, un brano dolce e melodico, intriso di phatos come si addice al tema trattato, linee vocali calde e maestose. Eccoci al giro di boa con “Love is Pain (Heartbroken)”, dove l’attacco più cattivo e deciso cambia un pò le coordinate, ma subito le consuete linee vocali melodiche ripristinano l’atmosfera. L’ospite di turno è Don Davide Bruno, autore della parte in growl che dà una nota aggressiva e decisa al pezzo, che racconta le sofferenze derivanti dall’amore. Con la successiva “God’s Justice” si rende omaggio alla figura dell’angelo custode, che ci accompagna dalla nascita fino alla morte: il brano molto potente, sostenuto da una batteria martellante, che crea un piacevole tappeto sul quale si appoggia tutta la composizione, mettendo in risalto, come se ancora ce ne fosse bisogno, la capacità vocale di Alessia Rapisarda. In “Life’n Death” ritorna il growl potente di Don Davide Bruno e il filo conduttore è il rapporto tra vita e morte, come lascia intendere l’intro: dopo un incidente tragico un paziente incontra la morte, ma grazie al percorso che affronterà e all’aiuto di un angelo riuscirà a tornare alla vita. Botta e risposta dei vocalist all’interno del brano. “Pilgrim’s Path” costituisce un intermezzo: di fatto, come già espresso dal titolo, è il cammino del pellegrino descritto dai nostri attraverso una preghiera in latino, recitata durante il percorso. Ci avviciniamo al gran finale con “Prayer in the Dark”, dalla quale è tratto anche un video ufficiale, sicuramente una delle tracce che meglio rappresentano le qualità degli Hypersonic, un episodio che non sfigurerebbe di certo di fianco a qualche brano dei già citati Nightwish: un mid tempo efficace e diretto, con un ritornello fatto per essere cantato dal vivo. Nella parte centrale spazio a un momento strumentale che introduce una parte narrata per poi andare a riprendere il tema musicale iniziale: ottimo lavoro. Ed eccoci giunti alla suite finale, “The Meaning of… (….Existence)”: l’intro di una chitarra acustica suonata intorno al crepitio del fuoco ci avvia alla ciliegina sulla torta, in quest’ultimo brano convergono tutte le influenze power, prog e sinfoniche della band, messe insieme sapientemente con grandissima precisione. Una prova strumentale veramente encomiabile, ottime orchestrazioni e una menzione particolare per le parti di Salvo Grasso alla batteria: tecnica, precisione e fantasia!

 

Se si decide di realizzare un album della durata di 70 minuti si sceglie di andare incontro a grandi rischi, perché diventa difficile riuscire a catturare e mantenere l’attenzione dell’ascoltatore per un tempo cosi lungo. I siciliani Hypersonic, però, hanno deciso di farlo, mettendosi in gioco con un lavoro complesso fatto di solide composizioni, di una perizia tecnica notevole, ed avvalendosi di collaborazioni importanti, mescolando tante influenze e confezionando di fatto un opera che splende di luce propria e che cambia pelle ad ogni nuovo ascolto, offrendo una prospettiva sempre nuova. Questo lavoro rispecchia con fierezza le caratteristiche del power marcato Italia, contraddistinto da un’ottima preparazione musicale, grandi capacità compositive e tanta melodia che di fatto è parte comune della nostra tradizione; allo stesso tempo però, siamo di fronte ad una band che avrà modo di togliersi tante soddisfazioni all’estero, grazie anche ad un ottimo lavoro di produzione: dalla splendida copertina, fino ad arrivare all’ultima nota di chiusura, quest’album entra di prepotenza nella vostra….. “Existentia”!

 

 

 

 

 

VOTO

8,5/10

 

Pubblicata il 14 Aprile 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

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