HUGINN

HUGINN

"THE MILLENIUM END"

A cura di Robin Bagnolati

Come si suol dire, il Metal non muore mai. Perché inizio così? Ve lo spiego subito. Sto per parlarvi di un progetto nato nel 1993 a Novara da un’idea di M., per poter esprimere la sua anima e i suoi sentimenti. Il solo project prende il nome di Huginn (già dal nome possiamo capire l’ispirazione nordica dei testi) e, con questo moniker, rilascia quattro demo in musicassetta e un album su CD-R. Tutte le registrazioni del progetto sono sold out da anni e non se ne vedranno di nuove, perché nel 2000 M. dirotta le sue energie in un nuovo progetto (Skoll), relegando Huginn al rischio dell’oblio. Ma non tutto è perduto, infatti il 16 Novembre 2016 tornerà a vedere la luce la demo “The Millenium End”, l’ultimo tape del 1999, grazie a Masked Dead Records, che lo ripubblicherà nella versione must della label, ovvero mini-cd in sole 25 copie numerate a mano.

 

Ma passiamo al disco partendo dall’artwork, un’immagine in bianco e nero dove un corvo in una foresta nordica, sovrastata da logo e titolo scritti in rosso acceso. La demo inizia con “Awaiting For The Dawn”: ci accoglie il suono di un temporale, prima che la musica di M. si sviluppi. Le chitarre suonano lente, la batteria tiene un ritmo più mosso., mentre l’urlo iniziale (stile Heidevolk, per interderci) lascia il posto al growl. L’atmosfera è piacevolmente cupa e il brano non segue la stessa rotta fino alla fine, subendo un piccolo intervallo che favorisce il non scadere nel monotono. Passiamo a “Spirit Of The Tumulus” e il suono di strumenti ad arco che si accordano ci coglie di sorpresa. Sorpresa che aumenta quando entra in scena il vero Black Metal, con una musica in grado di scuotere il corpo e un growl in grado di far nascere incubi. Per essere una demo la registrazione è buona e non fa sfigurare la canzone, che senza grossi cambiamenti giunge scorrevole fino alla conclusione. La terza canzone risponde al suggestivo titolo di “Alone (With My Spirit)” e torna la pioggia ad accoglierci mentre la chitarra in doppia voce ci regala un effetto molto particolare. Sembra quasi di sentire una voce femminile in lontananza prima del vero sviluppo della canzone, dove le chitarre si distorcono e il ritmo aumenta. Uno stacco a metà canzone (intro esclusa) spacca il brano rendendolo più dinamico. Davvero bello il finale, con una vera cavalcata fino agli ultimi secondi. “Dreaming Emotions” ci porta alla conclusione: stavolta ci accoglie un incendio, uccelli in lontananza aprono le danze del muro sonoro della canzone. Qui il Pagan Black si mostra in tutta la sua forza, con la chitarra che crea una melodia altalenante e un basso che finalmente si rende leggermente più udibile. Non manca il momento lento dopo la metà del brano, che poi vira verso una ritmica che ricorda vagamente la musica da circo. Verso fine brano possiamo avvertire distintamente il suono di due spade che si scontrano e che continuano fino a chiudere la demo.

 

Per essere solo una demo “The Millenium End” gode già di una discreta qualità di registrazione: chitarre, voce ed effetti vari sono a puntino, mentre il basso a volte si perde nella cassa di una drum machine, la cui vera natura spesso risulta troppo evidente. Parlando invece della proposta musicale, il Pagan Black di Huginn è ricco di sfumature e mai monotono, anche grazie agli stacchi inseriti nei momenti più opportuni da M. durante le canzoni. Purtroppo questo progetto è nato e morto nel più puro underground senza arrivare alla visibilità che meritava e che ora Masked Dead Records prova a donargli.

 

 

 

 

VOTO

8/10

 

Pubblicata il 13 Novembre 2016

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

robin.reviews@hotmail.com