HERJAN - ''Nightfall Of Humanity'' + intervista (Steel on Fire - Metal Webzine)

HERJAN

"NIGHTFALL OF HUMANITY"

A cura di Igor Gazza,

revisione di Giulia Fordiani

Herjan «capo delle schiere», epiteto attribuito ad Odino, è il nome altisonante di questa band Torinese formata da tre soli membri ma che con tecnica, perizia e passione danno luogo ad un'opera Black Metal davvero sconvolgente.

 

Plague: batteria;

Flagellyon: chitarra e voce;

Nigredum: basso.

 

Il gruppo piemontese nel 2015 ha rilasciato un EP dal titolo "Astral Gates Of Eternity" disponibile in 49 esemplari, (in realtà sono 50 ma uno è mio, quindi…). Gli Herjan nel 2017 rilasciano il loro primo full lenght dal titolo "Nightfall Of Humanity" per Vacula Production, etichetta ucraina molto attenta ai talenti musicali nostrani.

 

Il disco in recensione è composto da otto brani per una durata complessiva di circa 50 minuti, curiosi?

Ancestral Pact Of Blood” - Oscuro e sulfureo l'inizio dell'album, come un nero temporale che avanza, la chitarra inizia la sua lenta esplosione, la batteria è piena, carica e corposa, la voce è uno scream astioso ma la velocità non è esagerata, pare più un lento divenire, muta col passare dei secondi. Si alternano tratti più melodici e "rallentati" ad altri furiosi dove il muro del suono creato dal combo torinese diventa invalicabile.

Lord Of Misanthropy” - Violenta e molto impattante la seconda traccia, la batteria è un martello pneumatico, la chitarra fende e dilania i padiglioni auricolari, cattiva ma non scontata, con passaggi di batteria decisamente interessanti che muovono il pezzo, la chitarra ed il basso lavorano all'unisono per offrire all'ascoltatore il miglior spettacolo possibile. Un pezzo relativamente corto per gli standard dell'album ma oserei dire molto intenso.

Through The Realm Of Eternal Ascension” - Un arpeggio di basso seguito da un riff evocativo apre il terzo brano dell'opera, poi in totale aderenza con lo stile Black Metal parte la batteria che picchia sempre duro e la chitarra spara rasoiate. Sebbene sia un pezzo inquadrato sotto certi schemi mantiene una parte di melodicità soprattutto nel ritornello, il ritmo è davvero incalzante e sul finire entusiasma, capisci perché ami il Black Metal. Su una narrazione supportata da un noise di chitarra il pezzo si conclude.

Anti-Human” - Il quarto brano parte con delle sonorità Dark Ambient, per esplodere poi come una deflagrazione. La traccia fino qui è violenta ed iperveloce fino ad un rallentamento sui due minuti. Qui nessuno si riposa, e si riparte: la giostra Herjan non risparmia nessuno, la batteria è una mitragliatrice ma con tonalità complessivamente più pesanti, ed ecco ai quattro minuti il pezzo riprende le sue fattezze Dark Ambient.

The Dawn Of The Black Eagle” - Si parte a bomba, qui gli strumenti suonano diversi, meno a rotta di collo più calibrati, infatti la chitarra è meno caustica ed a tratti più morbida, mentre la batteria, sebbene suoni pesante e veloce, ha suoni più rotondi ed avvolgenti. Un brano comunque più rilassato dei suoi predecessori con molti spazi strumentali, il ritornello risulta molto azzeccato e si ascolta con grande interesse. Qui il combo torinese si cimenta con qualcosa di diverso forse meno diretto e malvagio ma si esprime in modo davvero esemplare.

Contemplating The Infinity” - Un nero fruscio ci accoglie allo scoccare del sesto pezzo, la batteria è marziale, il ritmo è molto sinusoidale, alti e bassi, che si susseguono, come un serpente che si insinua nelle orecchie dell’ascoltarore, anche qui molti stacchi strumentali al fulmicotone, mentre le parti cantate sono più "tranquille", lo scream non è estremo e nonostante il pezzo duri qualcosa più di sei minuti passa in un attimo, le cose belle finiscono subito.

Blitzkrieg” - Penultimo capitolo dell'opera, il ritmo è devastante, gli Herjan schiacciano sull'acceleratore, forse questo è il brano più old Black Metal dell'intero album. A due minuti e venti secondi, abbiamo anche un bell'assolo di chitarra che spacca letteralmente in due il pezzo, che poi riparte con un veleno ed una rabbia davvero non comune, il cantato è feroce ed aggredisce, la pietà è morta.

Disciples Of Stars” - Ultima e più lunga traccia dell'album, infatti si superano "allegramente" i nove minuti. La medesima parte con un passaggio Dark Ambient che poi sfocia in un fiume d'odio musicale, nonostante, si stia parlando di freddo Black Metal trasuda di nera passione, si riescono a scorgere le linee di basso che cementano il pezzo. In questo vero e proprio assalto all'arma bianca vi sono dei riff ipnotici che rimangono nella testa, e si fa davvero fatica a non apprezzarli e soprattutto a non richiamarli nei momenti di silenzio, un epilogo maestoso.

 

Che dire, ormai è risaputo, sono un fan della musica fatta bene, non mi piacciono le cose rabberciate, e devo ammettere che questo album mi ha dato veramente molto, in termini di ascolto e vibrazioni. Gli Herjan sono un'ottima espressione del Black Metal nostrano, è innegabile che certe sonorità risentano delle influenze scandinave, ma questi ragazzi torinesi le hanno manipolate ed adattate rendendole più fresche e meno obsolete. La produzione è davvero ben fatta, ma un appunto mio malgrado lo devo fare. Probabilmente in sede di produzione è stato lasciato troppo stacco tra una traccia e l'altra, quasi un colpo d'accetta, che distoglie momentaneamente l'ascoltatore dal continuum atmosferico creato dalla band. Insomma, se siete degli amanti del Black Metal consiglio caldamente l'acquisto del disco in recensione, perché dà tante soddisfazioni, e se vi affacciate solo adesso al mondo del metallo nero, questo è un ottimo punto di partenza.

 

 

 

TRACKLIST

1. Ancestral Pact Of Blood

2. Lord Of Misanthropy

3. Through The Realm Of Eternal Ascension

4. Anti-Human

5. The Dawn Of The Black Eagle

6. Contemplating The Infinity

7. Blitzkrieg

8. Disciples Of Stars

 

 

 

VOTO

8/10

 

"Disciples Of Stars"

IL TEAM INTERVISTA GLI HERJAN

 

 

Ciao ragazzi, per cominciare ci presentate la band?

Gli Herjan nascono a Torino nell'autunno del 2011 dall'incontro tra Plague (batteria) e Azoth (basso) con il chitarrista e successivamente anche vocal Flagellyon (già membro degli Schwarz Pest). La Band, una volta decisi le influenze e lo stile compositivo da intraprendere, si mette subito al lavoro per la composizione delle proprie tracce. Dal 2013 inizia anche l'attività live con un riscontro sempre positivo da parte del pubblico e condividendo il palco con nomi come Imago Mortis, Mortifera, The True Endless, Adversam, Black Flame, Stigmhate, Cadaveria, Enisum e Kult. All'inizio del 2015 cominciano le registrazioni del primo Demo e per motivi personali Azoth decide di lasciare la Band; il basso viene registrato da Flagellyon. Nell’ottobre dello stesso anno viene rilasciato indipendentemente “Astral Gates Of Eternity” e Nigredum si unisce al gruppo nel ruolo di bassista inizialmente come session per i live e successivamente come membro fisso. Gli Herjan possono così dedicarsi alla composizione delle tracce che andranno a comporre il primo Full-Lenght; le registrazioni iniziano nel Febbraio del 2017 nei Magma Studio di Torino e a fine anno viene rilasciato “Nightfall Of Humanity” sotto l'etichetta ucraina Vacula Productions in collaborazione con Narcoleptica Productions.

 

Come mai vi siete gettati nel suonare il vostro genere? Qual è il messaggio che volete trasmettere?

Il Black Metal non è un genere musicale che si sceglie di suonare piuttosto che un altro; se vogliamo è il Black Metal stesso, attraverso il fascino che esercita con le sue atmosfere oscure e violente ad averci scelto. Come si può evincere dai nostri testi, nel nostro caso è il mezzo per esternare al mondo esterno attraverso la musica tutto l'odio e il disagio nei confronti di una società e di un'umanità sporche e moralmente povere. Al tempo stesso è la ricerca di una dimensione più pura e profonda, lontana da questa, in cui rifugiarsi spiritualmente. Pertanto non abbiamo né messaggi da trasmettere né suggerimenti su ciò in cui credere o come affrontare la vita; semplicemente facciamo musica per noi stessi e per il benessere ed il piacere che ci dà suonare.

 

Quali sono le vostre principali influenze?

Come si può percepire dall’ascolto dei nostri pezzi, anche se abbiamo cercato di creare un nostro sound caratteristico, è evidente una forte influenza scandinava e soprattutto delle scene norvegesi e finlandesi, in particolar modo ci siamo lasciati influenzare da band come Behexen, Horna, Gorgoroth, Immortal e in maniera minore da Marduk e Satanic Warmaster.

 

Quali argomenti trattano i vostri testi? A cosa vi ispirate per scriverli?

Gli argomenti trattati nelle nostre canzoni sono vari, le tematiche principali riguardano la Misantropia, l’odio verso la razza umana, la guerra e la morte (sia da un punto di vista profondo e spirituale che come pena inflitta). Altri temi trattati, se pur per il momento in minor parte, sono l’oscurità, l’occultismo, l’esoterismo e la mitologia, tutti come aspetti introspettivi e mezzi di distacco e di evoluzione dell'individuo nei confronti della società. Tutti questi elementi, sono spesso racchiusi nei nostri testi in maniera più o meno esplicita mediante metafore o allegorie, come a voler inviare un messaggio che è davanti agli occhi di tutti ma che pochi hanno la capacità di comprendere. I testi vengono scritti da Flagellyon e sono ispirati dalla vita di tutti i giorni, dal ripudio per l’umanità e per la società e dalle materie di ricerca di una dimensione più pura e profonda, lontana da questa, in cui rifugiarsi spiritualmente.

 

Come nascono i vostri artwork?

L'idea di base dei nostri artwork è quella di cercare di rappresentare il significato dell'opera con una o più immagini. Per quanto riguarda “Astral Gates Of Eternity” abbiamo optato per delle fotografie, realizzate in un bunker militare abbandonato, che abbiamo abbinato alle tracce in funzione delle tematiche trattate e alla copertina come riassunto del titolo e del concept del Demo. Invece per quanto riguarda “Nightfall Of Humanity” abbiamo preferito un'unica immagine, realizzata da un grafico, che riassumesse il titolo dell'Album e quindi il suo concept di fondo del percorso della razza umana verso la propria estinzione e dell'oscurità eterna.

 

Per quale motivo una persona si potrebbe avvicinare alla vostra musica e per quale motivo dovrebbe acquistare il vostro disco?

Come già detto in precedenza facciamo musica per noi stessi e quindi senza alcun compromesso allo scopo di piacere alla gente, anche se è innegabile che fa piacere suscitare interesse e avere un riscontro positivo. Un motivo per cui qualcuno potrebbe avvicinarsi alla nostra musica e volesse acquistare il nostro disco, aldilà della passione per il genere, potrebbe essere perchè si rispecchi nelle atmosfere e nelle sonorità da noi proposte; il nostro ultimo lavoro è comunque un Album molto vario costituito da tracce ben distinte tra loro e ognuna con una propria identità.

 

Che consiglio dareste a una band che comincia a suonare? Quale invece ad una che si appresta ad incidere il primo album?

L'unico consiglio che si può dare ad una Band che comincia a suonare è quello di dedicarsi al progetto con serietà e professionalità dando innanzitutto precedenza all'aspetto compositivo piuttosto che ad altri secondari su cui lavorare successivamente e cercando di essere il più coerenti possibile con quello che è il messaggio che si vuole trasmettere. Per quanto riguarda l'incisione di un Album, i metodi di lavoro sono molteplici e chi può dare consigli veramente utili è lo studio presso cui ci si rivolge; molto importante è la scelta di quello giusto, evitando gente inesperta o improvvisata, e arrivare molto preparati alle registrazioni avendo le idee ben chiare su quello che deve essere il risultato finale e per non rimanerne delusi.

 

Cosa ne pensate della scena Rock/Metal italiana?

Prendiamo in considerazione il panorama Black Metal, e in particolar modo quello underground, che è quello che viviamo e che abbiamo modo di conoscere meglio. In Italia abbiamo sempre avuto moltissime Band valide ed interessanti molto apprezzate anche al di fuori dai nostri confini e dove non hanno nulla di che invidiare a quelle locali; nonostante ciò però non si è mai riusciti a creare un vero e proprio movimento con una propria identità nazionale come invece è accaduto per altri paesi europei. Spesso si sente parlare di “scena” quando sappiamo bene che in Italia tutto ciò non esiste, ci sono tante crew di Band che collaborano tra di loro (soprattutto quando ci sono membri in comune) ma nulla di più; individualismo, opportunismo e invidie stroncano sul nascere una scena underground che potrebbe dare molto di più. Oramai musicisti e pubblico si sono imborghesiti, il Black Metal è diventato un genere musicale come un altro che si ascolta solo nei bei locali in cui è sempre più difficile per le Band emergenti trovare la possibilità di esibirsi e dove l’interesse nei loro riguardi e davvero minimo. Forse il motivo di tutto questo è da ricercare proprio nelle nostre radici culturali che, aldilà della musica, condanna il nostro paese anche a livello sociale e politico.

 

Secondo voi qual è la giusta politica per poter dare risalto alle realtà italiane nella maniera più giusta possibile?

In Italia il grosso problema per le Band è quello di trovare locali disposti a farle suonare e che riconoscano un cachet necessario a coprire le spese di viaggio; ciò le incentiverebbe a muoversi molto di più e quindi a mettersi maggiormente in mostra. Chiaramente bisogna mettersi anche nei panni dei locali che hanno sempre più a che fare con un pubblico pigro e con i costi di gestione che in questo paese sono proibitivi; ma fortunatamente qualcuno, soprattutto gestito da gente mossa dalla passione o da musicisti che sanno come va trattata una Band, c’è ancora.

 

Quale lato dell'attività promozionale trovate più importante oggigiorno?

Premesso che non abbiamo una gran attitudine commerciale, riteniamo che per una Band emergente e in ambito underground un aspetto molto importante dell’attività promozionale, aldilà degli strumenti messi a disposizione della rete, sia l’esibizione live soprattutto lontano dalla propria città; ciò dà l’opportunità di portare la propria musica in vari luoghi e di fronte ad un pubblico più vasto, avendo così anche un miglior riscontro dell’interesse e del gradimento suscitati.

 

Cosa ne pensate del crowdfunding? Potrebbe diventare un nuovo metodo di sostentamento per una band?

Siamo assolutamente contrari a questo metodo di guadagno che porta le Band ad elemosinare soldi ai fan per finanziare produzioni discografiche e riprese video in grande stile, nonché date a pagamento con gruppi mainstream. Le Band dovrebbero occuparsi di far buona musica e di imparare a gestirsi e a muoversi secondo le proprie disponibilità economiche cercando di trarre un guadagno dal frutto del proprio lavoro (tramite CD, esibizioni live, merch vario, ecc). Ciò che può avere un senso è proporre il proprio lavoro a etichette e case discografiche che potrebbero investire su di esso qualora sia valido ed interessante.

 

Per concludere, volete lasciare un saluto per i vostri fans attuali e futuri?

Innanzitutto vorremmo salutare e ringraziare Steel on Fire per il suo interesse nei nostri confronti e per averci dato la possibilità di esprimerci; così come chi già ci conosce e chi invece si avvicinerà alla nostra musica per la prima volta impiegando un po’ del proprio tempo leggendo questa intervista.

 

Pubblicata il 8 Maggio 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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