HAEGEN - ''Immortal Lands''

HAEGEN

"IMMORTAL LANDS"

A cura di Sara&Blondie

 

Gli Haegen sono un gruppo Folk Metal nata ad Osimo, in provincia di Ancona (Marche), formatasi con il cantante Leonardo Lasca, il chitarrista Samuele Secchiaroli, il bassista Nicola Scalzotto, il tastierista Eugenio Cammoranesi e il batterista Tommaso Sacco. Le tematiche riguardano il panorama europeo, ancor meglio quelle italiane e soprattutto quelle delle loro zone. La loro musica è aggressiva, un Metal fortemente intrecciato con le melodie del folk. Fu 2 anni dopo la loro formazione, nel 2014, che fecero il primo demo intitolato “Haegen”, con Arianna Biondini al flauto, ma sostituita l’anno consecutivo da Federico Padovano che rimase nella band e tutt’ora ne fa parte. Sempre nell’anno del nuovo flautista, il 2015, pubblicarono il loro primo EP intitolato “Tales From Nowhere”, con ottimi riscontri. Nel 2016 ci furono due cambiamenti di componenti: ad inizio anno Pablo Guarachi prese il posto al basso di Nicola, a metà dell’anno fu sostituito nuovamente da Nicholas Gubinelli con cui registrarono il loro primo full-lenght “Immortal Lands”, di cui parleremo presto. Importante ricordare, in questi anni, la vittoria dell’Amneris Music Contest non solo come miglior gruppo musicale ma anche come miglior batterista (Tommaso)! Interessante è sapere che oltre a questi loro successi hanno anche suonato con band talentuose come Diabula Rasa, Furor Gallico, Kanseil ed altre ancora, oltre ad arrivare tra i finalisti del contest del Montelago Celtic Night.

 

Ora ritorniamo ad “Immortal Lands” di cui era stato accennato poco fa, disco che presenta 11 tracce.

Iniziamo con “Stray Dog”, che inizia subito facendo sentire il Folk della band con le melodie e degli ululati con cui riprendono l’animale del titolo. La voce del cantante è graffiante, il ritmo è veloce e incalzante, ti fa venir voglia di ballare e saltare, ogni strumento ha un compito importante nella canzone e ognuno è in armonia con l’altro creando un’ottima musicalità, quasi festosa.

Seguiamo con “Legends”, dal ritmo baldanzoso. Cantato in italiano e non in inglese come altre canzoni in questo album: la lingua in questione non è oggetto di disturbo nella vocalità, poiché Leonardo la padroneggia bene onorando la musica italiana di questo genere.

La terza canzone è “Gioie Portuali”, che parte direttamente con l’attacco della voce in contemporanea con gli strumenti, il ritmo è veloce e gioioso (come appunto dice il titolo), pieno di scenari marittimi con navi militari e donne.

Dopo di ché troviamo “Fighting In The River”, Combattendo Nel Fiume: le chitarre elettriche rompono il ghiaccio con una sonorità Metal, per poi aggiungere il Folk con l’avvio della voce e degli altri strumenti. Si sente la potenza della batteria e l’importanza del flauto che evidenzia il loro stile. Molto bello l’assolo della chitarra che, pur mantenendo lo stile Metal pare comunque quieto, per poi con gli altri strumenti aumentare il loro valore, si sente il cantante in sottofondo col growl, e finisce pian piano abbassando il volume.

Le tracce successive si intitolano “Incubo” e “Gran Galà”, dove si sente fin da subito il folk metal cantato in italiano

Troviamo in seguito la canzone “The Princess And The Barbarians”: la voce graffiante segue il ritmo degli strumenti, ritmo potente a tratti più forte, altre volte più baldanzoso, con alcuni momenti di quasi suspense e non sai se ricomincerà con la parte ballata oppure con la parte più provocante.

Bazar” ritmo più baldanzoso del solito, senza abbandonare il Metal che si fa sentire in altri momenti della canzone. Il flauto è quasi importante quanto la voce, se non si vuole cantare a ritmo si può fischiettare, il divertimento è identico! La sonorità è gioiosa e fa venir voglia di danzare.

Seguiamo con “The Tale”, con una maggior importanza della componente Folk, la voce graffiante accompagna la musica che travolge l’ascoltatore, una parte di piano e flauto seguita dalla batteria per poi riprendere col ritmo iniziale con una maggior importanza al flauto che segue le chitarre

Penultima traccia è “Terre Immortali”, da cui prende il nome l’album. Questa, a differenza di altre loro canzoni cantate in inglese, è cantata in italiano senza stonare col genere, anzi dà un tocco in più, ricorda le guerre passate che da secoli hanno calpestato il nostro paese nel litigarsi i terreni, arricchito il tutto con scenari di soldati, cantato con parole poetiche senza far mancare la voce “grossolana” di Leonardo.

Concludiamo con “My Favourite Tabacco”: inizia con la chitarra elettrica facendo ricordare bene la loro essenza Metal. Il loro stile comunque permane nell’unione di Folk e Metal senza che uno dei due generi schiacci l’altro.

 

In fine un’occhiata generale per questa band. Come già detto durante la descrizione delle canzoni, riescono ad unire Metal e Folk senza che un genere schiacci l’altro, gli strumenti danno un ritmo baldanzoso e incalzante che non può non prendere il pubblico e la voce ha un timbro graffiante, a volte in growl e canta sia in inglese che in italiano, ma quando la lingua è quella italiana non stona, anzi dà un tocco di qualità in più, e non è da tutti.

 

 

 

TRACKLIST

1. Stray Dog

2. Legends

3.Gioie Portuali

4. Fighting In The River

5. Incubo

6. Gran Galà

7. The Princess And The Barbarians

8. Bazar

9. The Tale

10. Terre Immortali

11. My Favourite Tabacco

 

 

 

VOTO

8,5/10

 

"Incubo"

Pubblicata il 28 Dicembre 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

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