GOREPEST

GOREPEST

"THE AEON OF HORUS"

A cura di Matteo Antonelli

Schietto e rude: al sound della one-man band genovese Gorepest non piace gonfiarsi di tetra aria atmosferica: vuole imporsi, esser diretto. Questo fattore è importante per il sound della band, poiché ne crea la personalità, insieme agli elementi più strettamente musicali: parti soliste di chitarre, riffing melodici e corposi, sensazioni pescate direttamente dalla vecchia scuola Death/Black metal.

 

Il disco mischia ed alterna tracce più Black e meno Death (l’incisiva “Winterspell Rites”, la melodica e solenne “Autopsy Of A God” e la pesante “Summoning The Throne Of Self”) ed altre che ne sono il viceversa (“Torn The Cross In The Blood”, la thrasheggiante ”To Grind Priests”), creando sempre un chiaro impasto fra Black, Death ed influenze Thrash teutoniche (come si sente chiaramente in “Crucifucked” ed in “Enduring The Eternal Molestation Of Posers”). Di pregevole fattura il riffing, sempre energico e potente, i bei soli e certe linee vocali, che danno il giusto feeling ai brani; piuttosto scarsi invece i suoni: poco dinamismo, molto povero di spazio, una batteria che sembra un drum machine.

 

Talentuoso, ispirato, volenteroso ma anche acerbo: nonostante il disco suoni bene si rimane comunque in zona mediocre-buona, probabilmente anche a causa di una parte compositiva da scremare ed arricchire in altro modo. Nessun dubbio però sulla potenzialità di Gorepest, siamo certi che il tempo farà fermentare bene le idee e le capacità di questo progetto italiano.

 

 

 

 

VOTO

6,5/10

 

Pubblicata il 30 Luglio 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati