GAME ZERO - ''Rise''

GAME ZERO

"RISE"

A cura di Andrea Veronesi

Formatisi nel 2013, i capitolini Game Zero scelgono questo nome ispirandosi ad un gioco d’azzardo diffuso in Germania e noto come “Zero Spiel”. Nel giro di pochi giorni i nostri compongono quattro brani che entreranno successivamente a far parte del debut album “Rise” uscito nel 2015 per Agoge Records. Nello stesso periodo vengono contattati dalla produzione del film d’animazione “East End” di Giuseppe Schillaci per la realizzazione della canzone principale dell’opera, oltre che per l’intera colonna sonora: il risultato è “The City With No Ends”, che rappresenta il primo singolo e l’opener track dell’album che ci apprestiamo ad analizzare. La band è composta da Mark Wright alla chitarra ritmica e voce, Alex Incubus (ex Theatres Des Vampires) alla chitarra solista, Domino al basso e Dave J (Utopia ed ex Dragonhammer) alla batteria. Il genere proposto è un hard rock melodico, con forti influenze grunge per quanto riguarda la composizione e la scelta dei suoni.

 

Una volta fatte le presentazioni , bando ai convenevoli e addentriamoci subito nel lavoro che abbiamo sottomano. Si apre con “The City With No Ends”, mid tempo di tre minuti e mezzo, diretto, compatto e potente che delinea subito i tratti caratteristici del sound dei Game Zero: strutture lineari e semplici, ma di ottimo gusto. Con “It’s Over” si prosegue senza fronzoli nella stessa direzione: in questa traccia, cosi come nella successiva “Now”, emergono prepotenti influenze grunge, sia per la struttura compositiva che per la scelta dei suoni. Arriviamo a “Fallen”, imperniata su un tappeto melodico imbastito dalle chitarre. Verso la sua parte centrale un breve stacco lento ci introduce al finale in crescendo. La successiva “Don’t Follow Me” è sicuramente uno dei momenti caldi di questo album, pezzo dal sicuro impatto dirompente in sede live: ottimo lavoro, ripartito equamente tra i musicisti con menzione particolare per tutta la sezione ritmica veramente esplosiva. Nella parte introduttiva di “Time is Broken (Rise)”, troviamo subito un refrain, infatti ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad un pezzo degli Smashing Pumpkins con una linea vocale alla James Hetfield: pezzo potente e abbastanza articolato. Proseguiamo con “Lions and Lambs”, tornando in linea con la parte iniziale dell’album, piacevole ma senza particolari squilli di tromba. “Purple” alterna parti pulite al distorto, il cantato ben si sposa con le sonorità tipicamente grunge. Verso la metà del brano spazio alla chitarra solista e finale. Passiamo alla successiva “In Your Shoes”, che potrebbe essere utilizzata come colonna sonora di qualche film degli anni ’90, molto orecchiabile e allo stesso tempo secca e potente quanto basta. Con “Unbreakable” ci accostiamo ad un altro degli episodi meglio riusciti dell’intero lavoro: certo siamo sempre negli stessi territori, ma il risultato è molto convincente. La sorpresa arriva sul finale con “Look At You”, un pezzo praticamente tra lo speed e il punk, che sicuramente si stacca nettamente da quanto sentito fino a questo punto. La chiusura è affidata ad “Escape”, composta con un accurata scelta dei suoni, molto progressivi nella parte iniziale, esplode rabbiosa nella parte centrale e termina in dissolvenza.

 

Il magnifico artwork di copertina ritrae un Uccello di Fuoco che potrebbe essere la Fenice, creatura mitologica nota per avere il potere di rinascere dalle proprie ceneri, analogamente “Rise” ha il merito di prendere generi diversi, miscelarli e farli rinascere con un gusto personale e moderno.

 

L’album è costituito da una struttura sempre diretta, fatta di brani brevi (mediamente di tre minuti) semplici, melodici e facilmente assimilabili. Questa scelta ha due risvolti: il primo è quello di non perdersi in funambolismi tecnici a volte stucchevoli ed inutili, in modo da privilegiare la composizione e nel caso dei Game Zero la melodia che è uno dei loro tratti distintivi. Il secondo, e più pericoloso, è il rischio di annoiare l’ascoltatore che ha l’impressione di trovarsi di fronte a pezzi molto simili tra loro. E’ innegabile che la tipologia di sound proposto possa ricadere in entrambe le casistiche, ma la mia impressione è che seppur immediato questo “Rise” acquisti sempre più punti ascoltandolo più volte. Onestamente non riesco neanche a dirvi il perché! L’opener “The City With No Ends” insieme a “Don’t Follow Me” sono due perle di questo album e badate bene, sono sicuro che questo lavoro potrà generare pareri contrastanti, ma sono altrettanto certo che i Game Zero, con un album come questo, in sede live faranno esattamente come la Fenice ritratta in copertina: Fuoco e Fiamme!

 

 

 

 

VOTO

7/10

 

Pubblicata il 03 Agosto 2017

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

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