FROM THE DUST RETURNED - ''Homecoming'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

FROM THE DUST RETURNED

"HOMECOMING"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

Alex De Angelis (voce e chitarra), Marco Del Bufalo (voce), Miki Leandro Nini (basso), Danilo Petrelli (tastiere) e Cristiano Ruggiero (batteria): questa è la lineup dei From The Dust Returned, band capitolina dedita ad un Metal in grado di spaziare tra influenze Heavy, Progressive e psichedeliche. Nati nel 2015, hanno pubblicato il loro EP di debutto “Homecoming” nel 2017, autoprodotto e pubblicato da Sliptrick Records. Le sei canzoni che compongono l’EP parlano di problemi insiti nella natura umana, da una patologia come la schizofrenia alla “semplice paura d’amare”.

 

Harlequeen” – Suoni cupi, note lunghe che si intrecciano ad intervalli con altre corte e ripetute. Si inizia ad entrare nel vivo dopo oltre un minuto e mezzo con la chitarra acustica che apre al vero e proprio strumentale. Il cantato si sviluppa sulla dualità tra il clean di Alex e il growl di Marco. C’è un qualcosa di teatrale in questo brano, con tanto di spunti settantiani. Assolutamente azzeccato il solo di tastiera prima dei sei minuti. Pezzo da ascoltare… E riascoltare… E riascoltare ancora per farlo proprio a pieno, ma alla fine ne vale la pena.

Homecoming” – Intermezzo strumentale di un minuto e mezzo, diviso in due parti: la prima assolutamente inquietante, la seconda dal gusto molto Prog Rock.

Echoes Of Faces”– Anche questo brano non tradisce quanto sentito in precedenza, cioè una certa propensione a sonorità tendenti all’horror. Bella, a seguire, la contrapposizione tra uno strumentale “leggero” e il growl. Dopo i due minuti si cambia di nuovo atmosfera, con richiami mediorientali. Ad un certo punto viene da chiedersi se si sta ancora ascoltando una band attuale o una band come Le Orme. Continui cambi di ritmo e di atmosfera: alla fine non capirete se ne siete estasiati o spaesati.

Glare” – Introduzione soft e… Ancora una volta sulle onde dell’inquietudine. Il brano rappresenta un vero e proprio balzo indietro nel tempo: sonorità Prog anni ’60 - ’70 che si uniscono ad un cantato effettato che ricorda vagamente lo stile di David Bowie. Solo nella seconda parte si torna a rendersi conto di essere ancora nel 2017 (2018 per chi legge). Il cantato è interamente clean, giusto per aumentare questo effetto di straniamento temporale.

Wipe Away The Rain” – L’introduzione la lascio scoprire a voi, perchè la magia va gustata in prima persona. Lo ammetto: mi son chiesto se avevo sbagliato disco e invece dei FTDR stessi ascoltando i Deep Purple… Il growl mi ha dato la risposta che cercavo! Uno sballottamento continuo, un brano da non perdere assolutamente!

Sleepless” - Cinquantatre secondi… Brano davvero strano, un finale che lascia perplessi…

 

In che anni siamo?! Questa è la domanda che dovrebbe uscire spontanea alla fine dell’ascolto di questo EP. Sonorità moderne che si fondono a quelle del migliore Prog Rock d’annata, in tutto unito ad un dualismo vocale assolutamente pregevole. L’album si presenta come un lavoro intensamente teatrale e ciò contribuisce all’aumentare della curiosità riguardo ai loro live. Ora la band sta lavorando al nuovo album: se “Homecoming” è il biglietto da visita c’è da aspettarsi un prodotto di grande qualità.

 

 

 

TRACKLIST

1. Harlequeen

2. Homecoming

3. Echoes Of Faces

4. Glare

5. WipeAway The Rain

6. Sleepless

 

 

 

VOTO

9/10

 

"Harlequeen"

Pubblicata il 13 Maggio 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati