FRAMHEIM

FRAMHEIM

"POLAR BLACK METAL I"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

I Framheim sono un duo laziale che si autodefinisce Polar Black Metal. Nati nel 2016, prendono il nome dall’accampamento del navigatore norvegese Amundsen al Polo Sud e la loro musica vuole rievocare le sensazioni che quelle lande desolate e sconfinale provocano, nonché tutte le tribolazioni che vive chi si stabilisce in quelle zone. Il duo, composto da Heliogabalus alla voce e da F. agli strumenti ha pubblicato il 15 Giugno 2017, per Xenoglossy Productions, “Polar Black Metal I”, una demo di due tracce accompagnata da un artwork semplice ma evocativo: una foto dell’Antrtic Plateau, il luogo più freddo del mondo. Nei piani della band, questa è solo la prima pubblicazione di una serie di dieci demo sullo stesso tema.

 

La prima delle due canzoni è “Lu Fredd”, con un testo scritto in abruzzere da Stilgar (Veia, Batrakos): il rumore del vento antartico ci apre la strada ad uno strumentale da Black Metal tendente all’Atmospheric. La registrazione degli strumenti risulta molto ovattata ma si più percepire comunque una base discreta, cosa che non ci è possibile fare col cantato, che risulta registrato basso e ovattato rendendo il growl letteralmente incomprensibile. Un Black atmosferico che purtroppo sfocia nella monotonia.

 

Il secondo brano è “San Giuseppe Due”, che racconta la prima spedizione italiana al Polo Sud: qui siamo in un Black Metal più accentuato che purtroppo, a fronte di uno strumentale accettabile, risente del cantato registrato ancora in modo da renderlo incomprensibile e, paradossalmente, quasi un elemento di disturbo. Altra cosa che non aiuta sta nel fatto che lo strumentale passi dall’influenza Atmospheric ad una serie di note in fila quasi vuote. Nonostante un ultimo tentativo di alzare i toni, il brano si trascina lentamente al finale.

 

Che dire, l’ispirazione dei Framheim è buona, perché i Poli non sono un tema molto sfruttato, però dal punto di vista compositivo e di registrazione c’è ancora molta strada da fare. Suoni ovattati e non centrati a dovere e momenti di noia affossano questo lavoro. Mi auguro che la band possa riuscire a completare il proprio progetto, ma prima di pubblicare il secondo capitolo dovrà lavorare sodo.

 

 

 

 

VOTO

5/10

 

Pubblicata il 25 Luglio 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

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by Robin Bagnolati