FENICE NERA - ''Maiestas Domini'' (Steel on Fire - Metal Webzine)
TITOLO

A cura di Igor Gazza

Oggi, caro lettore, si parla di arte: chi conosce Fearbringer? Alzate le manine! Bravi!! Fearbringer è un artista parmense che ha dato i natali a numerosi progetti incentrati su sonorità epic black metal, spiritualism black metal fino al black metal classico. Possiamo annoverare: Fearbringer, Armata di Carona, Tungus-ka, Misericordia, Cittadella, Comunità Fenice Nera e Presagio. Nei suoi lavori si trovano musicati miti e leggende della sua terra ma anche alcune storie medievali italiane e non come ad esempio i recenti avvenimenti in terra d'Abruzzo (vedi terremoto a L'Aquila) con il live album cd + dvd "Iuvetur Mortuus non Lacrymis Sed Precibus, Supplicationibus et Eleemosynis".


Detto questo, il maestro Fearbringer ha condensato ed alchimizzato tutte queste sue creature musicali, tutte facenti parti del suo essere in un'unica grande entità dal nome altisonante: Fenice Nera.


Ho avuto la fortuna, perché di questo si tratta, di recensire questo disco su supporto fisico e aprendo il pacchetto ho avuto una bella sorpresa: il disco si presenta in una custodia DVD, al cui interno troviamo un booklet con i testi, un cartoncino nero con il sigillo di ceralacca con il simbolo di Fearbringer e naturalmente il cd, e devo ammettere che tutto il contesto è molto sfizioso. La cura dei dettagli è ancora una volta vincente e rende ogni disco un pezzo unico, infatti le prime 200 copie in pre-ordine saranno fatte in questo modo, le prossime chissà... Quindi ragazzi, chi lo vuole si dia una mossa.


L'opera in recensione ha una durata approssimativa di 37 intensi minuti suddivisa in otto capitoli, mentre l'ultima traccia è una bonus di un pezzo originariamente uscito nel 2002 nell'EP dei Fearbringer noto come "promo 2002" e successivamente nel loro live album "The Nuns Raping Night" uscito nel 2003.


Lo so, come al solito mi dilungo troppo nell' introduzione… Caro lettore, sveglia! Adesso ti racconto il disco pezzo per pezzo come mio solito.


"I see the Light" - Il primo capitolo dell'opera è essenzialmente un intro, la partenza è dimessa, fatta di sinth ed una litania che ripete le parole del titolo ma sul finire con l'inserimento degli strumenti quali chitarra e batteria si aprono i cancelli della seconda traccia.

"Saturn Stone" - Il "come on" iniziale è davvero fighissimo, chitarra e batteria sono sparati a mille nel nome del black metal più ferino, il cantato è uno scream non esasperato, si riesce a capire il senso di ciò che viene proposto, ma gran parte del brano viene eseguito con un cantato in clean molto particolare e soprattutto molto teatrale che esalta la qualità compositiva ed il fluire del pezzo.

"I chose the past" - L'inizio è molto hard rock come del resto tutto il trend del brano. La voce è grave e ben amalgamata con il cantato pulito, il pezzo risulta molto melodico, soprattutto il ritornello e i sinth che ne ottimizzano la resa. Ottimo l'assolo di chitarra a circa due minuti, sostanzialmente non si può fare a meno che seguire il ritmo ed ancorarsi nel cervello il sapore di questo brano.

"Regnabo, Regno, Regnavi, Sum sine Regno" - Secondo pezzo assolutamente strumentale, a me ricorda la melodia del film "La Storia Infinita". Fearbringer, se ho detto una cazzata abbi pietà di me!!! A parte tutto, questo quarto brano mi piace molto in quanto trovo evocativi ed intriganti i primi minuti, dove è presente solo il sinth poi chitarra, basso e batteria a riprendere le stesse melodie... Una traccia che funziona per tagliare simbolicamente in due l'album.

"Captatio Benevolentiae" - Si riprende con i sinth che aprono alla chitarra ed alla batteria, il cantato è molto sostenuto a ripetere "I fell in my Heart in the silence through my Mind" mentre il corpo del testo viene cantato in growl e soprattutto in italiano, il che lo rende molto interessante nonostante, lo sai caro lettore, io non abbia una predilezione per il cantato nella nostra madre lingua ma qua il risultato è davvero buono, il brano è evocativo, epico e pieno di carisma.

"Arcadia" - Di questa sesta traccia è stato fatto un bellissimo video visibile sul tubo: vallo a vedere che non te ne penti! La qualità artistica degli attori e la location in cui è stato girato il video lo rendono una vera e propria chicca nel marasma a cui siamo abituati ora. Il brano in sé mi mette i brividi, ha una tale dose di intensità e passionalità che non può passare inosservata. Si vede che qui l'artista ha dato il massimo, mai un growl, mai uno scream, il cantato è sempre pulito e sul finire, come un fulmine a ciel sereno un assolo di chitarra che lascia senza fiato. Unico dubbio che mi rimane è la batteria che in alcuni tratti risulta un po’ mitraglietta... Fearbringer, abbi nuovamente pietà di me!Uno di quei pezzi che non riesco a smettere di sentire e di canticchiare tra me e me "Listening to eloquent and iced Sky... Listening to the silent Sea", il ritornello del pezzo... Tra un po' mi pigliano per matto!

"Maiestas Domini" - La chitarra apre il settimo brano, questo parte in modo sfuggevole per diventare poi potente e diretto con un cantato death-metal style, il sound è cattivo quanto basta per scrollare la polvere dalle casse dello stereo ed alterna parti quasi meditative dove la voce è pulita e i ritmi sono decisamente più rilassati. Un brano doppiafaccia che rappresenta in toto la copertina del disco di cui porta il nome.

"Splendor Solis" - con questo ultimo pezzo strumentale in teoria il disco dovrebbe arrivare alla conclusione, un pezzo che sebbene sia molto corto ha in sé una maestosità ed una ricercatezza incredibile, lo scorrere nostalgico dei minuti lo porta a finire con un battito d'ali della Fenice Nera ormai risorta.


"Fearbringer - Guerra (2017 Studio version)" - Questo è un regalo che Fearbringer ha consegnato ai suoi fans, un brano in perfetto stile black metal classico con delle vampate folk, un pezzo epico e cazzuto. Il cantato è fatto in parte in inglese ed in parte in italiano, batteria rotonda e corposa, chitarre taglienti e precise, senza dimenticare una buona dose di melodia ad amalgamare il tutto. Qui si vede la genialità dell’autore, che mettendo un brano come questo "obbliga" l'ascoltatore a saggiarne l'evoluzione da Fearbringer a Fenice Nera.


Mi domando spesso quando troverò un gruppo che mi sorprenda cosi tanto da farmi saltare dalla sedia, beh, questa volta sono caduto! Ho ascoltato tanta musica estrema e tanta ne ascolterò ancora; molte volte ho detto "figo sto disco" ma mai e dico mai sono riuscito a trovare un'interconnessione così profonda con un album come con questo "Maiestas Domini". Le melodie rimangono in testa, il suono lo senti vero potente e preciso, intenso e passionale. Ormaiai assistiamo ed ascoltiamo band che hanno produzioni mostruose, si avvalgono della filarmonica di Londra per fare un disco death-metal o symphonic porno core (ho consciamente estremizzato), ma il suono, il vero suono, quello dell'anima dov'è??? Non lasciano nulla e passano... E passano vuoti e finti.


Io sono per la musica che mi affascina, la musica che mi sorprende, sono per le vibrazioni, per le emozioni che un disco mi trasmette. Odio profondamente tutto ciò che è asettico ed impersonale, amo profondamente tutto quello che suona carne e sangue e si connette al mio spirito, tant'è vero che la commistione tra sonorità estreme e sonorità un po' retrò presenti in questo album mi fanno dire: "Salute a te Fenice Nera, benvenuta nel mio mondo".




TRACKLIST

1. I see the Light

2. Saturn Stone

3. I chose the past

4. Regnabo, Regno, Regnavi, Sum sine Regno

5. Captatio Benevolentiae

6. Arcadia

7. Maiestas Domini

8. Splendor Solis

9. Fearbringer - Guerra (2017 Studio version)




VOTO

9,5/10


BAND

"Arcadia"

Pubblicata il 4 Aprile 2019

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