EVILIZERS - ''Center Of The Grave'' + intervista (Steel on Fire - Metal Webzine)

EVILIZERS

"CENTER OF THE GRAVE"

A cura di Igor Gazza,

revisione di Giulia Fordiani

Avete presente la sensazione di abbracciare un vecchio amico, una di quelle persone che nonostante tutte le vostre peripezie ed i vostri capricci, vi sta ad aspettare sorniona, con la ferma consapevolezza che tornerete da lui, che vi accoglierà a braccia aperte? Questo è l'Heavy Metal classico. Non importa se vi siete venduti anima e cuore al Black Metal più feroce, al Crust o al Grindcore più sanguinario, ma da lui tornerete e ne godrete perchè da lui discendono tutte ma proprio tutte le sonorità alle quali siamo abituati e che amiamo.

 

Gli Evilizers sono una band piemontese che poggia le proprie basi musicali su un roccioso Heavy Metal classico, con qualche aggiustamento del caso. Essi hanno dato alla luce il loro primo album "Center Of The Grave", un bel dischetto formato da nove tracce per una durata di 35 minuti circa.

 

La band è composta da:

Fabio Attacco: voce;

Fabio Novarese: chitarra elettrica ed acustica;

Davide Ruffa: chitarra elettrica;

Alessio Scoccati: basso;

Giulio Murgia: batteria e tastiere.

 

Dopo aver dato qualche curiosità e fatto le presentazioni di rito andiamo a ascoltare e a cristallizzare il full-lenght in recensione.

 

Machinery Of Evil” - Nulla da segnalare, solo rumore di macchinari in movimento poi un tuono.

Evilizers” - Un'apertura potente in perfetto Classic Metal, la voce è roca, ruvida, coadiuvata da cori, la melodicità è tutto. La batteria batte poderosa mente le chitarre sono fiammeggianti fino a sfociare in bel assolo di chitarra che sottolinea la caratura tecnica della band.

Final Goal” - Batteria e riffone di chitarra e si parte, anche qui la melodicità la fa da padrone, andamento veloce e senza troppi fronzoli. Davvero divertenti i tanti assoli proposti in questo pezzo che lo rendono per nulla banale e ne movimentano la trama.

Metal Is Undead” - Carichissima e devastante, molto Slayer style, ma con connotati più melodici, la batteria batte come un’ossessa mentre le chitarre sono serrate: un brano di sicuro impatto nel quale anche la voce diventa più roca e graffiante. Una traccia che rimane nella testa soprattutto nel finale quando il titolo viene cantato più volte e ripetuto come un mantra.

Center Of The Grave” - L'intro di basso è sempre di buon auspicio, infatti il brano inizia lento e doommeggiante, e prosegue con il suo andamento cupo e potente, fino ai due minuti e quarantadue quando la velocità aumenta leggermente ed il cantato si erge in tutta la sua potenza. Diciamo che questo cambio stilistico nel disco è a mio avviso un colpo davvero ben assestato nella movimentazione generale dell'opera.

The End Is Near” - L'arpeggio di chitarra apre il sesto e più lungo capitolo dell'opera: un mood sognate, a rafforzare l'aura romantica del pezzo un violino, struggente, che lascia il passo ad una chitarra imperiosa coadiuvata da una batteria che spara pallettoni. Il ritornello è giustamente melodico come si conviene ad un disco come questo, il solo di chitarra sui quattro minuti è come un'esplosione di potenza e rabbia. Il finale è a dir poco esuberante.

Break Up” - La grinta e la passione sono il sinonimo di questo brano, il muro sonoro prodotto dagli Evilizers è davvero tanta roba. Il ritornello è molto Thrash Metal, ma non mancano gli sprazzi melodici che alleggerisco in parte il tessuto monolitico di questa settima traccia

Death Of The Sun” - Penultima canzone, la più corta: qui ci si avvicina più all'Hard Rock, velocità moderata e sonorità meno ostiche, ma il brano risulta più ruspante e godereccio.

Survival” - Ultima traccia che parte con una schitarrata iniziale, i ritmi sono cadenzati, il che fa molto Epic Metal. Il ritornello è davvero ben riuscito, riesce a permeare la calotta cranica rimanendo fissa nel cervello, un brano che suona con passione ed intensità. Secondo me è il brano migliore dopo "The End Is Near".

 

Caro vecchio Heavy Metal classico quanto ti voglio bene! Questo disco, pur non essendo un capolavoro, si fa ascoltare, non stufa ed arriva alla fine dritto come un fuso. Non ho notato imperfezioni o brani meno riusciti. Anche la produzione è ben curata e ben gestita in ogni sua parte, infatti il disco rende bene sia in cuffia che sulle casse dello stereo donando ottime vibrazioni. Un disco per chi ama il Metal classico e l'Hard Rock.

 

Devo ammettere che questi Evilizers mi hanno davvero stupito facendo un disco molto ascoltabile, decisamente facile da sentire molto ben congegnato, che al suo interno presenta tanti cambi stilistici e tantissime buone idee. Mi voglio godere la loro evoluzione.

 

 

TRACKLIST

1. Machinery Of Evil

2. Evilizers

3. Final Goal

4. Metal Is Undead

5. Center Of The Grave

6. The End Is Near

7. Break Up

8. Death Of The Sun

9. Survival

 

 

 

VOTO

7/10

 

Official Trailer

IL TEAM INTERVISTA GLI EVILIZERS

 

 

Ciao ragazzi, per cominciare ci presentate la band?

Ciao, siamo gli Evilizers e chi vi scrive è Fabio Attacco, il cantante.

 

Come mai vi siete gettati nel suonare il vostro genere? Qual è il messaggio che volete trasmettere?

Nasciamo come tributo ai Judas Priest, dopo qualche anno abbiamo deciso di tributare non solo loro, ma anche il resto dell’Heavy Metal più classico con un disco di inediti che porti avanti la tradizione pur rimanendo attuale come produzione. Il messaggio che vogliamo trasmettere è che si può tributare i propri idoli anche in questa maniera e divertendosi un casino!

 

Come avete scelto il nome?

Volevo una parola facile da ricordare e che ricordasse qualcosa che diciamo nelle nostre canzoni. Ho spulciato un po’ di testi dalla raccolta di vinili, ricordandomi una vecchia intervista di Rob Halford che diceva che se non si trova la parola giusta, si può inventarla su misura (per esempio “paratamize” nel testo di “Hell Patrol”). Mi piaceva molto il nome della canzone “Devilizer” dei Vader, da cui sono arrivato al nostro Evilizers.

 

Quali sono le vostre principali influenze?

Come scritto sopra principalmente i Priest, ma anche Iron Maiden, Black Sabbath, Metallica, Slayer e quel pizzico di Power Metal Teutonico che condisce il tutto.

 

Quali argomenti trattano i vostri testi? A cosa vi ispirate per scriverli?

I nostri testi parlano essenzialmente di sensazioni ed emozioni rapportate a ciò che ci circonda, problemi che vanno affrontati con la “cattiveria” giusta per andare avanti e raggiungere i nostri obiettivi.

 

Come nascono i vostri artwork?

Il nostro logo e la nostra copertina sono opera di Sil “the King of goblins”, ed il resto del libretto è a cura di Valeria Aina, a cui diciamo ancora milioni di grazie per il lavoro impeccabile.

 

Per quale motivo una persona si potrebbe avvicinare alla vostra musica e per quale motivo dovrebbe acquistare il vostro disco?

Siamo senza fronzoli, diretti ed efficaci. È un bel disco, pieno di energia e cattivo al punto giusto. Compratelo per caricarvi di adrenalina e farvi un bel viaggio sulla nostra autostrada di Metallo!

 

Che consiglio dareste a una band che comincia a suonare? Quale invece ad una che si appresta ad incidere il primo album?

Rispetto al passato è più facile trovare una buona scuola ed un buon maestro che può ridurre notevolmente i tempi di apprendimento dello strumento scelto. A chi si appresta ad andare in studio la prima volta consiglio di prepararsi meticolosamente e, soprattutto, di andare con le idee chiare, per evitare di perdere tempo prezioso.

 

Cosa ne pensate della scena Rock/Metal italiana?

Ci sono tante band, tantissime. Si fatica sempre di più a restare uniti per rivalità assurde, guerre tra poveri e mafia a tutti i livelli. Si deve sempre tenere duro e non mollare mai.

 

Secondo voi qual è la giusta politica per poter dare risalto alle realtà italiane nella maniera più giusta possibile?

Sarebbe corretto puntare sulla qualità del suonato, investire su gruppi meritevoli. Spesso si punta sulla disponibilità economica del gruppo, piuttosto che sul “quanta gente mi porti?” e questo esclude dal gioco tante realtà che potrebbero essere vincenti, in cambio di band che si sciolgono appena finiti i soldi.

 

Quale lato dell'attività promozionale trovate più importante oggigiorno?

Siamo nel 2018 e non si può non avere cura dei social che hanno oramai la predominanza. Ovviamente è importante quanto scontato il suonare spesso dal vivo e il meglio possibile.

 

Cosa ne pensate del crowdfunding? Potrebbe diventare un nuovo metodo di sostentamento per una band?

Ogni entrata, in questo periodo di crisi del mercato, è una benedizione. Noi per ora non abbiamo intenzione di affidarci al crowdfunding, ma non abbiamo nulla contro chi ne fa uso.

 

Progetti per il futuro?

Abbiamo una serie di concerti in programma nei prossimi due mesi per promuovere ulteriormente “Center Of The Grave”. A breve gireremo il nostro primo videoclip e ci stiamo organizzando per la realizzazione. Inoltre stiamo già lavorando su alcune idee per il prossimo lavoro in studio. Non stiamo mai fermi!

 

Per concludere, volete lasciare un saluto per i vostri fans attuali e futuri?

Ringraziamo per lo spazio concessoci e salutiamo tutti i nostri fan, ci vediamo al prossimo concerto!!! Stay Evil!!!

 

Pubblicata il 6 Giugno 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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