ENTIRETY - ''Proud'' + Intervista

ENTIRETY

"PROUD"

A cura di Robin Bagnolati

 

Un nuovo ritorno sulle nostre pagine: già altre due volte ho avuto la possibilità di recensire gli Entirety, band dell’estremo Nord-Ovest italiano. A causa (o grazie) dei continui cambiamenti di formazione, il sound della band è sempre stato in continua evoluzione, mantenendo come base di partenza comunque una spiccata componente Black Metal. Oggi facciamo un salto nella loro storia raggiungendo “Proud”, album del 2007, che venne registrato dalla seguente lineup:

 

Luca: voce;

Gualtiero: chitarra;

Andrea: chitarra;

Dave: basso.

 

Proud To Be Entirety” – Entriamo sin da subito nell’oscurità, con un Black carico e veloce. Spesso il testo non è pienamente comprensibile, ma il timbro di Luca è assolutamente perfetto per la musica proposta. Belli gli assoli di chitarra, dal sapore abbastanza rockeggiante, in leggera contrapposizione con il resto del brano.

All Is Burning” – Di nuovo partenza a mille, con un riff di chitarra iniziale accattivante. Bello il botta e risposta tra chitarre e sezione ritmica poco prima del minuto. Un po’ in distanza, certamente, ma si inizia a percepire una specie di leggera influenza Death in questo pezzo.

Eleven Minutes” – L’atmosfera si fa ancora più pesante e il cantante prende la strada, decisamente Black, di staccarsi dalla melodia base creandone una completamente sua. A staccare ancor più nettamente, di nuovo, il solo di chitarra, che rappresenta il momento meno Black del brano.

Daimom” – La batteria apre la strada, la chitarra la percorre subito entrando in scivolata. Meno veloce dei precedenti e dai suoni più pesanti. La novità di questo brano è rappresentato dai brevi inserti di cantato clean, che regalano quel tocco di freschezza alla canzone. Fin’ora questo è sicuramente il brano più vario, con le chitarre che ci trasportano tra Death ed elettronica, grazie agli effetti.

Mohamed Heirdom” – Lunga introduzione atmosferica che prepara la strada alla raffica di note che sta per arrivare. Qui le chitarre su gettano anche in un riff piuttosto insolito per il genere, ma certamente ben eseguito: senza il loro lavoro, questo pezzo rischierebbe di rasentare la monotonia.

J.A.L.G.” – Batteria triggerata per alcuni secondi in aperture, poi la situazione rallenta. Il brano si snoda in diversi momenti, diventando il meno lineare del disco e al contempo uno dei più interessanti. Servono almeno due ascolti per capirne al meglio tutti gli spunti.

Bathed In Dark” – Cambiamo ancora registro, aggiungendo al Black Metal base un sentore di Thrash. Il brano scorre velocissimo, rallentando poco oltre la metà per lasciar spazio ad un particolare solo di chitarra. Il finale, permettetemelo, è da goduria pura. Tre minuti di mazzate alla bocca dello stomaco!

Bitch” - Effetti elettronici, chitarra lenta e “a tratti”… L’atmosfera iniziale è alquanto inquietante, ma non temete, perché basta poco allo strumentale al completo per squarciare lo sfondo e gettare violenza nelle nostre orecchie. L’assolo di chitarra ha un leggero retrogusto arabeggiante. Il brano vero e proprio si conclude al tre minuti e mezzo, lasciando il posto prima a suoni distorti e disarmonici, poi a quelli con cui il brano si era aperto.

 

Che dire? La band di Dave, colui attorno al quale gira la storia degli Entirety, con questo album ha fatto assolutamente centro grazie ad un Black Metal leggermente influenzato da Death e Thrash. Il vero punto di forza in questo album possiamo trovarlo nelle chitarre, con i loro assoli spesso al di fuori dal coro che regalano una veduta più ampia e sensazioni nuove. Da ascoltare.

 

 

 

TRACKLIST

1. Proud To Be Entirety

2. All Is Burning

3. Eleven Minutes

4. Daimom

5. Mohamed Heirdom

6. J.A.L.G.

7. Bathed In Dark

8. Bitch

 

 

 

VOTO

8,5/10

 

"Proud To Be Entirety"

IL TEAM INTERVISTA GLI ENTIRETY

rispondono Dave e Skarn

 

Ciao ragazzi, per cominciare ci presentate la band?

Dave: Ciao e grazie per l'intervista. Ho fondato il gruppo nel lontano 1993. Inizialmente con il nome di Hecatomb con il quale realizzammo un promotape. Poi cambiammo il nome in Entirety. E nel 1995 pubblicammo il primo demotape "Deserts...". Da li in avanti gli Entirety sono andati avanti nonostante i continui cambi di line up. Abbiamo ottenuto grandi soddisfazioni ,suonando live con grandi gruppi come Sadist, Necromass, Mortuary Drape, Handful Of Hate, Opera IX, Horrid, Khephra. Abbiamo pubblicato diversi lavori non ultimo "Eternal Fire" uscito nel 2017 per l'americana Razed Soul Prod.

 

Come mai vi siete gettati nel suonare il vostro genere? Qual è il messaggio che volete trasmettere?

Skarn: "Gettati" e' una parola un po' cosi, non mi piace molto, calcolando che gli Entirety tra un po' compiranno 25 anni e hanno sempre fatto più o meno lo stesso genere. Personalmente non voglio trasmettere nessun messaggio, quello lo fanno i politici o i filosofi, semplicemente esprimo attraverso la musica il mio stato d'animo o le mie fantasie, ognuno poi è libero di interpretarle come crede.

 

Quali sono le vostre principali influenze?

Skarn: Io ascolto prevalentemente Black Metal dagli anni 90 in poi (Burzum, Darkthrone, Mortuary Drape, Marduk, Beherit), Death Metal ma anche Ambient , Dungeon Synth e molto altro, insomma, tutto ciò che può procurarmi emozioni.

Dave: Abbiamo cambiato molte line up e ogni componente del gruppo ha portato diverse personali influenze. Questo ha permesso, che ogni nostro lavoro abbia un suo stile. Per farmi capire, in "In Caelo Omnia Acciderunt" eravamo sicuramente influenzati dal Death-Black svedese, che imperava all'epoca. Mentre il successivo "The Moth Of Hate" era caratterizzato da un suono più grezzo e da uno stile più diretto senza tastiere senza fronzoli molto più vicino al Black Metal. "Proud" ha uno stile tutto suo totalmente diverso da ogni lavoro del gruppo, più Death-oriented e con tanti ospiti della scena metal italiana a darci una mano. Con "Eternal Fire", il disco uscito l'anno scorso, siamo ritornati ad uno stile molto più vicino al Black Metal. Anche se la melodia torna ad avere un ruolo importante. Un vero Trademark degli Entirety.

 

Quali argomenti trattano i vostri testi? A cosa vi ispirate per scriverli?

Skarn: Trattano di oscurità, morte, buio e pazzia e mi ispiro al mondo che ci circonda, ai suoi riti e ricordi di tempi oscuri e antichi. Sono negli Entirety da due anni quindi per gli album passati non posso rispondere.

Dave: come per l'aspetto musicale anche l'aspetto riguardante i testi risente dei vari cambi di lineup. Cioè ogni nostro lavoro ha un concept o più concept differenti. Sebbene "Eternal Fire" non sia animato da un unico concept, si può dire che il tema fondamentale è un metaforico viaggio dell'anima, che attraversa tempi, luoghi oscuri, riti antichi e altre sfaccettature. Le canzoni che fanno chiaramente riferimento a questi argomenti sono la title track "Eternal Fire","Ancient Art" e "Over A White Desert". Tutti i testi di questo lavoro sono stati scritti dal nostro cantante Skarn (qui con me in questa intervista e deus ex machina dei fantastici Paymon e cantante e co-compositore dei magnifici A Repit), e il chitarrista e compositore Vittorio Sabelli VK, il quale, dopo questo lavoro, ha lasciato la band per dedicarsi ai suoi tanti impegni in ambito musicale tra cui il suo progetto "Dawn Of A Dark Age".

 

Come nascono i vostri artwork?

Dave: Dopo aver completato le varie canzoni che compongono un nostro disco, cerchiamo di trovare un aspetto grafico, un'immagine, che rispecchi il concept dell'album. La copertina di "Eternal Fire" ritrae in una bellissima foto del fotografo e amico Nicola Manciavillani l'antico rito dell'uomo cervo praticato tutt'ora ogni anno nel Molise. Di questo meraviglioso rito popolare parla una canzone "Ancient Art" contenuta in questo album. In questa canzone ci si immerge in una natura cupa e selvaggia,in cui al chiarore dei fuochi si ripercorre l'antico rito dell'uomo cervo.

 

Per quale motivo una persona si potrebbe avvicinare alla vostra musica e per quale motivo dovrebbe acquistare il vostro disco?

Skarn: Per farci felici e riempirci le tasche di soldi, ahahah... a parte gli scherzi, Noi ci siamo impegnati e siamo contenti del risultato, ovviamente se l'album viene venduto, ascoltato, apprezzato, tutto ciò ci ripaga degli sforzi fatti. Noi lo abbiamo fatto con passione e cura, supportando le band e acquistando i loro album si può continuare a farle vivere...

 

Che consiglio dareste a una band che comincia a suonare? Quale invece ad una che si appresta ad incidere il primo album?

Skarn: Non sono nessuno per dare un consiglio del genere, posso solo dire di credere in quello che si fa.

Dave: consiglierei di avere sempre un obiettivo in testa e sognare sempre di raggiungerlo. L'obiettivo di registrare il proprio primo lavoro che sia un promo, un demo o un cd. Oppure di prepararsi per il primo live. Questi obiettivi permettono al gruppo di rimanere vivo. Ma soprattutto suonare con passione e rimanere umili.

 

Cosa ne pensate della scena Rock/Metal italiana?

Skarn: Io l'ho sempre vista viva e con tantissime realtà da seguire ma, per favore, non chiamiamo scena una cosa che non esiste (sono abbastanza allergico a quella parola) e che come parola crea soltanto invidie e ipocrisie. Godiamoci le innumerevoli band che ci sono e supportiamole, qualunque genere propongano.

Dave: la scena italiana ha avuto e ha tutt'ora dei grandi gruppi. Soprattutto nell'underground ci sono realtà incredibili, che non hanno nulla da invidiare alle bands straniere.

 

Secondo voi qual è la giusta politica per poter dare risalto alle realtà italiane nella maniera più giusta possibile?

Skarn: Innanzitutto gli italiani stessi (magazine, label, ecc.) dovrebbero guardare più a casa loro: è sempre stato un grosso problema qui, si apprezza sempre di più quello che viene dall'estero e non si considera molto quello che hai sotto agli occhi (o orecchie). Un altro punto importante sono i locali, che tendono a pagare (e anche bene) le cover band mentre chi fa musica originale non viene pagato e talvolta non gli vengono rimborsate nemmeno le spese. Capisco che lo si fa per passione ma se si cambiasse politica sicuramente aumenterebbe la qualità e la vita di una band.

 

Quale lato dell'attività promozionale trovate più importante oggigiorno?

Dave: sicuramente l'aspetto live ha ancora una grande importanza nella promozione di un gruppo. Siamo ritornati on stage il 6 gennaio con una nuova Lineup. Oltre a Skarn sono entrati nel gruppo Marco (chitarrista dei Necroshine), Jon (chitarrista degli Sceletus ed ex di Midriasy, Necroflesh, Figli di Nessuno) e Alessandro (batterista dei Total Death e con tantissimi altri progetti musicali), persone che non smetterò mai di ringraziare per aver aiutato me e Skarn a tenere vivo il nome Entirety. Ora ci stiamo preparando per il concerto che terremo il 9 giugno 2018 a Milano in un festival Black Metal. Dopo 12 anni dall'ultimo live degli Entirety (nel 2006 al Transilvania Live di Milano con Opera IX e The True Endless) secondo me suonare dal vivo è ancora il massimo per promuovere una band e, rispetto a un decennio fa, i social uniti ad una buona attività live possono fare molto per una band. Il problema è che ci sono sempre meno posti per suonare la nostra musica. La cosa che ci può consolare è che questi posti sono pochi ma buoni.

 

Cosa ne pensate del crowdfunding? Potrebbe diventare un nuovo metodo di sostentamento per una band?

Skarn: No Comment.

Dave: sinceramente non mi sono mai interessato al crowdfunding. Non so come funziona. Quindi non posso giudicarlo.

 

Per concludere, volete lasciare un saluto per i vostri fans attuali e futuri?

Skarn: Ringrazio chiunque ci abbia dato una possibilità e anche solo un ascolto, per noi è importante e ringrazio voi per lo spazio che ci avete dedicato. Proud to be Entirety!

Dave: Grazie per il supporto e continuate a seguire i gruppi italiani underground.

 

Pubblicata il 26 Aprile 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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