ENISUM

ENISUM

"ARPITANIAN LANDS"

A cura di Siberian Tiger

Ben ritrovati cari amici con un album dall’atmosfera straordinaria! Stiamo parlando di Arpitanian Lands, rilasciato il 15 novembre 2015, da un progetto Atmospheric Black Metal chiamato Enisum! In realtà il capitano, Lys, preferisce definirlo Arpitanian Black Metal, in quanto le tematiche si focalizzano in particolare sulla sua terra d’origine : L’Arpitania. Questa terra, che comprende un’area circoscritta tra Francia, Svizzera e Italia, viene richiamata anche nel titolo.

Fin dai primi secondi della prima traccia, omonima all’album, siamo trasportati in una dimensione onirica in cui prevale in noi una sorta di calma eterna. Questa sensazione ci viene data grazie alla chitarra di Lys, che ci culla accompagnato dalla bellissima voce divina di Epheliin, dalla batteria (registrata dal batterista Dead Soul), che pur non essendo in primo piano ci fa sembrare il tutto più tangibile, e ultima, ma non per importanza, la tastiera che, pur rimanendo prevalentemente sullo sfondo, contribuisce pienamente a farci immedesimare nella situazione. Quasi a metà brano chitarre distorte e batteria prendono il sopravvento, dalla voce delicata femminile si passa allo scream della voce maschile; eppure, al contrario di ciò che si potrebbe credere, la dimensione che ci avvolge non cade, bensì si trasforma. Tutti i brani di questo album, come il tempo atmosferico sulle montagne, sono in continua trasformazione.

Si riparte nuovamente a gran ritmo con “Alpine Peaks”, con lo scream e le chitarre distorte che ci accompagneranno lungo tutto questo pezzo. Una canzone che più volte raggiunge le caratteristiche del puro Black Metal, attraverso lo scream prepotente di Lys, le chitarre con riff ripetitivi e ritmi elevati, per poi ritornare sempre all’Atmospheric Black. Le tematiche trattate restano invece volutamente invariate.

Ci riporta ad un’atmosfera molto più pacata “Chiusella’s Waters” che presenta un’intro di chitarra, stavolta non distorta, e un ritmo lento che ricorda la prima parte del brano “Arpitanian Lands”. Anche la voce di Epheliin ricompare nuovamente in questo brano, un punto di forza della canzone che contribuisce a regalarci intense emozioni.

Dalle acque del Chiusella, un torrente piemontese, si passa allo spirito della montagna. Chitarre distorte ci introducono lentamente questa traccia, “Mountain’s Spirit”, anche se ben presto acquistano importanza il basso di Leynir e la batteria che penetrano in noi coinvolgendoci sempre più in questa dimensione.

Si arriva dunque a un pezzo decisamente più tendente al Black Metal : “Rociamlon”. Di questa canzone colpisce il testo, che descrive la montagna come un punto fondamentale di riferimento per l’uomo. Gli Enisum tendono a portare alla luce valori che man mano si vanno perdendo, e lo fanno con testi brevi ma davvero incisivi, che subito catturano l’attenzione: testi che a volte assomigliano a brevi invocazioni alla natura.

Il sesto brano del full-lenght si intitola invece “Fauna Soul’s”, un brano in continuo evolvere tra pezzi più delicati ad altri più “estremi”.

Attraverso un finale sfumato della canzone precedente, caratteristica costante di questo album, ci ritroviamo con “The Place Where You Died”, un brano decisamente più malinconico rispetto ai precedenti, come già si può intuire anche dal titolo. Un pezzo davvero ben organizzato nelle sue parti, che con molta armonia passa da un’influenza all’altra. Vincente l’idea di utilizzare la voce pulita maschile in alcune parti più tendenti al Black, un contrasto che cattura immediatamente l’attenzione.

Si prosegue poi con “Desperate Soul”, il brano più breve dell’album, un pezzo più che altro di transizione, che scivola via velocemente, quasi inosservato rispetto ad altri brani.

Siamo alla fine della corsa quando ci viene presentato “Sunset On My Path”. Gli Enisum non smettono di sorprenderci: è davvero un finale col botto!

Un pezzo che davvero colpisce, che ti rimane dentro fin dai primi secondi, e non potrai fare a meno di canticchiarne il ritornello, accompagnando idealmente la cantante.

Arpitanian Lands è un album che mantiene una sua coerenza, con brani dalle caratteristiche molto simili tra loro. Anche il finale di ogni canzone, sempre sfumato, può sembrare a primo avviso una mancanza di varietà ma in realtà, grazie a questo espediente, si riesce a non far crollare quella atmosfera particolare creata fin dai primi minuti. Un grande punto a favore di questo progetto è sicuramente il forte potere coinvolgente che si è creato attraverso la musica, obbiettivo che non è così immediato da raggiungere.

È un full-lenght che sicuramente lascia la sua impronta nel genere oltre che negli ascoltatori, i quali nella maggior parte dei casi ben presto si innamorano di questo cd.

 

 

 

VOTO

9,5/10

 

Pubblicata il 15 Ottobre 2016

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12 Ottobre 2016

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