ENEMYNSIDE - ''Dead Nation Army'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

ENEMYNSIDE

"DEAD NATION ARMY"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

Sfiora i 20 anni la carriera degli Enemynside, band capitolina dedita ad un Thrash Metal di stampo old school. Dopo tre album e concerti sparsi tra Italia, Europa e Stati Uniti, la band nel 2013 si prende una pausa per poi tornare nel 2017 con un nuovo singolo e, all’inizio di questo 2018, con il nuovo EP “Dead Nation Army”, disponibile sia in digitale sia in formato fisico. La pausa di riflessione ha portato anche ad un cambio di lineup, che ora è composta da Francesco Cremisini (voce e chitarra), Matteo Bellezza (chitarra), Andrea Pistone (basso) e Fabio Migliori (batteria).

 

For All The Jerks” – Subito partenza a mille. Già dalle prime note si può percepire l’esperienza della band. Il cantato non presenta pecche, i cori sono centrati. Il terzo minuto del brano è un vero elogio ai musicisti, dove ogni membro ha modo di mettersi in evidenza.

Devil In Disguise” – L’intro si presenta leggermente più lenta rispetto al brano precedente, ma presto ci si torna a scatenare. Questa volta però il momento degli assoli è destinato solamente alle chitarre. Brevi cambi di ritmica spezzano il brano, rendendolo più dinamico. Unica pecca il cantato, che “purtroppo” tende troppo spesso ad assomigliare al frontman dei Metallica… Cosa forse un po’ abusata nel genere.

Buried Past” – Forse il brano più accattivante di questo EP, con momenti che tendono ad esulare dal genere proposto. Per la priva volta troviamo anche una voce registrata poco oltre la metà del brano, che apre la strada al solo di chitarra, il più melodico proposto fin’ora.

Involution (R)Evolution” – Questa volta la voce registrata apre le danze, seguita dalle chitarre con una forte distorsione. Questo è il brano più “lento” dell’EP, in grado però di scatenarsi nel solo della chitarra. Varia ed incalzante, la canzone non permette momenti di disattenzione.

 

Solo quattro pezzi, ma l’energia della band traspare dal primo secondo. L’esperienza derivata da anni di musica e live è la seconda cosa che si nota istantaneamente. L’EP in questione è un crescendo, perché i pezzi migliori arrivano nella seconda metà. Sedici minuti da godersi a pieno, magari con un buon headbanging!

 

 

 

TRACKLIST

1. For All The Jerks

2. Devil In Disguise

3. Buried Past

4. Involution (R)Evolution

 

 

 

VOTO

8/10

 

"Buried Past"

Pubblicata il 27 Maggio 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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by Robin Bagnolati